LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1853 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 1853 Codice Civile

Giudicato interno: la compensazione non si applica
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva applicato d'ufficio la compensazione tra i saldi di diversi conti correnti. Poiché il giudice di primo grado aveva escluso tale compensazione e la banca non aveva impugnato specificamente quel punto, si era formato un giudicato interno. L'appello non poteva riesaminare una questione ormai divenuta definitiva, rendendo la decisione d'appello nulla su quel punto.
Continua »
Annotazione conto corrente e fallimento: la Cassazione
Una banca si è vista negare l'ammissione al passivo fallimentare di un'azienda sua cliente per crediti la cui annotazione conto corrente era avvenuta dopo la dichiarazione di fallimento. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, specificando che nel conto corrente bancario le registrazioni hanno valore meramente dichiarativo. Ciò che conta è il momento in cui l'operazione sottostante si è perfezionata giuridicamente, non la data della sua registrazione contabile.
Continua »
Opposizione stato passivo: rigetto e limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società creditrice contro il rigetto della sua opposizione allo stato passivo. La decisione si fonda sull'esistenza di un precedente giudizio che aveva già accertato un credito a favore della società fallita, di fatto compensando le pretese della creditrice. L'ordinanza sottolinea i rigorosi limiti procedurali per contestare il travisamento della prova e l'omessa pronuncia.
Continua »
Protesto assegno conto chiuso: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un correntista contro una banca per il protesto di un assegno. L'assegno era stato presentato per il pagamento 20 mesi dopo la chiusura del conto corrente. La Corte ha stabilito che il comportamento della banca è stato legittimo, in quanto, in caso di conto estinto, il protesto assegno conto chiuso è un atto dovuto. Inoltre, il correntista non ha fornito alcuna prova di un suo diritto alla compensazione con altri conti attivi.
Continua »
Recesso fideiussione: la prova via raccomandata
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità della compensazione operata da un istituto di credito sul conto corrente di un garante. La decisione si fonda su due principi cardine: il perfezionamento del recesso fideiussione tramite raccomandata, la quale gode di una presunzione di conoscenza del contenuto, e la qualificazione del comportamento della banca come abuso del diritto, data la tardività dell'azione rispetto alla comunicazione del recesso.
Continua »
Onere della prova credito bancario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni fideiussori contro una banca. I ricorrenti contestavano l'adeguatezza della documentazione prodotta dall'istituto di credito per dimostrare il proprio credito. La Suprema Corte ha basato la sua decisione su un vizio procedurale: il ricorso è stato ritenuto carente del requisito di autosufficienza, in quanto non specificava adeguatamente le censure e non riportava i documenti contestati. La decisione sottolinea come, al di là del merito della questione sull'onere della prova del credito bancario, sia fondamentale rispettare rigorosi requisiti formali nella redazione degli atti processuali.
Continua »
Pagamento assegno conto estinto: è sempre indebito?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo al pagamento di un assegno di notevole importo, emesso da un'azienda su un conto corrente che risultava già chiuso da mesi. La banca, dopo aver erroneamente effettuato il pagamento, ne ha chiesto la restituzione al beneficiario, qualificandolo come 'pagamento assegno conto estinto' e quindi indebito. La Corte d'Appello aveva dato ragione alla banca, e la Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso del beneficiario. La motivazione centrale risiede nel fatto che la chiusura del conto fa venir meno la delega di pagamento, rendendo la successiva transazione priva di causa giuridica e obbligando alla restituzione della somma.
Continua »