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Art. 1723 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 1723 Codice Civile

Fallimento Appaltatore: Stop al Pagamento Diretto Subappaltatore?
La Corte di Cassazione ha chiarito la questione del pagamento diretto subappaltatore in caso di fallimento dell'appaltatore principale. Un Comune aveva stipulato un contratto di appalto per una palestra, con un atto aggiuntivo che prevedeva il pagamento diretto al subappaltatore. Entrambi, appaltatore e subappaltatore, fallirono. Il subappaltatore fallito chiese il pagamento diretto al Comune. La Cassazione ha stabilito che la clausola di pagamento diretto si applica solo se il contratto principale è in corso con un'impresa solvente. Il fallimento dell'appaltatore scioglie il contratto, rendendo il subappaltatore un creditore ordinario, soggetto alla par condicio creditorum. La sentenza cassa la decisione precedente, ribadendo la prevalenza della legge fallimentare.
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Estinzione società: Credito inesistente se la parte scompare prima della causa
Un Procuratore ha agito per conto di una Società per ottenere un pagamento dall'Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (AGEA) tramite decreto ingiuntivo. La Società era stata cancellata dal Registro delle Imprese nel luglio 2003, prima dell'inizio dell'azione legale nel 2005. Il Procuratore sosteneva un mandato irrevocabile. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'estinzione società, con effetti dal 1° gennaio 2004, rendeva la Società inesistente al momento dell'azione. Di conseguenza, il titolo esecutivo e il decreto ingiuntivo erano inesistenti. La Corte ha accolto il ricorso dell'AGEA, annullando le sentenze precedenti e rigettando le pretese del Procuratore.
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Revocatoria Fallimentare: Pagamenti Anomali alla Banca Revocati
La Corte di Cassazione ha confermato la validità della revocatoria fallimentare contro una banca. Un'azienda, prima di fallire, aveva effettuato pagamenti a una banca tramite rimesse su conti scoperti e mandati irrevocabili all'incasso. Il curatore fallimentare ha chiesto di dichiarare inefficaci questi pagamenti, avvenuti nel periodo sospetto, perché considerati 'anomali' e a beneficio di un creditore consapevole dello stato di decozione. La banca ha sostenuto che si trattava di cessioni di credito o che il fido esisteva. La Cassazione ha respinto il ricorso della banca, ribadendo che tali operazioni costituivano pagamenti anomali e quindi revocabili, condannando la banca a restituire oltre un milione di euro.
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Revoca della procura a vendere: validità degli atti
Una proprietaria conferiva alla madre la facoltà di cedere la nuda proprietà di due immobili, per poi procedere alla revoca della procura a vendere. La mandataria alienava comunque i beni a un acquirente. Nel contempo, la mandante donava uno degli immobili a una terza persona, trascrivendo l'atto prima del rogito della mandataria. L'acquirente ometteva le visure ipocatastali su tale bene. In giudizio, la vendita del primo bene restava valida per difetto di idonea pubblicità della revoca, mentre la vendita del secondo risultava inefficace prevalendo la donazione anteriore. La Corte di Cassazione, rilevata la complessità della lite, rimetteva la decisione alla pubblica udienza.
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Mandato irrevocabile di pagamento: banca riduce il bonifico
Una società creditrice agisce contro una banca e il suo direttore per ottenere il risarcimento dei danni da lesione del credito. La banca, nonostante avesse ricevuto un mandato irrevocabile di pagamento tramite bonifico da parte del debitore, aveva versato una somma inferiore, sostenendo che l'ordine fosse stato successivamente modificato. I giudici di merito rigettano la domanda, ritenendo che il terzo beneficiario non acquisti un diritto diretto verso la banca mandataria. La Corte di Cassazione, rilevando l'importanza della questione sul mandato irrevocabile di pagamento e sulla responsabilità della banca, decide di non definire la causa in camera di consiglio e dispone il rinvio alla pubblica udienza per una trattazione approfondita.
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Modifica delle tabelle millesimali: nullo il mandato al costruttore
I proprietari di alcune unità immobiliari hanno impugnato le delibere dell'assemblea che ripartivano le spese di riscaldamento secondo le vecchie tabelle del 2005, ignorando le nuove tabelle predisposte nel 2007 dalla società costruttrice. La costruttrice aveva agito in forza di un mandato irrevocabile contenuto nei singoli atti di acquisto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei condomini, confermando che la modifica delle tabelle millesimali non può avvenire unilateralmente sulla base di un mandato generico e indeterminato rilasciato al costruttore. Tale delega in bianco è nulla per indeterminatezza dell'oggetto. Di conseguenza, le modifiche predisposte dal costruttore costituiscono solo una proposta tecnica che necessita dell'approvazione dell'assemblea condominiale per essere efficace.
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Notifica alla persona giuridica: valida anche dopo il decesso
Un lavoratore ha chiesto il pagamento di differenze retributive all'azienda. La Corte d'appello ha dichiarato nulla la sentenza di primo grado favorevole al lavoratore, ritenendo invalida la notifica dell'atto introduttivo. La consegna era avvenuta presso la sede legale nelle mani della madre dell'amministratore, deceduto poco prima. Per i giudici d'appello, la morte del figlio aveva fatto cessare l'incarico della donna di ricevere la posta. La Cassazione ha invece accolto il ricorso del lavoratore. La Corte ha chiarito che la notifica alla persona giuridica si presume valida se l'atto è consegnato a chi si trova nella sede e si dichiara addetto alla ricezione. Questa presunzione non decade automaticamente con la morte dell'amministratore, poiché l'incarico di ricevere la corrispondenza è nell'interesse della società. La causa è stata quindi rinviata per un nuovo esame.
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