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Art. 1858 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 1858 Codice Civile

Recesso fideiussione: la prova del pagamento del debito
Una garante ha esercitato il recesso da una fideiussione per un debito aziendale. Nonostante al momento del recesso fideiussione esistesse un saldo passivo, la Cassazione ha confermato la decisione di merito che liberava la garante. La Corte ha ritenuto sufficiente la prova presuntiva, basata su indizi come l'annotazione "Documento Pagato" della banca stessa, per dimostrare l'estinzione del debito per cui era stata prestata la garanzia, respingendo il ricorso dell'istituto di credito.
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Delibera CICR 2000: quando è valida l’anatocismo?
Una società ha contestato la capitalizzazione degli interessi applicata dalla sua banca. La Corte di Cassazione, confermando il suo orientamento sulla Delibera CICR 2000, ha stabilito che per i contratti stipulati prima del 2000, la sola pubblicazione delle nuove condizioni in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente a validare l'anatocismo. È necessario un nuovo e specifico accordo con il cliente, poiché le clausole originali erano nulle e un confronto tra vecchie e nuove condizioni è impossibile. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello su questo punto.
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Anticipo fatture: prova del credito e onere della prova
Una società in liquidazione ha citato in giudizio una banca per usura su finanziamenti. La Corte d'Appello ha concordato, ritenendo gli ordini d'acquisto prova sufficiente per qualificare le operazioni come anticipo fatture e applicare la relativa soglia antiusura. La banca ha fatto ricorso in Cassazione, contestando la validità degli ordini d'acquisto come prova del credito. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la valutazione delle prove spetta ai giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità.
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Onere della prova credito bancario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni fideiussori contro una banca. I ricorrenti contestavano l'adeguatezza della documentazione prodotta dall'istituto di credito per dimostrare il proprio credito. La Suprema Corte ha basato la sua decisione su un vizio procedurale: il ricorso è stato ritenuto carente del requisito di autosufficienza, in quanto non specificava adeguatamente le censure e non riportava i documenti contestati. La decisione sottolinea come, al di là del merito della questione sull'onere della prova del credito bancario, sia fondamentale rispettare rigorosi requisiti formali nella redazione degli atti processuali.
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Onere della prova contribuente: Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento sostenendo che alcuni versamenti bancari non fossero ricavi, ma anticipi su fatture derivanti da un contratto di sconto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ribadendo che l'onere della prova contribuente impone di fornire documentazione specifica, come il contratto stesso, che in questo caso mancava. La Corte ha inoltre confermato la non deducibilità di alcuni costi per assenza di prova della loro inerenza all'attività d'impresa.
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Cessione pro solvendo: la Cassazione e la motivazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcune società e dei loro soci contro una società di factoring. Il caso riguardava una complessa vicenda di cessioni di credito, definite dal giudice di merito come cessione pro solvendo, e la successiva dichiarazione di fallimento delle società cedenti. I ricorrenti sostenevano che la corte d'appello avesse errato nella valutazione delle prove e interpretato male le loro domande, ma la Cassazione ha ritenuto i motivi inammissibili, in quanto miravano a un riesame del merito dei fatti, non consentito in sede di legittimità. La Suprema Corte ha confermato che la motivazione della sentenza d'appello non era apparente, ma fondata sull'analisi dei contratti e delle prove, ribadendo i limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione probatoria del giudice.
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Anatocismo bancario: la Cassazione esamina delibera CICR
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente versate a titolo di interessi anatocistici e commissioni. Le corti di merito hanno respinto la domanda. La Corte di Cassazione, investita della questione, ha ritenuto di particolare rilevanza l'interpretazione della delibera CICR del 9 febbraio 2000 sull'anatocismo bancario. Con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della causa a pubblica udienza per una trattazione approfondita, senza decidere nel merito.
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