Un lavoratore ha chiesto il pagamento di differenze retributive all'azienda. La Corte d'appello ha dichiarato nulla la sentenza di primo grado favorevole al lavoratore, ritenendo invalida la notifica dell'atto introduttivo. La consegna era avvenuta presso la sede legale nelle mani della madre dell'amministratore, deceduto poco prima. Per i giudici d'appello, la morte del figlio aveva fatto cessare l'incarico della donna di ricevere la posta. La Cassazione ha invece accolto il ricorso del lavoratore. La Corte ha chiarito che la notifica alla persona giuridica si presume valida se l'atto è consegnato a chi si trova nella sede e si dichiara addetto alla ricezione. Questa presunzione non decade automaticamente con la morte dell'amministratore, poiché l'incarico di ricevere la corrispondenza è nell'interesse della società. La causa è stata quindi rinviata per un nuovo esame.
Continua »