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Art. 185 Codice di Procedura Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 185 Codice di Procedura Civile

Accordo in Cassazione: Stop alla Causa con la Società Elettrica
La Corte di Cassazione ha concesso un rinvio in una causa tra alcuni proprietari e una grande società elettrica. Le parti hanno chiesto congiuntamente più tempo perché erano vicine a raggiungere un accordo transattivo in Cassazione per risolvere la loro disputa in via definitiva. La Corte, prendendo atto della volontà delle parti di trovare una soluzione amichevole, ha accolto la richiesta e ha posticipato la decisione a una data successiva. Questo provvedimento dimostra come il sistema giudiziario favorisca le soluzioni concordate tra le parti anche nella fase finale del processo.
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Accordo Transattivo: Scontro tra Cantine e Consorzio finisce in pace
Un gruppo di storiche aziende vinicole e un Consorzio di Tutela, protagonisti di una complessa controversia legale, hanno comunicato alla Corte di Cassazione di aver raggiunto un'intesa di massima. Le parti hanno quindi chiesto congiuntamente un rinvio per poter perfezionare un accordo transattivo definitivo. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, riconoscendo l'opportunità di favorire la soluzione concordata della lite. Ha quindi disposto il rinvio della causa per consentire alle parti di formalizzare l'accordo e chiudere così ogni contenzioso pendente, privilegiando l'autonomia negoziale rispetto alla prosecuzione del giudizio.
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Accordo conciliazione giudiziale: quando è vincolante?
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che riteneva vincolante un accordo di conciliazione giudiziale, nonostante le parti avessero chiesto ripetuti rinvii per "concretizzare" la transazione. La Suprema Corte ha ravvisato una "motivazione apparente", poiché è illogico considerare un accordo come definitivo se le stesse parti dimostrano, con il loro comportamento processuale, di non ritenerlo ancora perfezionato. La controversia originaria riguardava il rilascio di un immobile concesso in comodato.
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Rappresentanza processuale: poteri e validità
Un fideiussore ha impugnato in Cassazione la decisione della Corte d'Appello che aveva convalidato un decreto ingiuntivo. I motivi principali del ricorso riguardavano presunti vizi nella rappresentanza processuale sia dell'istituto di credito originario sia della società cessionaria del credito. La Corte Suprema ha respinto il ricorso, affermando che il potere di transigere una controversia implica necessariamente il conferimento di un potere sostanziale, sufficiente a fondare una valida procura per agire in giudizio. Inoltre, ha ribadito che per le cessioni di crediti in blocco, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale costituisce prova sufficiente della titolarità del credito.
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Prova del contratto: quando la fattura non basta
In una controversia nata da una scissione societaria, una società chiedeva il pagamento per l'uso dei propri locali basandosi su una fattura. La Corte d'Appello ha negato la pretesa per mancanza di prova del contratto, decisione confermata dalla Cassazione. L'ordinanza sottolinea che la fattura e altri indizi non sono sufficienti se il giudice di merito, con motivazione logica, non li ritiene convincenti. La Cassazione ha però accolto il ricorso incidentale dell'altra società, cassando la sentenza per omessa pronuncia sulla domanda di restituzione di somme già versate.
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