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Art. 1464 Codice Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 1464 Codice Civile

Sospensione unilaterale del rapporto di lavoro: stipendi dovuti
Una società di servizi subisce l'improvvisa interruzione di una commessa pubblica di pulizia. L'azienda comunica ai sindacati la volontà di richiedere la cassa integrazione straordinaria e sospende l'attività del personale. L'ente pubblico nega però l'integrazione salariale e l'impresa omette il pagamento delle retribuzioni. Le lavoratrici agiscono in giudizio per ottenere le mensilità maturate. I giudici di merito accertano che la sospensione unilaterale del rapporto di lavoro non esonera la datrice dall'obbligo retributivo in assenza di una totale e incolpevole impossibilità oggettiva. La Corte di Cassazione conferma la decisione: il calo delle commesse rientra nel normale rischio d'impresa e il semplice verbale sindacale non autorizza il mancato versamento degli stipendi.
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Senza pass: licenziamento illegittimo per obbligo di repêchage
Un lavoratore aeroportuale, a cui era stato ritirato il tesserino di accesso, viene licenziato per impossibilità a svolgere la prestazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il licenziamento. L'azienda, infatti, non ha dimostrato di aver adempiuto all'obbligo di repêchage, ovvero di aver cercato una ricollocazione del dipendente in altre mansioni che non richiedessero il tesserino. La Corte ha stabilito che la semplice mancanza del pass non giustifica il licenziamento automatico se il datore di lavoro non prova l'impossibilità di un reimpiego alternativo.
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Licenziamento per giustificato motivo oggettivo: stop all’azienda
Un'azienda tenta di intimare un licenziamento per giustificato motivo oggettivo inviando la lettera a un vecchio indirizzo del dipendente. La raccomandata torna indietro. Convinta di aver risolto il rapporto, la società reitera il recesso settimane dopo, ma in piena pandemia, violando il blocco dei licenziamenti imposto dal Governo. L'azienda si difende sostenendo l'impossibilità di pagare gli stipendi a causa delle chiusure forzate. La Corte di Cassazione respinge la tesi datoriale. La prima notifica risulta inefficace senza l'avviso di ricevimento ufficiale, e il secondo recesso è radicalmente nullo. Inoltre, l'azienda avrebbe dovuto attivare gli ammortizzatori sociali invece di lasciare il lavoratore senza stipendio. Scatta quindi la reintegra e la condanna al pagamento delle retribuzioni arretrate.
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Ricorso inammissibile e abuso del processo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un'associazione sportiva per inadempimento contrattuale, dichiarando il ricorso inammissibile. Il caso riguardava l'organizzazione di un evento sportivo internazionale compromesso da infiltrazioni d'acqua. La Corte ha rilevato che il ricorrente non ha rispettato i requisiti di autosufficienza e ha tentato una surrettizia rivalutazione del merito, configurando un abuso del processo punibile con sanzioni pecuniarie per lite temeraria.
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