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Art. 156 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 156 Codice Civile

Sanatoria vizio notifica: appello sana il difetto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11104/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di notifiche di atti tributari. Il caso riguardava una cartella di pagamento annullata in appello per vizi di notifica. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'agente della riscossione, affermando che l'impugnazione dell'atto da parte del contribuente realizza una sanatoria del vizio di notifica. Anche se la comunicazione iniziale era difettosa, il fatto che il destinatario abbia proposto ricorso dimostra il raggiungimento dello scopo dell'atto, sanandone la nullità con effetto retroattivo.
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Notifica cartella esattoriale: quando è valida?
Una società impugnava una cartella di pagamento per vizi di notifica, inclusa la consegna tramite posta privata. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la notifica cartella esattoriale è valida se, pur affidata a un'agenzia privata, la consegna finale è curata dal fornitore del servizio universale. Inoltre, ogni vizio di notifica è sanato se il contribuente impugna l'atto, dimostrando di averne avuto conoscenza e di potersi difendere.
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Addebito per violenza: l’infedeltà non conta
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un marito contro l'addebito per violenza, a cui era stata attribuita la colpa esclusiva della separazione. L'uomo sosteneva che l'infedeltà precedente della moglie fosse la vera causa della crisi. La Corte ha stabilito che la violenza fisica è una violazione talmente grave dei doveri coniugali da essere considerata la causa principale della rottura, rendendo irrilevanti altri comportamenti, specialmente se superati da una riconciliazione.
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Ipoteca giudiziale: quando si cancella per pagamenti
La Corte di Cassazione conferma la cancellazione di un'ipoteca giudiziale iscritta da un'ex coniuge a garanzia dell'assegno di mantenimento. Sebbene la sentenza di separazione costituisca un titolo valido, l'iscrizione è illegittima se il debitore ha sempre pagato regolarmente e non sussiste un concreto pericolo di inadempimento. La Corte ha ritenuto che l'iscrizione in assenza di tale rischio costituisca un abuso del diritto, sanzionabile per responsabilità aggravata.
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Contestazione CTU: quando e come farla valere
Un correntista ha citato in giudizio una banca per irregolarità su quattro conti correnti. Il tribunale, basandosi su una CTU integrativa che riduceva il credito del cliente per effetto della prescrizione, ha emesso una condanna parziale. La Corte d'Appello ha confermato, ritenendo che il cliente non avesse contestato la CTU integrativa. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che il giudice d'appello ha commesso un errore nel non considerare le specifiche e reiterate contestazioni alla CTU sollevate dal correntista. La sentenza ribadisce l'importanza della corretta valutazione della contestazione CTU.
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Pensione consortile: prova del requisito di anzianità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un lavoratore che richiedeva il diritto alla pensione consortile a seguito della soppressione del suo posto di lavoro. La decisione si fonda sulla mancata prova, da parte del lavoratore, del possesso dei requisiti di anzianità e di inquadramento 'di ruolo' richiesti dalla contrattazione collettiva alla data del 31 luglio 1994. I giudici hanno ritenuto i motivi del ricorso generici e non idonei a superare le decisioni conformi dei precedenti gradi di giudizio, sottolineando l'importanza di una rigorosa formulazione delle censure in sede di legittimità.
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Divisione beni: la non contestazione vale anche pre-2009
In una causa di divisione immobiliare tra ex coniugi, la Cassazione stabilisce che il principio di non contestazione si applica anche ai giudizi antecedenti alla riforma del 2009. Se una parte afferma di aver usato fondi propri per l'acquisto e la controparte non nega specificamente, il fatto si considera provato. Viene inoltre sancito l'obbligo di aggiornare la stima del valore dell'immobile se è trascorso un lungo periodo dalla perizia iniziale, accogliendo il ricorso della ex moglie e cassando con rinvio la sentenza d'appello.
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Lavoro subordinato giornalisti: la Cassazione conferma
Una società editoriale ricorre in Cassazione contro la decisione che qualificava il rapporto di sette giornalisti come lavoro subordinato. La Corte rigetta il ricorso, confermando che la continuità, l'assegnazione di una zona e le direttive redazionali sono indici sufficienti per il lavoro subordinato giornalisti, legittimando la richiesta di contributi previdenziali.
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Estorsione danno patrimoniale: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per estorsione nei confronti di un uomo che aveva costretto la moglie a firmare dichiarazioni autoaccusatorie da usare nella causa di separazione. La Corte ha stabilito che la condotta integra il reato di estorsione, in quanto la perdita della possibilità di ottenere l'assegno di mantenimento costituisce un effettivo danno patrimoniale, qualificabile come "perdita di chance". Questo principio consolida un'interpretazione ampia del concetto di estorsione e danno patrimoniale in ambito familiare.
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