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Art. 1375 Codice Civile — Anno 2026

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Altri anni per Art. 1375 Codice Civile

Licenziamento del dirigente: guida alla legittimità
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento del dirigente intimato per ragioni di riorganizzazione aziendale. Nonostante il lavoratore avesse subito una precedente dequalificazione, i giudici hanno ritenuto che la soppressione della posizione lavorativa fosse effettiva e non ritorsiva. Il ricorso è stato rigettato poiché le contestazioni riguardavano valutazioni di merito e questioni nuove non deducibili in sede di legittimità. La Corte ha inoltre chiarito che il pagamento di indennità per conto di terzi non implica automaticamente l'assunzione dell'obbligo retributivo da parte del pagatore.
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Incarico dirigenziale: limiti alla revoca anticipata
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità della revoca anticipata di un incarico dirigenziale conferito a un ufficiale militare in posizione di ausiliaria. L'ente locale aveva interrotto il rapporto di lavoro a tempo determinato adducendo una riorganizzazione della macrostruttura. Tuttavia, i giudici hanno accertato che tale riorganizzazione era fittizia e non giustificava la soppressione del posto. La sentenza ribadisce che il collocamento in ausiliaria è compatibile con l'instaurazione di nuovi rapporti di lavoro con la Pubblica Amministrazione e che ogni revoca deve rispettare i principi di correttezza e buona fede contrattuale.
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Trattamento di Fine Servizio: onorari esclusi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ex avvocato dipendente di un ente pubblico che contestava l'esclusione degli onorari legali dal calcolo del Trattamento di Fine Servizio. La decisione conferma che, ai sensi dell'art. 13 della Legge 70/1975, la base di calcolo per l'indennità di anzianità è limitata allo stipendio tabellare e agli scatti di anzianità. Gli onorari professionali, avendo natura accessoria e variabile, non possono essere inclusi nel Trattamento di Fine Servizio, poiché la norma mira a garantire la stabilità e la prevedibilità della spesa pubblica.
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Assicurazione vita: nessun obbligo di avviso scadenza
Una risparmiatrice ha citato in giudizio una compagnia assicurativa chiedendo il risarcimento dei danni per la perdita dei propri risparmi. La ricorrente lamentava che la società non l'avesse informata della scadenza di due polizze di Assicurazione vita, né della modifica legislativa dei termini di prescrizione, portando al trasferimento dei fondi a un fondo ministeriale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'assicuratore non ha l'obbligo di avvisare il cliente dell'imminente scadenza del termine di prescrizione, né tale dovere può derivare dai principi generali di correttezza e buona fede contrattuale.
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Licenziamento per insubordinazione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento per insubordinazione irrogato a un dipendente scolastico con funzioni di rappresentanza sindacale. Il lavoratore si era opposto reiteratamente a un ordine di servizio che ne disponeva lo spostamento tra due plessi appartenenti allo stesso istituto comprensivo. La Suprema Corte ha chiarito che tale movimento non costituisce un trasferimento ai sensi dello Statuto dei Lavoratori, poiché avviene all'interno della medesima unità produttiva, rendendo superfluo il nulla osta sindacale. La condotta è stata ulteriormente aggravata dallo svolgimento di un secondo lavoro non autorizzato, integrando una violazione insanabile dei doveri di fedeltà e correttezza.
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Appalto chiavi in mano: la responsabilità per ritardi
La Corte di Cassazione ha analizzato una complessa controversia relativa a un appalto chiavi in mano per la realizzazione di infrastrutture portuali. La Società Appaltatrice lamentava ritardi imputabili all'Ente Committente per la mancata fornitura di energia elettrica, mentre l'Ente richiedeva penali e risarcimenti. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso principale poiché volto a sollecitare un nuovo esame del merito, precluso in sede di legittimità.
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Ricorso per Cassazione inammissibile: i limiti legali
L'analisi di un ricorso per cassazione inammissibile relativo a sanzioni amministrative. La Corte conferma che la doppia conforme e il difetto di specificità dei motivi precludono il riesame in sede di legittimità delle valutazioni di fatto.
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Scorrimento della graduatoria nelle fondazioni liriche
La Corte di Cassazione ha analizzato il diritto allo scorrimento della graduatoria per un musicista giunto terzo in un concorso indetto da una fondazione lirico-sinfonica. La Corte ha confermato che tali enti, pur essendo di diritto privato, seguono regole specifiche e che il diritto all'assunzione sorge solo se il datore decide di avvalersi della graduatoria valida. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché non ha contestato tutte le ragioni della decisione precedente.
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Escussione abusiva garanzia: come difendersi
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di escussione abusiva garanzia autonoma operata da una società di trasporti ai danni di un istituto bancario. I giudici hanno stabilito che l'escussione è illegittima se il debito garantito è già estinto per compensazione o se mancano i certificati contrattuali previsti, confermando l'obbligo di restituzione delle somme percepite indebitamente.
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Revocazione ordinanza cassazione: i limiti del ricorso
Un istituto bancario ha proposto istanza di revocazione ordinanza cassazione contro un provvedimento che lo condannava per mancata segnalazione di operazioni sospette. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché le censure riguardavano l'interpretazione giuridica e non un errore di fatto percettivo.
