LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 156 Codice Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 156 Codice Civile

Assegno di mantenimento: Viaggi di lusso, ricorso del marito respinto
La Corte di Cassazione ha confermato un assegno di mantenimento di 800 euro mensili a favore di una moglie. Il marito aveva contestato la decisione, ma il suo ricorso è stato dichiarato inammissibile. I giudici hanno ritenuto corretto l'aumento dell'assegno basandosi sulla notevole differenza di reddito tra i coniugi, sull'alto tenore di vita goduto durante il matrimonio (con viaggi di lusso) e sui redditi extra, non dichiarati, percepiti dal marito. La Corte ha stabilito che il marito cercava solo di ridiscutere i fatti, cosa non permessa in sede di legittimità, confermando così la decisione precedente.
Continua »
Assegno di mantenimento e nuova convivenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che revocava l'assegno di mantenimento a una ex moglie basandosi esclusivamente su alcuni pernottamenti accertati da un investigatore privato. La Suprema Corte ha stabilito che per la revoca del contributo non è sufficiente una generica relazione affettiva. È necessaria la prova rigorosa di una convivenza stabile o di un progetto di vita comune che sostituisca il precedente modello di solidarietà coniugale. Il provvedimento chiarisce che l'onere probatorio spetta al coniuge obbligato, il quale deve dimostrare la stabilità del nuovo legame e la condivisione delle risorse economiche tra i nuovi partner.
Continua »
Assegno di mantenimento: quando è negato?
La Corte di Cassazione ha negato il diritto all'assegno di mantenimento a una ex moglie, considerata giovane e in grado di lavorare, che aveva rifiutato un percorso di inserimento lavorativo. La Corte ha stabilito che l'aiuto economico fornito dai genitori al coniuge obbligato non costituisce reddito e ha ritenuto inammissibile la richiesta di rivalutare in Cassazione le prove sul reddito (buste paga) dell'ex marito.
Continua »
Addebito separazione malattia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la malattia psichiatrica di un coniuge non esclude automaticamente l'addebito della separazione. Con l'ordinanza 10711/2023, ha cassato la decisione di merito che negava l'addebito a una moglie affetta da disturbo bipolare, ritenendo che il giudice debba sempre valutare concretamente la sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti. La mera diagnosi non basta a giustificare comportamenti contrari ai doveri coniugali, specialmente se violenti. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
Continua »
Iscrizione ipotecaria e assegno: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1076/2023, ha stabilito che l'iscrizione ipotecaria a garanzia dell'assegno di mantenimento non è un atto automatico. Il giudice deve sempre verificare la sussistenza di un concreto e attuale 'pericolo di inadempimento' da parte del coniuge obbligato. La Suprema Corte ha cassato la decisione della Corte d'Appello che aveva permesso l'ipoteca senza questa valutazione, sottolineando che il corretto adempimento degli obblighi fa venir meno il fondamento della garanzia.
Continua »
Assegno di mantenimento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19650/2023, ha rigettato il ricorso di una moglie che contestava la sentenza della Corte d'Appello di Perugia in una causa di separazione. La ricorrente lamentava l'errata individuazione del tribunale competente, vizi procedurali e un importo dell'assegno di mantenimento troppo basso (€200 mensili). La Suprema Corte ha confermato la decisione, stabilendo che la competenza si radica nell'ultima residenza comune dei coniugi e che la quantificazione dell'assegno era corretta, tenuto conto della breve durata del matrimonio e della capacità lavorativa della donna, pur con un reddito difficilmente quantificabile.
Continua »
Assegno alimentare: diritto anche con addebito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19618/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di separazione. Pur confermando l'addebito della separazione a una moglie a causa della sua grave dipendenza dall'alcol, ha cassato la sentenza d'appello per non aver valutato la sua richiesta di assegno alimentare. La Corte ha chiarito che il diritto agli alimenti, a differenza del mantenimento, si fonda esclusivamente sullo stato di bisogno e non è precluso dalla colpa nella fine del matrimonio.
Continua »
Addebito per violenza: l’infedeltà non conta
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un marito contro l'addebito per violenza, a cui era stata attribuita la colpa esclusiva della separazione. L'uomo sosteneva che l'infedeltà precedente della moglie fosse la vera causa della crisi. La Corte ha stabilito che la violenza fisica è una violazione talmente grave dei doveri coniugali da essere considerata la causa principale della rottura, rendendo irrilevanti altri comportamenti, specialmente se superati da una riconciliazione.
Continua »
Contestazione CTU: quando e come farla valere
Un correntista ha citato in giudizio una banca per irregolarità su quattro conti correnti. Il tribunale, basandosi su una CTU integrativa che riduceva il credito del cliente per effetto della prescrizione, ha emesso una condanna parziale. La Corte d'Appello ha confermato, ritenendo che il cliente non avesse contestato la CTU integrativa. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che il giudice d'appello ha commesso un errore nel non considerare le specifiche e reiterate contestazioni alla CTU sollevate dal correntista. La sentenza ribadisce l'importanza della corretta valutazione della contestazione CTU.
Continua »
Addebito della separazione: quando si perde l’assegno
Una moglie ricorre in Cassazione contro l'addebito della separazione a suo carico, che le ha fatto perdere il diritto all'assegno di mantenimento. Sostiene che il suo tradimento sia avvenuto quando il matrimonio era già in crisi e che la norma sulla perdita del mantenimento sia incostituzionale. La Corte Suprema respinge il ricorso, affermando che un'infedeltà può essere la causa decisiva della rottura anche in un rapporto già deteriorato. Inoltre, la perdita dell'assegno come conseguenza dell'addebito è legittima e bilancia correttamente i doveri coniugali con la solidarietà.
Continua »