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Art. 142 Codice della Strada — Anno 2025

Altri anni per Art. 142 Codice della Strada

Competenza viceprefetto: multa valida senza delega
Un automobilista ha impugnato una multa per circolazione in corsia preferenziale, contestando la competenza del viceprefetto a emettere l'ordinanza-ingiunzione per assenza di una delega specifica. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la competenza del viceprefetto deriva direttamente dalla sua qualifica dirigenziale e dalla legge, non necessitando di un atto di delega ad hoc. La Corte ha inoltre chiarito che la presegnalazione delle telecamere non è richiesta per questo tipo di infrazione.
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Ordinanza ingiunzione viceprefetto: è valida?
Un avvocato ha impugnato una multa per circolazione in corsia preferenziale, sostenendo la nullità dell'ordinanza ingiunzione firmata dal viceprefetto per assenza di delega. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il viceprefetto ha la competenza a emettere tali atti in virtù del suo ruolo dirigenziale, senza necessità di una delega specifica del Prefetto. La Corte ha inoltre chiarito che la presegnalazione dei dispositivi di rilevamento non è richiesta per questo tipo di infrazione.
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Pagamento in misura ridotta: preclude il ricorso?
Un automobilista con veicolo immatricolato all'estero riceve una multa per eccesso di velocità e la paga immediatamente. Successivamente, tenta di impugnare il verbale e la relativa sanzione accessoria del divieto di guida. La Corte di Cassazione ha stabilito che il pagamento in misura ridotta della sanzione costituisce accettazione della violazione, precludendo così ogni successiva contestazione giurisdizionale sia sul verbale principale sia, di conseguenza, sui presupposti della sanzione accessoria.
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Termine notifica multa: da quando decorrono i 90 gg?
Un'automobilista riceve una multa per eccesso di velocità. Il verbale viene notificato oltre 90 giorni dopo l'infrazione, ma entro 90 giorni dalla data di redazione del verbale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha annullato la multa, stabilendo un principio cruciale sul termine notifica multa: per le violazioni accertate con strumenti automatici, il termine di 90 giorni decorre dalla data dell'infrazione e non da un momento successivo scelto dall'amministrazione. I ritardi organizzativi interni della Pubblica Amministrazione non possono ledere il diritto di difesa del cittadino.
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Omologazione autovelox: multa nulla senza certificati
Una società di moda ha ricevuto una multa per eccesso di velocità basata su un rilievo autovelox. La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione, stabilendo che per la validità del verbale, la Pubblica Amministrazione deve fornire prova documentale sia dell'iniziale omologazione autovelox sia delle tarature periodiche dell'apparecchio. La semplice menzione nel verbale non è sufficiente. La Corte ha inoltre distinto tra la semplice approvazione e la più rigorosa omologazione, ritenendo quest'ultima indispensabile.
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Obbligo dati conducente: multa sospesa con ricorso
Un automobilista è stato sanzionato per non aver comunicato i dati del conducente di un veicolo, come richiesto dall'art. 126-bis del Codice della Strada. Tuttavia, egli aveva già impugnato il verbale di infrazione presupposto. La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione, stabilendo un principio fondamentale: l'obbligo dati conducente è sospeso durante il periodo di pendenza del ricorso giurisdizionale contro la multa originaria. Se il ricorso ha successo, l'obbligo decade completamente.
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Errore di fatto: quando è inammissibile la revocazione
Un automobilista ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Cassazione per un presunto errore di fatto, contestando l'uso del termine "autovelox" per un diverso dispositivo. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che non si trattava di un errore di fatto, bensì di una questione giuridica già discussa, e che il nome del dispositivo è irrilevante se omologato. Il ricorrente è stato condannato per abuso del processo.
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Responsabilità civile P.A.: rumore e inquinamento
Un gruppo di cittadini ha citato in giudizio un Comune per le immissioni intollerabili di rumore e polveri sottili provenienti dal traffico veicolare. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'ente non solo al risarcimento del danno, ma anche all'adozione di misure concrete come l'installazione di barriere fonoassorbenti e l'imposizione di un limite di velocità. La sentenza ribadisce che il giudice ordinario può ordinare alla Pubblica Amministrazione un 'facere' per porre fine a un illecito, in applicazione del principio generale del 'neminem laedere', senza che ciò costituisca un'indebita ingerenza nei poteri amministrativi. Questo consolida il principio della Responsabilità civile P.A. per i danni ambientali subiti dai cittadini.
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Omicidio stradale: velocità e prova tardiva in Cassazione
Un automobilista condannato per omicidio stradale ricorre in Cassazione lamentando vizi procedurali, come il deposito tardivo di un video, e un'errata valutazione della sua velocità. La Corte rigetta il ricorso, chiarendo che la prova tardiva non invalida il processo se acquisita correttamente in seguito e che il superamento, anche minimo, del limite di velocità in centro abitato, unito a condizioni di visibilità non ottimali, configura la colpa dell'imputato.
