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Art. 1361 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

Altri anni per Art. 1361 Codice Civile

Impugnazione lodo arbitrale: limiti e motivi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24777/2024, rigetta il ricorso di una società costruttrice, chiarendo i limiti dell'impugnazione lodo arbitrale. La Corte ha stabilito che la libertà degli arbitri nella gestione del procedimento non viola il contraddittorio se è garantito il diritto di difesa. Inoltre, ha ribadito che l'impugnazione per errore di diritto non consente un riesame del merito, ma è limitata a specifiche violazioni, che devono essere puntualmente indicate dal ricorrente.
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Azione di riduzione: i limiti alla prova in Cassazione
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un figlio che aveva intentato un'azione di riduzione contro la sorella, lamentando la lesione della sua quota di legittima a causa di donazioni paterne. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ribadendo che l'azione è inammissibile se l'erede non accetta l'eredità con beneficio d'inventario quando agisce contro non coeredi. Inoltre, ha sottolineato l'impossibilità per la Cassazione di riesaminare le prove, confermando l'inammissibilità di censure generiche e non adeguatamente provate.
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Patti successori: nulla la rinuncia all’eredità futura
Una sorella aveva rinunciato a pretese sull'eredità paterna, impegnandosi a non interferire nella divisione tra madre e fratello. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale rinuncia non può estendersi alla futura eredità della madre, in quanto costituirebbe patti successori vietati dalla legge e quindi nulli. La Corte ha cassato la precedente decisione, riaffermando l'impossibilità di disporre di diritti derivanti da una successione non ancora aperta.
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Simulazione di compravendita: Cassazione respinge
Un creditore ha agito in giudizio sostenendo una simulazione di compravendita orchestrata da un suo debitore per sottrarre beni al patrimonio. Il debitore avrebbe fittiziamente intestato un'azienda agricola e altri immobili alla moglie e ai figli. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto la domanda. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, dichiarando il ricorso inammissibile per motivi prevalentemente procedurali, tra cui la regola della "doppia conforme" e l'incapacità del ricorrente di contestare efficacemente le valutazioni di fatto dei giudici di merito.
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Risarcimento in forma specifica: no a soldi, sì demolizione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4894/2025, ha stabilito un principio cruciale in materia di diritto immobiliare. In un caso di violazione delle distanze legali tra costruzioni, la Corte ha affermato che il rimedio principale è il risarcimento in forma specifica, ovvero la demolizione dell'opera illegittima. Non è possibile sostituire la demolizione con un indennizzo economico, neanche se la violazione è di modesta entità o se la demolizione risulta molto costosa per chi ha commesso l'illecito. La tutela del diritto di proprietà e delle norme urbanistiche è assoluta e non può essere monetizzata.
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