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Art. 1588 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 1588 Codice Civile

Responsabilità del Conduttore: Danni all’Immobile Dopo la Fine del Contratto
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di responsabilità del conduttore per gravi danni a un immobile locato, inclusi atti vandalici, dopo la risoluzione consensuale del contratto ma prima della riconsegna effettiva. Un ente pubblico aveva lasciato l'immobile in stato di abbandono per quasi due anni. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'ente, confermando la sua responsabilità contrattuale. Ha stabilito che l'obbligo di custodia e di restituzione del bene in buono stato persiste fino all'effettiva riconsegna, anche se il contratto è già terminato. Il conduttore deve risarcire i danni, a meno che non dimostri che non dipendono da lui.
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Assicurazione Rischio Locativo: Incendio e Onere della Prova Negato
Un'Imprenditrice ha stipulato una polizza di Assicurazione rischio locativo e incendio per la sua attività di ristorazione. A seguito di un incendio, ha richiesto il risarcimento dei danni alla Compagnia Assicurativa, posta successivamente in liquidazione coatta amministrativa. Il Commissario liquidatore ha ammesso solo parzialmente il credito, negando la copertura per il rischio locativo, sostenendo che l'Imprenditrice non avesse provato la sua qualità di conduttrice e che il danno fosse doloso. Il Tribunale ha confermato questa decisione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Imprenditrice, ribadendo la necessità di dimostrare la propria posizione contrattuale e l'entità dei danni per ottenere il pieno indennizzo assicurativo.
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Furto del Bene Locato: La Responsabilità del Conduttore tra Inadempimento e Oneri Probatori
L'Azienda Locatrice ha chiesto la risoluzione di un contratto di locazione di veicoli e il risarcimento danni all'Azienda Conduttrice per mancato pagamento dei canoni e per il furto di un autocarro. Il Tribunale ha risolto il contratto per inadempimento nel pagamento, ma ha negato il risarcimento per il furto, ritenendo che non fosse un inadempimento imputabile all'Azienda Conduttrice. La Corte d'Appello ha confermato. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la responsabilità del conduttore per furto di un bene locato non era stata adeguatamente provata come inadempimento contrattuale, né le censure procedurali erano specifiche. L'Azienda Locatrice ha perso e dovrà pagare le spese legali.
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Uso improprio del bene e risarcimento danni immobile locato
Alcuni proprietari hanno concesso in affitto un complesso immobiliare a un ente pubblico per attività istituzionali. L'inquilino ha mutato la destinazione d'uso, impiegando i capannoni per il lavaggio di mezzi pesanti e lo stoccaggio provvisorio di rifiuti urbani. L'attività ha provocato gravissimi danni strutturali a solai, intonaci e pavimenti, oltre a un cedimento del terreno. I proprietari hanno agito per ottenere il risarcimento danni immobile locato. I giudici di merito hanno accolto la domanda, condannando l'ente a risarcire oltre 800.000 euro per i costi di ripristino. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente la condanna: l'inquilino deve custodire il bene con diligenza e risponde del degrado eccedente il normale uso pattuito, a meno che non provi la non imputabilità del danno.
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Danni al fondo: vale la presunzione di buono stato locativo
Il Proprietario di un terreno agricolo ha chiesto la risoluzione del contratto e il risarcimento dei danni poiché l'Affittuario aveva rimosso muretti a secco e sradicato alberi di ulivo. La Corte d'Appello aveva rigettato la richiesta, pretendendo che il Proprietario dimostrasse lo stato esatto del fondo al momento della consegna. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Proprietario. I giudici hanno stabilito che opera la presunzione di buono stato locativo: se non esiste una descrizione scritta iniziale, si presume che il bene sia stato consegnato in ottimo stato. Spetta quindi all'inquilino dimostrare il contrario o provare che i danni non dipendono da lui. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Incendio in affitto: la responsabilità da cose in custodia
Un incendio scoppiato in un appartamento in affitto ha danneggiato l'immobile dei vicini. I danneggiati hanno chiesto il risarcimento sia al proprietario sia all'inquilino. I giudici di merito hanno condannato entrambi in solido. Gli eredi del proprietario hanno proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che la colpa fosse esclusivamente dell'inquilino. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando la responsabilità da cose in custodia del proprietario. L'incendio è stato infatti causato da un difetto di costruzione e isolamento della canna fumaria, elemento strutturale che resta sotto la vigilanza del locatore, mentre l'inquilino risponde della cattiva manutenzione ordinaria. Vince la parte danneggiata, che mantiene il diritto al risarcimento.
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Risarcimento danni da occupazione: sì anche senza verbale
L'Amministrazione Pubblica ha stipulato una convenzione con l'Albergatore per ospitare sfollati a causa del bradisismo. Al rilascio dell'immobile, l'Albergatore ha richiesto il risarcimento danni da occupazione per il deterioramento della struttura. L'Amministrazione si è opposta, eccependo la prescrizione del diritto e la mancanza di un verbale di consistenza iniziale e finale. La Corte di Cassazione ha confermato che la richiesta inviata alla Prefettura, quale rappresentante delegato, interrompe validamente la prescrizione. Inoltre, ha stabilito che l'assenza del verbale di consistenza non esclude il diritto al risarcimento, se il danno può essere provato con altri mezzi, come le perizie tecniche. Entrambi i ricorsi sono stati dichiarati inammissibili.
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