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Art. 156 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 156 Codice Civile

Assegno di mantenimento: Viaggi di lusso, ricorso del marito respinto
La Corte di Cassazione ha confermato un assegno di mantenimento di 800 euro mensili a favore di una moglie. Il marito aveva contestato la decisione, ma il suo ricorso è stato dichiarato inammissibile. I giudici hanno ritenuto corretto l'aumento dell'assegno basandosi sulla notevole differenza di reddito tra i coniugi, sull'alto tenore di vita goduto durante il matrimonio (con viaggi di lusso) e sui redditi extra, non dichiarati, percepiti dal marito. La Corte ha stabilito che il marito cercava solo di ridiscutere i fatti, cosa non permessa in sede di legittimità, confermando così la decisione precedente.
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Addebito della separazione: quando si perde l’assegno
Una moglie ricorre in Cassazione contro l'addebito della separazione a suo carico, che le ha fatto perdere il diritto all'assegno di mantenimento. Sostiene che il suo tradimento sia avvenuto quando il matrimonio era già in crisi e che la norma sulla perdita del mantenimento sia incostituzionale. La Corte Suprema respinge il ricorso, affermando che un'infedeltà può essere la causa decisiva della rottura anche in un rapporto già deteriorato. Inoltre, la perdita dell'assegno come conseguenza dell'addebito è legittima e bilancia correttamente i doveri coniugali con la solidarietà.
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Azione revocatoria: inefficace il trasferimento al coniuge
Una coppia, durante la separazione, ha trasferito una proprietà dal marito (garante per un prestito) alla moglie. Un istituto di credito ha promosso con successo un'azione revocatoria. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della coppia, confermando l'inefficacia del trasferimento nei confronti della banca. La Corte ha ribadito la correttezza della decisione di secondo grado, che aveva ritenuto tardiva l'eccezione di prescrizione e presunta la consapevolezza della moglie del pregiudizio arrecato al creditore.
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