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Art. 1361 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 1361 Codice Civile

Sottrazione fraudolenta: prescrizione e confisca
Un contribuente, condannato per aver venduto la propria casa alla sorella per sottrarla al Fisco, ricorre in Cassazione. La Suprema Corte dichiara il reato di sottrazione fraudolenta estinto per prescrizione, calcolando il termine massimo in 9 anni dal fatto. Di conseguenza, annulla la sentenza e revoca la confisca per equivalente del bene, stabilendo un principio chiave: la norma che permette la confisca nonostante la prescrizione (art. 578 bis c.p.p.), introdotta nel 2018, non può essere applicata retroattivamente a fatti avvenuti prima della sua entrata in vigore, data la sua natura sanzionatoria. Resta ferma la condanna al risarcimento del danno in favore della parte civile.
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Impugnazione lodo arbitrale: limiti e motivi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24777/2024, rigetta il ricorso di una società costruttrice, chiarendo i limiti dell'impugnazione lodo arbitrale. La Corte ha stabilito che la libertà degli arbitri nella gestione del procedimento non viola il contraddittorio se è garantito il diritto di difesa. Inoltre, ha ribadito che l'impugnazione per errore di diritto non consente un riesame del merito, ma è limitata a specifiche violazioni, che devono essere puntualmente indicate dal ricorrente.
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Qualifica dirigenziale: Cassazione conferma diritto
Un lavoratore ha ottenuto il riconoscimento della qualifica dirigenziale da parte di un istituto di credito. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società, confermando la decisione della Corte d'Appello di rinvio. La sentenza ribadisce i criteri sostanziali per il riconoscimento della qualifica, basati su autonomia e potere decisionale, e chiarisce importanti aspetti procedurali, come la gestione della mancanza del fascicolo d'ufficio in appello.
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Azione di riduzione: i limiti alla prova in Cassazione
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di un figlio che aveva intentato un'azione di riduzione contro la sorella, lamentando la lesione della sua quota di legittima a causa di donazioni paterne. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ribadendo che l'azione è inammissibile se l'erede non accetta l'eredità con beneficio d'inventario quando agisce contro non coeredi. Inoltre, ha sottolineato l'impossibilità per la Cassazione di riesaminare le prove, confermando l'inammissibilità di censure generiche e non adeguatamente provate.
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Patti successori: nulla la rinuncia all’eredità futura
Una sorella aveva rinunciato a pretese sull'eredità paterna, impegnandosi a non interferire nella divisione tra madre e fratello. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale rinuncia non può estendersi alla futura eredità della madre, in quanto costituirebbe patti successori vietati dalla legge e quindi nulli. La Corte ha cassato la precedente decisione, riaffermando l'impossibilità di disporre di diritti derivanti da una successione non ancora aperta.
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