LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1758 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1758 Codice Civile

Provvigione Mediatore: Contatto Iniziale Inutile se il Deal Cambia
Un mediatore mette in contatto due aziende per la successione in un contratto di locazione commerciale. La trattativa iniziale non va a buon fine. Successivamente, le stesse aziende concludono un accordo più complesso grazie all'intervento di un secondo mediatore. La Corte di Cassazione ha negato al primo professionista il diritto alla provvigione del mediatore. I giudici hanno stabilito che un semplice contatto iniziale, non seguito da una trattativa concreta, non è sufficiente. L'intervento del primo mediatore non costituiva l'antecedente indispensabile per la conclusione dell'affare, che è avvenuta grazie all'attività autonoma e determinante del secondo mediatore e a condizioni contrattuali nuove e diverse.
Continua »
Mediazione immobiliare: provvigione e penali
Una società di mediazione immobiliare ha agito in giudizio per ottenere il pagamento della provvigione relativa a una compravendita conclusa dopo la scadenza del mandato, tramite un'altra agenzia. La Corte di Cassazione ha confermato che il diritto alla provvigione non sorge automaticamente con la semplice messa in relazione delle parti, ma richiede che l'attività del mediatore sia la causa adeguata della conclusione dell'affare. Tuttavia, la Corte ha accolto il ricorso limitatamente alla validità di una clausola penale che prevedeva un indennizzo per le vendite effettuate a clienti presentati dal primo mediatore, indipendentemente dal nesso causale nella vendita finale, sottolineando la funzione indennitaria di tale accordo contrattuale.
Continua »
Qualificazione del rapporto: mediatore o agente?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la qualificazione del rapporto di lavoro tra una società immobiliare e i suoi collaboratori deve basarsi sulla sostanza delle mansioni svolte, non sul nome formale del contratto. Anche se iscritti all'albo dei mediatori e legati da un contratto di associazione in partecipazione, i collaboratori sono stati considerati agenti perché operavano in modo stabile e continuativo per conto della società, promuovendone gli affari. Di conseguenza, la Corte ha confermato l'obbligo della società di versare i contributi previdenziali all'ente di categoria degli agenti.
Continua »