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Art. 185 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 185 Codice di Procedura Civile

Conciliazione sede sindacale: quando è nulla?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 10065/2024, ha stabilito la nullità di un accordo di conciliazione firmato presso la sede aziendale, anche se con l'assistenza di un rappresentante sindacale. La validità di tali accordi, che implicano rinunce a diritti del lavoratore, richiede il rispetto del requisito del luogo: la 'conciliazione in sede sindacale' deve avvenire fisicamente presso gli uffici del sindacato, un luogo neutro che garantisce la libera volontà del lavoratore, e non solo con la mera presenza di un assistente sindacale in azienda.
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Giurisdizione usi civici: il Commissario decide
In una controversia su terreni soggetti a usi civici, dopo un accordo di conciliazione tra due parti, un Comune solleva obiezioni. La Corte di Cassazione, con ordinanza n. 10755/2024, ha stabilito che la giurisdizione usi civici resta del Commissario specializzato per risolvere l'intera controversia, anche in presenza di contestazioni successive all'accordo, ribadendo la sua competenza fino alla conclusione del procedimento.
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Fondo di Garanzia INPS: limiti e obblighi fiscali
Un lavoratore ricorre contro l'INPS per il pagamento del TFR e di alcune mensilità a carico del Fondo di Garanzia INPS. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'INPS opera correttamente la ritenuta fiscale sul TFR se il credito è stato ammesso al lordo nel passivo fallimentare. L'Istituto è vincolato alle risultanze della procedura concorsuale. Inoltre, ha confermato che i crediti da lavoro sono coperti solo se rientrano nel limite temporale di dodici mesi antecedenti l'istanza di fallimento.
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Procura mediazione: quando è valida per sostituire?
Un'inquilina si oppone a uno sfratto sostenendo l'invalidità della procedura di mediazione obbligatoria. Il motivo? La mancata presenza del locatore, sostituito da un avvocato con una procura ritenuta non idonea. La Cassazione, riconoscendo l'importanza della questione sulla validità della procura mediazione per la corretta conduzione del procedimento, ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una decisione approfondita, senza ancora pronunciarsi nel merito.
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Conciliazione giudiziale: valida anche su diritti indisponibili
Un lavoratore, dopo aver firmato una conciliazione giudiziale, ha tentato di rivendicare diritti derivanti da un presunto rapporto di lavoro fittizio. La Cassazione ha respinto il ricorso, affermando la piena validità della conciliazione giudiziale anche quando ha per oggetto diritti del lavoratore considerati indisponibili, grazie alla garanzia offerta dalla presenza del giudice.
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Mediazione domanda riconvenzionale: la Cassazione chiarisce
Con la sentenza n. 3452/2024, le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la condizione di procedibilità della mediazione obbligatoria non si applica alla domanda riconvenzionale. Analizzando un caso di locazione, la Corte ha chiarito che l'obbligo di mediazione riguarda solo l'atto introduttivo del giudizio, per non aggravare il processo e rispettare il principio di ragionevole durata. La funzione deflattiva della mediazione si esaurisce una volta che la causa è già iniziata.
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Foro del consumatore: quando sollevare l’eccezione
Una società edile ottiene un decreto ingiuntivo contro due clienti. Questi si oppongono invocando il foro del consumatore, ovvero la competenza del tribunale della loro residenza. La Corte di Cassazione conferma che l'eccezione di incompetenza territoriale è tempestiva se sollevata entro la prima udienza di trattazione della causa (ex art. 183 c.p.c.), anche se preceduta da udienze di mera conciliazione, rafforzando così la tutela del consumatore nel processo.
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Regolamento di competenza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza sul regolamento di competenza, ha confermato la giurisdizione del Tribunale di Firenze in una causa condominiale. La Corte ha stabilito che la valutazione di un accordo di conciliazione giudiziale, che ha annullato una clausola di foro esclusivo, è un accertamento di fatto del giudice di merito, non sindacabile in sede di regolamento se non per vizi logici o di diritto nell'interpretazione.
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Assunzione società in house: vale la conciliazione?
Un lavoratore, assunto da una società in house a seguito di una conciliazione giudiziale, viene licenziato. La società contesta la validità stessa del rapporto di lavoro, sostenendo che l'assunzione avrebbe dovuto seguire procedure di selezione pubblica. La Corte di Cassazione, riconoscendo la rilevanza della questione, rinvia la decisione a una pubblica udienza per definire se una conciliazione possa legittimamente sostituire un concorso pubblico per un'assunzione in società in house.
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