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Art. 1746 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 1746 Codice Civile

Recesso per giusta causa: legittimo lo stop all’agente infedele
Una compagnia assicurativa ha comunicato il recesso per giusta causa a un proprio agente generale a seguito di gravi irregolarità contabili. L'agente utilizzava le somme destinate alla liquidazione di polizze vita per simulare il pagamento di nuovi contratti e impiegava il conto dei premi per coprire debiti di gestione. Il collegio arbitrale ha confermato la piena legittimità dell'interruzione del rapporto contrattuale. L'agente ha impugnato la decisione davanti alla Corte d'Appello denunciando presunti vizi della sentenza arbitrale, ma i giudici hanno respinto l'istanza. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito. La Suprema Corte ha chiarito che il controllo sui lodi arbitrali non permette di riesaminare i fatti accertati dagli arbitri se la motivazione risulta logica, chiara e priva di contraddizioni insanabili.
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Amministratore si auto-paga: Cassazione ribalta l’assoluzione per infedeltà patrimoniale
La Corte di Cassazione ha annullato l'assoluzione di un amministratore di società, accusato di infedeltà patrimoniale. L'amministratore aveva effettuato un bonifico di oltre 27.000 euro dal conto aziendale al proprio, giustificandolo come pagamento di provvigioni. La Cassazione ha evidenziato un grave conflitto di interessi, poiché l'amministratore non aveva dimostrato l'autorizzazione della società né la corretta liquidazione delle provvigioni. Inoltre, il contratto di agenzia presentava vizi formali e l'agente non era iscritto regolarmente. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo giudizio civile, che dovrà accertare la sussistenza del danno patrimoniale.
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Contratto di agenzia e buona fede: vince la mandante
La società preponente ha risolto il contratto con l'agenzia commerciale a causa della mancata restituzione di somme incassate dai soci di quest'ultima. Nei gradi di merito, i giudici hanno respinto le domande della preponente e concesso le indennità di fine rapporto all'agente: il contratto vietava all'agenzia l'incasso diretto, attribuito solo a persone fisiche con procura. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Il tema centrale riguarda il contratto di agenzia e buona fede. L'agente deve sempre proteggere l'interesse del preponente e vigilare sull'operato dei propri soci. La Suprema Corte ha imposto un nuovo giudizio.
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