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Art. 1456 Codice Civile — Anno 2023

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Altri anni per Art. 1456 Codice Civile

Azione personale restituzione immobile: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29988/2023, chiarisce la natura dell'azione per la restituzione di un bene in leasing. In caso di risoluzione del contratto per inadempimento, la richiesta di riconsegna dell'immobile costituisce un'azione personale e non reale. Questa distinzione è cruciale per determinare la competenza territoriale del tribunale. La Corte ha rigettato il ricorso di una società utilizzatrice, confermando che l'azione si fonda sull'obbligazione contrattuale e non su un diritto reale, rendendo inapplicabile il foro esclusivo del luogo in cui si trova l'immobile. I motivi relativi a migliorie e canoni sono stati dichiarati inammissibili per vizi procedurali nell'impugnazione.
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Medico specializzando: esclusività e lavoro esterno
Una dottoressa in formazione specialistica ha visto il suo contratto risolto per aver svolto attività professionali esterne. Ha impugnato la decisione, sostenendo che la legge italiana sull'esclusività fosse contraria al diritto dell'Unione Europea. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la norma nazionale sull'obbligo di esclusività per il medico specializzando è una legittima attuazione del principio europeo della formazione a tempo pieno. La risoluzione del contratto è stata ritenuta giustificata a causa della violazione reiterata e protratta del divieto.
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Improcedibilità del ricorso per mancato deposito
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso di una società televisiva a causa del mancato deposito della copia autentica della sentenza d'appello notificata, come richiesto dall'art. 369 c.p.c. La Corte ha ribadito che tale adempimento è essenziale per verificare la tempestività dell'impugnazione e la sua omissione, non essendo stata sanata nei termini, porta alla chiusura del processo senza esame del merito.
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Privilegio finanziamenti pubblici: esteso alla risoluzione
Una società finanziaria aveva concesso un finanziamento agevolato a un'impresa, poi fallita. La Corte di Cassazione ha stabilito che il credito per la restituzione del finanziamento gode del privilegio finanziamenti pubblici, che ne assicura il rimborso prioritario. La Corte ha chiarito che tale privilegio si applica non solo in caso di 'revoca' amministrativa del contributo, ma anche in caso di risoluzione del contratto per inadempimento, equiparando di fatto i due istituti ai fini della tutela del credito pubblico.
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Clausola risolutiva espressa: il limite della buona fede
Una società finanziaria invoca la clausola risolutiva espressa contro un ente pubblico per un lieve ritardo nel pagamento di una rata di un accordo transattivo. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, stabilisce che l'esercizio di tale clausola deve rispettare il principio di buona fede. Un inadempimento di minima entità, che non pregiudica l'interesse del creditore, non giustifica la risoluzione se questa rappresenta un abuso del diritto.
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Sale and lease-back: quando è nullo per patto commissorio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7938/2023, ha chiarito i presupposti per la nullità di un contratto di sale and lease-back. Il ricorso di una società immobiliare, che sosteneva la violazione del divieto di patto commissorio, è stato respinto. La Corte ha ribadito che, per dichiarare nullo il contratto, è necessaria la compresenza di tre indici: una situazione di debito preesistente, le difficoltà economiche del venditore e la sproporzione tra il valore del bene e il prezzo. In assenza di anche uno solo di questi elementi, l'operazione è da considerarsi lecita.
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