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Art. 1588 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1588 Codice Civile

Responsabilità conduttore: risarcito l’incendio del coniuge
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del conduttore per i danni causati da un incendio doloso appiccato dal coniuge all'interno dell'immobile locato. Nonostante l'estraneità penale della conduttrice, la Suprema Corte ha stabilito che chi affitta un immobile risponde anche del comportamento dei terzi ammessi al godimento dei locali, come i familiari. Per liberarsi dalla presunzione di colpa prevista dall'articolo 1588 del Codice Civile, l'inquilino deve dimostrare che l'evento è dipeso da una causa a lui completamente estranea e non prevedibile, non bastando la semplice prova della propria condotta diligente o l'azione dolosa autonoma del familiare convivente.
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Responsabilità del conduttore per incendio: paga l’affittuario
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un inquilino, confermando la sua responsabilità per i danni causati da un incendio nell'immobile locato. Secondo la Suprema Corte, in base all'articolo 1588 del Codice Civile, grava sul conduttore la presunzione di colpa per il deterioramento della cosa locata. Per liberarsi da questa responsabilità, l'inquilino non può limitarsi a dimostrare di aver agito con la normale diligenza, ma deve provare la causa specifica dell'evento e che questa non sia a lui imputabile. Se la causa dell'incendio rimane ignota, la responsabilità del conduttore per incendio persiste, obbligandolo a risarcire interamente il proprietario per i danni subiti dalla struttura.
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Danni all’immobile locato: l’inquilino paga anche l’affitto perso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'azienda conduttrice condannata a risarcire i danni all'immobile locato riscontrati al momento del rilascio. Il proprietario aveva richiesto il risarcimento per le demolizioni e i deterioramenti apportati dal conduttore. I giudici hanno confermato la responsabilità dell'inquilino in base alla presunzione di colpa stabilita dal codice civile, non avendo quest'ultimo dimostrato che i danni derivassero da causa a lui non imputabile. La Corte ha inoltre chiarito che la decisione di rinnovare o meno una consulenza tecnica d'ufficio rientra nei poteri discrezionali del giudice e non richiede una motivazione espressa se gli elementi già acquisiti sono sufficienti per decidere. L'azienda conduttrice perde definitivamente la causa e deve pagare i danni e il lucro cessante per la mancata rilocazione dell'immobile.
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Contratto di noleggio: nessun canone per il macchinario rotto
Un'azienda proprietaria di una betonpompa ha concesso il macchinario con la formula del noleggio a caldo a un'impresa utilizzatrice. Durante i lavori in Congo, un incendio causato dal guasto di un tubo flessibile ha provocato la solidificazione del calcestruzzo all'interno del mezzo, rendendolo inservibile. Il proprietario ha richiesto il pagamento dei canoni e dei costi di trasporto per il rientro in Italia. La Corte d'Appello ha revocato il decreto ingiuntivo iniziale, escludendo la responsabilità dell'utilizzatore per lo svuotamento del mezzo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del proprietario, confermando che l'interpretazione del contratto di noleggio spetta ai giudici di merito e che il ricorso non ha dimostrato violazioni delle regole di interpretazione contrattuale. L'utilizzatore ha quindi vinto definitivamente la causa.
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Obbligo di trasferimento immobiliare: l’inquilino non scusa
L'Acquirente ha citato in giudizio l'Azienda Venditrice per ottenere l'esecuzione dell'obbligo di trasferimento immobiliare di un edificio, già riconosciuto da una precedente sentenza, oltre al risarcimento dei danni per il mancato godimento del bene. L'Azienda si è difesa adducendo l'ostruzionismo dell'Inquilino e la presenza di abusi edilizi. I giudici di merito hanno accolto la domanda dell'Acquirente, trasferendo la proprietà e liquidando i danni. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Azienda Venditrice, confermando che l'occupazione da parte di terzi o la presenza di abusi già sanabili non giustificano l'inadempimento del venditore. Quest'ultimo deve garantire non solo il passaggio giuridico della proprietà, ma anche la consegna materiale del bene libero da ostacoli.
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Rischio perimento bene in leasing: il furto non ferma i canoni
La Corte di Cassazione affronta il tema del rischio perimento bene in leasing. Un'azienda agricola, dopo aver subito il furto di macchinari presi in leasing, aveva smesso di pagare i canoni, ritenendo che la perdita del bene la liberasse dall'obbligo. La società di leasing, al contrario, ha preteso il pagamento. La Corte ha dato ragione alla società finanziaria, stabilendo un principio chiaro: nei contratti di leasing, le clausole che addossano all'utilizzatore ogni rischio, inclusi furto e caso fortuito, sono pienamente valide. Di conseguenza, l'utilizzatore deve continuare a pagare i canoni anche se il bene non è più in suo possesso. La sua unica tutela risiede in un'adeguata copertura assicurativa.
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Lavori non finiti: risarcimento errato per inadempimento locazione
Un locatore concede un immobile a un inquilino, che si impegna a ristrutturarlo a proprie spese. L'inquilino, però, diventa moroso e restituisce l'immobile con i lavori incompleti, commettendo un grave inadempimento del contratto di locazione. Il locatore chiede il risarcimento pari ai costi per completare le opere. La Corte di Cassazione ha annullato la precedente sentenza che aveva ridotto il risarcimento, ritenendo la sua motivazione 'irriducibilmente contraddittoria'. Il giudice inferiore aveva prima quantificato il danno nel costo per il completamento, per poi sottrarre illogicamente il valore dei lavori già eseguiti dall'inquilino, falsando il calcolo del danno effettivo subito dal proprietario.
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Incendio in affitto: la responsabilità del conduttore cade su impianto non a norma
Un incendio devasta un immobile adibito a B&B. I proprietari accusano l'inquilina, ma emerge che l'impianto elettrico era non conforme e privo di certificazioni. La Corte di Cassazione ha chiarito che la presunzione di colpa a carico dell'inquilino viene superata se questi dimostra che la causa del rogo è un difetto strutturale dell'immobile. In questo caso, la mancanza di conformità dell'impianto elettrico ha invertito l'onere della prova, escludendo la responsabilità del conduttore per incendio e attribuendola interamente ai proprietari, che non avevano garantito la sicurezza dei locali. L'inquilina ha quindi vinto la causa, ottenendo anche il risarcimento dei danni subiti.
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Recesso anticipato e onere prova locatore
In un caso di recesso anticipato da un contratto di locazione commerciale, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società locatrice. La Corte ha stabilito che per ottenere il risarcimento dei canoni non percepiti, il locatore ha l'onere di provare di essersi attivato con diligenza per trovare un nuovo conduttore e limitare così il proprio danno. La semplice rilocazione a un canone inferiore non è sufficiente se non si dimostra lo sforzo attivo per ottenere condizioni migliori.
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