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Art. 1755 Codice Civile — Anno 2023

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Altri anni per Art. 1755 Codice Civile

Provvigione mediatore incarico unilaterale: la prova è cruciale
Un agente immobiliare, incaricato dal venditore, mette in contatto le parti per la vendita di un immobile e, a contratto concluso, chiede la provvigione anche al compratore. Quest'ultimo si rifiuta, sostenendo che l'agente agiva solo nell'interesse del venditore. La Cassazione ha stabilito un principio chiave sulla provvigione del mediatore con incarico unilaterale: il diritto al compenso da parte del contraente non 'cliente' sorge solo se l'agente dimostra in modo inequivocabile che quest'ultimo era consapevole e aveva accettato il suo ruolo di intermediario imparziale. Poiché la Corte d'Appello aveva ragionato in modo illogico su questo punto, la sua decisione è stata annullata e il caso dovrà essere riesaminato.
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Visita la casa ma non paga l’agenzia: negato il diritto alla provvigione
La Corte di Cassazione ha negato il diritto alla provvigione del mediatore a un'agenzia immobiliare che si era limitata a organizzare una singola visita dell'immobile. Successivamente, l'acquirente aveva concluso l'affare trattando direttamente con il proprietario. Secondo la Corte, una sola visita, se non seguita da una reale attività di mediazione che metta in relazione le parti e avvii una trattativa, non è sufficiente a creare il 'nesso causale' necessario per far sorgere il diritto al compenso. L'intervento del mediatore deve essere un anello fondamentale della catena che porta alla vendita, non un evento isolato e privo di sviluppi. L'agenzia ha quindi perso la causa e non ha ottenuto la provvigione.
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Consulenza per contributi pubblici: non è mediazione, il compenso va pagato
Un'impresa si rifiuta di saldare il compenso a una società di consulenza che l'aveva aiutata a ottenere un finanziamento agevolato, sostenendo la nullità del contratto perché il consulente non era iscritto all'albo dei mediatori creditizi. La Corte di Cassazione ha stabilito che la consulenza per contributi pubblici non è mediazione creditizia. L'attività del consulente, infatti, si è limitata a una prestazione d'opera professionale (assistenza nella preparazione della domanda) e non ha comportato la 'messa in relazione' con un finanziatore, elemento essenziale della mediazione. Di conseguenza, il contratto è valido e il compenso è dovuto. L'impresa perde la causa.
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Nullità Contratto Mediazione: Agente non iscritto perde provvigione
Un agente immobiliare chiedeva il pagamento della provvigione a un potenziale acquirente. Quest'ultimo si opponeva tardivamente, sostenendo che l'agente non fosse iscritto all'albo. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: la mancata iscrizione all'albo professionale causa la nullità del contratto di mediazione. Questa nullità è così grave che il giudice deve sempre verificarla, anche senza una specifica e tempestiva contestazione del cliente. Il cosiddetto 'principio di non contestazione' non si applica, perché l'iscrizione è un requisito imposto da una norma imperativa. Di conseguenza, l'agente non iscritto perde il diritto alla provvigione.
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Diritto alla provvigione: perché l’iscrizione all’albo è vitale
Una società immobiliare ha agito in giudizio per ottenere il diritto alla provvigione derivante dall'intermediazione nella vendita di un'area edificatoria. Nonostante una prima vittoria in tribunale, la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione. I giudici di secondo grado hanno rilevato la mancanza di prova del rapporto di collaborazione tra la società e il soggetto che aveva materialmente svolto l'attività, oltre all'assenza di iscrizione di quest'ultimo all'albo dei mediatori. La Corte di Cassazione ha confermato tale impostazione, dichiarando inammissibile il ricorso. La Suprema Corte ha sottolineato che la società non ha contestato efficacemente la ragione principale della decisione d'appello, ovvero l'incapacità di dimostrare che il mediatore operasse effettivamente per conto dell'agenzia, rendendo irrilevante ogni altra argomentazione sulla natura del contratto.
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Mediazione immobiliare: provvigione e penali
Una società di mediazione immobiliare ha agito in giudizio per ottenere il pagamento della provvigione relativa a una compravendita conclusa dopo la scadenza del mandato, tramite un'altra agenzia. La Corte di Cassazione ha confermato che il diritto alla provvigione non sorge automaticamente con la semplice messa in relazione delle parti, ma richiede che l'attività del mediatore sia la causa adeguata della conclusione dell'affare. Tuttavia, la Corte ha accolto il ricorso limitatamente alla validità di una clausola penale che prevedeva un indennizzo per le vendite effettuate a clienti presentati dal primo mediatore, indipendentemente dal nesso causale nella vendita finale, sottolineando la funzione indennitaria di tale accordo contrattuale.
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Provvigione: quando spetta al mediatore?
La Corte di Cassazione ha chiarito i presupposti per il diritto alla provvigione del mediatore immobiliare. Il caso riguarda una società immobiliare condannata in appello a pagare una provvigione calcolata sul valore indicato in una proposta d'acquisto. La Suprema Corte ha stabilito che la semplice sottoscrizione di una proposta d'acquisto, essendo un atto preparatorio, non equivale alla conclusione dell'affare. Il diritto al compenso sorge solo quando si costituisce un vincolo giuridico che permetta alle parti di agire per l'esecuzione specifica del contratto o per il risarcimento del danno.