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Notifica PEC cartella esattoriale: guida alla validità
Una società in liquidazione ha impugnato un avviso di addebito INPS contestando la validità della notifica PEC cartella esattoriale poiché proveniente da un indirizzo non presente nei registri ufficiali e contenente un file PDF privo di firma digitale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che le irregolarità formali sono irrilevanti se non ledono il diritto di difesa e che la richiesta di rateizzazione del debito interrompe la prescrizione.
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Segnalazione Centrale Rischi: guida al risarcimento
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso di un imprenditore riguardante una segnalazione Centrale Rischi illegittima. Sebbene sia stato riconosciuto un danno morale per una breve segnalazione a sofferenza, la Corte ha negato il risarcimento milionario per danno patrimoniale. La decisione chiarisce che il nesso causale tra segnalazione e mancato credito non sussiste se sono presenti altri fattori pregiudizievoli, come ipoteche o segnalazioni di altri istituti, che avrebbero comunque impedito il finanziamento.
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Disconoscimento della sottoscrizione: guida e limiti
La Cassazione ha confermato che il disconoscimento della sottoscrizione di una fideiussione priva il documento di valore probatorio se la banca non richiede l'istanza di verificazione. Nel caso trattato, un garante aveva contestato l'autenticità delle firme su un contratto del 2001 e una successiva integrazione del 2002. I giudici hanno stabilito che l'integrazione non costituisce ratifica se il disconoscimento colpisce l'intero rapporto unitario.
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Cessione ramo d’azienda: debiti e responsabilità
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso di un istituto bancario che pretendeva la responsabilità solidale di una società beneficiaria per un debito non iscritto nei libri contabili obbligatori. Nel caso di cessione ramo d'azienda, la responsabilità dell'acquirente è limitata ai debiti che risultano formalmente dalle scritture contabili, specialmente quando il perimetro del ramo trasferito è chiaramente definito in un atto pubblico.
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Improcedibilità ricorso Cassazione: relata mancante
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità ricorso Cassazione in una controversia locatizia. Il locatore chiedeva il pagamento dei canoni per un immobile inagibile, ma il ricorso è stato rigettato per un vizio procedurale: la mancata produzione della copia autentica della sentenza con la relata di notificazione, impedendo la verifica dei termini d'impugnazione.
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Euribor manipolato: la Cassazione attende la UE
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria riguardante un contratto di leasing immobiliare contestato per tassi indeterminati e anatocismo. Il cuore della disputa riguarda l'applicazione del tasso Euribor manipolato nel periodo 2005-2008. La Corte ha deciso di sospendere il procedimento in attesa della decisione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, che dovrà chiarire se la violazione della concorrenza determini la nullità dei singoli contratti bancari stipulati dai clienti finali.
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Interessi usurari: contratto non gratuito
La Corte di Cassazione ha stabilito che la presenza di interessi usurari di mora in un contratto di leasing non comporta la gratuità dell'intero finanziamento. Con l'ordinanza in esame, è stato chiarito che la nullità colpisce solo la clausola degli interessi moratori, i quali restano comunque dovuti nella misura dei legittimi interessi corrispettivi. La Corte ha inoltre respinto le doglianze relative alla mancata indicazione del TAEG, ritenendola non causa di nullità, e ha ribadito che per ottenere un risarcimento del danno è necessario fornire la prova specifica del pregiudizio subito, non essendo sufficiente il solo accertamento dell'usura.
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Eccezione di incompetenza: onere della prova società
Un avvocato ha citato in giudizio un grande gruppo energetico per questioni relative ai compensi professionali. Il Tribunale di primo grado si è dichiarato incompetente. La Corte di Cassazione, intervenendo sul regolamento di competenza, ha ribaltato la decisione, affermando che l'eccezione di incompetenza sollevata dal gruppo energetico era incompleta. La società, infatti, non aveva provato l'assenza di una sede secondaria nel foro adito, un onere probatorio che le spettava. Di conseguenza, la competenza del primo tribunale è stata confermata.
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Recesso ad nutum: il Comune può recedere dal contratto?
Una società ottiene in comodato un capannone da un Comune e vi realizza migliorie. L'ente locale esercita il recesso ad nutum previsto dal contratto. La società si oppone, invocando il legittimo affidamento e l'abuso del diritto. La Corte di Cassazione conferma la validità del recesso, sottolineando che la chiara previsione contrattuale prevale, rendendo incerta la durata del godimento del bene sin dall'inizio e giustificando l'azione del Comune, motivata anche dalla necessità di sanare un'illegittimità.
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Variazione tassi buoni postali: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della variazione tassi buoni postali in senso peggiorativo, disposta con decreto ministeriale. La Corte ha stabilito che la modifica si applica automaticamente ai contratti in essere per eterointegrazione, ritenendo sufficiente la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. Il ricorso dei risparmiatori, che chiedevano il pagamento delle differenze basate sui tassi originari, è stato dichiarato inammissibile.
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