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Taratura Autovelox: Quando è Valida la Multa?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un automobilista multato per eccesso di velocità rilevato tramite un sistema di controllo elettronico. La Corte ha stabilito che, a fronte della contestazione, l'Amministrazione ha l'onere di provare l'avvenuta taratura autovelox e l'omologazione del dispositivo. Tuttavia, il ricorso del cittadino è stato giudicato inammissibile perché generico e contraddittorio, confermando la validità della sanzione basata sui certificati prodotti dalla Prefettura.
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Omologazione autovelox: quando il verbale fa piena prova
Un automobilista ha impugnato una multa per eccesso di velocità, sostenendo la mancata omologazione autovelox. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che l'attestazione di omologazione contenuta nel verbale della polizia ha fede privilegiata e può essere contestata solo con querela di falso. Il giudizio di merito sull'effettiva omologazione non è sindacabile in sede di legittimità.
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Sospensione patente: la motivazione del giudice
Un automobilista ha impugnato la durata della sanzione accessoria della sospensione della patente applicata a seguito di patteggiamento per omicidio stradale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che il giudice ha l'obbligo di motivare adeguatamente la durata della sanzione, soprattutto se si discosta dal minimo edittale. In questo caso, la motivazione è stata ritenuta sufficiente perché basata sulla gravità della condotta, come la violazione delle norme sulla velocità e sulla precedenza, che ha causato un incidente mortale.
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Prescrizione omicidio colposo: quando si allunga?
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per omicidio colposo. L'imputato, condannato per aver causato la morte di un passeggero per guida imprudente, contestava la prescrizione. La Corte ha chiarito che in caso di violazione delle norme sulla circolazione stradale, la prescrizione omicidio colposo è più lunga, rendendo il motivo infondato. Inammissibile anche il motivo sull'uso di stupefacenti perché non sollevato in appello.
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Nesso causale: guardrail inadeguato e omicidio stradale
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per omicidio colposo a seguito di un incidente stradale. Il caso riguardava un conducente che, su strada bagnata, aveva perso il controllo del veicolo, precipitando da un viadotto dopo lo sfondamento del guardrail. La Suprema Corte ha ritenuto che i giudici di merito non abbiano adeguatamente valutato il nesso causale tra la condotta dell'imputato e l'evento mortale, omettendo di approfondire il ruolo determinante dell'inadeguatezza strutturale e della cattiva manutenzione del guardrail stesso. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Rinuncia all’impugnazione: costi e sanzioni
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia all'impugnazione da parte del ricorrente. Il caso riguardava il sequestro preventivo di autovelox non omologati. La Corte ha stabilito che la rinuncia, atto processuale che estingue il gravame, comporta la condanna del rinunciante al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, come previsto dalla legge.
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Autovelox non omologato: multa nulla per la Cassazione
Un automobilista ha contestato tredici verbali per eccesso di velocità, sostenendo che l'autovelox utilizzato fosse approvato ma non omologato. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso. La Suprema Corte ha stabilito che un autovelox non omologato non può essere utilizzato per accertare infrazioni, poiché i procedimenti di approvazione e omologazione non sono equivalenti. Di conseguenza, le multe sono state annullate.
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Impugnazione parte civile: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso della parte civile avverso una sentenza d'appello che, tramite concordato, aveva ridotto la pena all'imputato per omicidio stradale. La Suprema Corte chiarisce che l'impugnazione della parte civile è ammissibile solo per i capi della sentenza relativi all'azione civile. Poiché la modifica riguardava esclusivamente l'aspetto sanzionatorio penale, senza incidere sulle statuizioni civili già passate in giudicato, la parte civile è stata ritenuta carente di un interesse concreto all'impugnazione.
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Omicidio stradale: responsabilità anche con colpa pedone
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio stradale a un automobilista che aveva investito un pedone. La Corte ha stabilito che la responsabilità del conducente sussiste anche in presenza di un comportamento imprudente del pedone, qualora il guidatore non abbia adottato una condotta di guida adeguata alle condizioni ambientali (scarsa visibilità, strada trafficata) e al proprio stato (tasso alcolemico superiore al consentito), violando così il principio di massima prudenza.
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Omicidio stradale: colpa anche se l’altro sbaglia
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio stradale a carico di un motociclista che, pur a fronte di una manovra errata di un automobilista, viaggiava a velocità eccessiva. La sentenza stabilisce che la condotta imprudente di un altro utente della strada non interrompe il nesso causale se la propria violazione delle norme, come l'eccesso di velocità, ha contribuito in modo determinante all'evento fatale.
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Autovelox mobile: multa valida anche senza decreto
Un automobilista è stato multato per eccesso di velocità su una strada urbana tramite un autovelox mobile. La Corte di Cassazione ha confermato la validità della sanzione, stabilendo che per i dispositivi mobili gestiti direttamente dalla polizia, la contestazione differita è permessa su qualsiasi tipo di strada, senza necessità di un decreto prefettizio. Questa sentenza distingue nettamente tali dispositivi dalle postazioni fisse, che invece richiedono una specifica autorizzazione.
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