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Provvigione mediazione: quando spetta il compenso
Un proprietario immobiliare ha contestato il pagamento della provvigione mediazione a un'agenzia, sostenendo che un accordo scritto vincolasse il compenso alla vendita congiunta di due immobili. Poiché solo uno dei beni era stato alienato, il venditore riteneva nullo il diritto al compenso. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, i quali avevano riconosciuto all'agenzia una provvigione parziale basata sugli usi locali per l'affare effettivamente concluso. La Corte ha inoltre respinto le eccezioni sulla legittimità dei giudici ausiliari e ha dichiarato inammissibili le censure sui fatti a causa della cosiddetta doppia conforme.
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Mediazione atipica: pagare anche senza vendita
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un contratto di mediazione atipica che prevedeva il pagamento di un compenso al mediatore anche in caso di mancata conclusione dell'affare. Il caso riguardava due comproprietarie che, dopo aver conferito incarico a un'agenzia e ricevuto una proposta conforme, avevano deciso di non vendere più l'immobile. La Corte ha stabilito che, in virtù dell'autonomia contrattuale, è legittimo pattuire un compenso per l'attività di ricerca del contraente, escludendo la vessatorietà della clausola se il mediatore ha effettivamente adempiuto ai propri doveri informativi e di ricerca.
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Provvigione mediatore: quando sorge il diritto?
Una mediatrice immobiliare ha agito in giudizio per ottenere il pagamento della provvigione a seguito dell'attività svolta per la vendita di un immobile. Nonostante la formulazione di una proposta d'acquisto, il proprietario aveva deciso di non procedere alla stipula del contratto preliminare. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, stabilendo che il diritto alla provvigione sorge solo quando l'affare è concluso in modo da creare un vincolo giuridico che permetta alle parti di agire per l'esecuzione del contratto. La semplice proposta o un accordo parziale non sono sufficienti a far maturare il compenso.
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Provvigione mediatore: no con preliminare di preliminare
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31431/2023, ha stabilito un principio fondamentale in tema di provvigione del mediatore immobiliare. Il caso riguardava la richiesta di una provvigione da parte di una società di mediazione a seguito della firma di un accordo, qualificato come 'preliminare di preliminare', tra le parti di una compravendita immobiliare. La Corte d'Appello aveva dato ragione al mediatore, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione. Ha chiarito che un 'preliminare di preliminare' non costituisce 'affare concluso' ai sensi dell'art. 1755 c.c., in quanto genera solo un obbligo a continuare le trattative e non un vincolo giuridico che consenta di agire per l'esecuzione specifica del contratto. Pertanto, il diritto alla provvigione del mediatore sorge solo con la stipula di un contratto preliminare vero e proprio o del definitivo.
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Provvigione mediatore: quando è dovuta la commissione?
Un acquirente si rifiutava di stipulare il contratto preliminare dopo aver scoperto oneri sull'immobile. La Corte di Cassazione ha stabilito che la provvigione mediatore non è dovuta se l'accordo raggiunto è un mero "preliminare di preliminare", non azionabile in forma specifica, ma un semplice accordo che regola le fasi successive della trattativa. Il diritto alla commissione sorge solo con la conclusione di un vero e proprio "affare" giuridicamente vincolante.
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Provvigione mediatore e contratto preliminare: decisa
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un acquirente che si rifiutava di pagare la provvigione del mediatore immobiliare. La Corte ha stabilito che il diritto alla commissione sorge con la stipula del contratto preliminare, in quanto atto giuridicamente vincolante. È irrilevante che il contratto definitivo sia stato poi concluso da un soggetto terzo, nominato dall'acquirente originario. L'obbligo di pagare la provvigione del mediatore resta in capo a chi ha firmato il preliminare.
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Mediazione atipica: obbligo di iscrizione all’albo
Una società incarica un professionista di cercare immobili, promettendogli una provvigione. L'affare viene concluso da una società controllata. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale incarico, anche se unilaterale, si qualifica come mediazione atipica. Di conseguenza, il diritto alla provvigione è subordinato alla necessaria iscrizione del professionista all'albo dei mediatori, pena la nullità del contratto. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva qualificato il rapporto come mandato, è stata cassata con rinvio.
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Produzione documentale appello: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene su un caso di mediazione immobiliare per chiarire le rigide regole sulla produzione documentale in appello. Una società di mediazione, citata per la restituzione di un acconto, si era vista contestare la mancata iscrizione all'albo solo in secondo grado. La Corte d'Appello aveva ammesso la produzione tardiva del certificato, ma la Cassazione ha annullato la decisione, ribadendo che, ai sensi dell'art. 345 c.p.c., i nuovi documenti sono ammessi solo se la parte dimostra l'impossibilità di produrli prima per causa non imputabile, un principio distinto dalla proponibilità dell'eccezione.
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Provvigione mediatore: quando è dovuta per il preliminare
Un caso analizzato dalla Corte di Cassazione chiarisce quando spetta la provvigione al mediatore immobiliare. La Corte ha stabilito che il diritto al compenso sorge con la stipula del contratto preliminare, anche se questo è sottoposto a una condizione risolutiva che successivamente si verifica. La decisione conferma che l'accordo vincolante tra le parti, frutto dell'attività del mediatore, è l'elemento decisivo per la maturazione della provvigione mediatore, a prescindere dagli esiti finali dell'operazione.
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