LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1360 Codice Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 1360 Codice Civile

Acquisizione sanante: niente prescrizione breve per l’indennizzo
Un Comune occupava illegittimamente i terreni di una società privata a partire dal 1980, trasformandoli in discarica. Nel 2012 l'ente pubblico emetteva il provvedimento di acquisizione sanante per regolarizzare l'esproprio. La Corte di Appello riconosceva l'indennizzo ma dichiarava prescritti i crediti anteriori al 1986, considerando la somma un risarcimento da illecito soggetto a prescrizione quinquennale decorrente anno per anno. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della società proprietaria: l'indennità per l'occupazione senza titolo disciplinata dall'art. 42-bis del D.P.R. 327/2001 ha natura unitaria e indennitaria. Tale credito nasce esclusivamente all'adozione del decreto di acquisizione sanante, momento dal quale decorre la prescrizione ordinaria decennale. I giudici annullano l'ordinanza impugnata con rinvio per una nuova liquidazione.
Continua »
Condizione risolutiva: la retroattività cancella l’inadempimento
Una Società Turistica e un Ente Pubblico firmano un accordo per ristrutturare e gestire alcuni immobili. Il contratto prevede una condizione risolutiva: l'accordo si scioglierà se la società non otterrà i finanziamenti entro cinque anni. Poiché i fondi non arrivano nei tempi stabiliti, l'Ente Pubblico chiede la risoluzione del contratto. La Società Turistica si difende accusando l'Ente di non aver liberato gli immobili, impedendo i lavori. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso della Società Turistica. I giudici chiariscono che l'avveramento della condizione risolutiva cancella il contratto fin dall'origine. Di conseguenza, i presunti inadempimenti dell'Ente perdono ogni rilevanza giuridica, poiché l'accordo è ormai nullo retroattivamente. La Società Turistica perde la causa e deve pagare le spese legali.
Continua »
Restituzione Contributi: Diritto Negato da Regola Retroattiva
Un professionista, cancellatosi dalla propria Cassa di Previdenza senza aver maturato il diritto alla pensione, richiedeva la restituzione dei contributi versati al compimento dei 65 anni. Nel frattempo, però, un nuovo regolamento della Cassa, con efficacia retroattiva, aveva abolito tale possibilità. La Corte di Cassazione ha negato il diritto alla restituzione contributi previdenziali, stabilendo che si applica la nuova normativa in vigore al momento della domanda. La decisione si fonda sul principio di solidarietà previdenziale, che prevale sull'interesse del singolo a recuperare le somme versate, e sulla legittimità dell'efficacia retroattiva del nuovo regolamento.
Continua »
Proroga Tacita: Silenzio Salva Contratto, l’Acquirente Perde la Caparra
La Cassazione ha stabilito che il comportamento delle parti dopo la scadenza di un termine non essenziale in un contratto preliminare può integrare una **proroga tacita del termine**. Nel caso specifico, un'acquirente immobiliare ha comunicato la risoluzione del contratto per mancata approvazione di un progetto edilizio entro la data pattuita, ma solo dopo che il progetto era stato approvato tardivamente e dopo aver continuato le trattative. I giudici hanno ritenuto che il silenzio e la prosecuzione dei rapporti dopo la scadenza avessero prorogato il termine. Di conseguenza, il recesso dell'acquirente è stato considerato ingiustificato, legittimando i venditori a trattenere la caparra versata.
Continua »
Condizione Risolutiva: Affare Immobiliare Annullato, Denaro Restituito
Una società immobiliare aveva stipulato un contratto preliminare per l'acquisto di un terreno, versando cospicui acconti. Il contratto conteneva una specifica condizione risolutiva: l'accordo sarebbe stato annullato se il Comune non avesse approvato i piani urbanistici entro un termine prestabilito. Poiché i permessi non sono arrivati in tempo, la società ha chiesto la risoluzione del contratto e la restituzione delle somme. La Corte ha dato ragione alla società, dichiarando il contratto inefficace proprio a causa del verificarsi della condizione risolutiva. L'erede del venditore è stata quindi condannata a restituire oltre 267.000 euro più interessi e spese. La decisione è diventata definitiva dopo la rinuncia al ricorso in Cassazione.
Continua »
Condizione risolutiva accordo sindacale: stipendio salvo
Un lavoratore accetta una riduzione di stipendio tramite un accordo per aiutare l'azienda in crisi. L'intesa contiene una condizione risolutiva accordo sindacale: se l'azienda fosse entrata in procedura concorsuale, l'accordo si sarebbe annullato. L'evento si verifica e il lavoratore chiede il ripristino della retribuzione originaria. La Cassazione gli dà ragione, confermando che l'avverarsi della condizione ha cancellato retroattivamente l'accordo sulla riduzione, facendo 'rivivere' il diritto del lavoratore al suo pieno stipendio. L'azienda perde la causa e deve pagare le differenze retributive.
Continua »
Territorialità IVA cessione gratuita: campioni in Francia, tasse in Italia
Un'azienda italiana invia campionari a una consociata francese, prevedendo contrattualmente una 'franchigia' per la mancata restituzione. L'Agenzia delle Entrate contesta l'omesso versamento dell'IVA, qualificando l'operazione come cessione gratuita tassabile in Italia. La Corte di Cassazione dà ragione al Fisco, stabilendo un principio chiave sulla territorialità IVA cessione gratuita: la clausola di franchigia rende la mancata restituzione un evento 'fisiologico' e previsto fin dall'origine. Di conseguenza, l'operazione è imponibile in Italia, anche se il passaggio di proprietà formale avviene quando i beni sono già in Francia. La sentenza del giudice precedente viene annullata e il caso rinviato per un nuovo esame.
Continua »
NASpI e prova nel pubblico: assunto indeterminato ma senza indennità
Un dipendente pubblico, assunto con contratto a tempo indeterminato, viene licenziato per mancato superamento del periodo di prova e richiede l'indennità di disoccupazione. La Corte di Cassazione ha negato il suo diritto alla prestazione. Il principio sancito è che i dipendenti pubblici a tempo indeterminato sono esclusi per legge dalla NASpI. Il contratto si considera a tempo indeterminato fin dalla stipulazione, non solo dopo il superamento della prova. Di conseguenza, il licenziamento durante questo periodo non cambia la natura del rapporto e non dà diritto alla NASpI, confermando la regola generale per il pubblico impiego.
Continua »
Confisca e terzi acquirenti: tutela del promissario
La Corte di Cassazione analizza il caso di un immobile, oggetto di un contratto preliminare e di una successiva sentenza di trasferimento, sottoposto a confisca di prevenzione. La sentenza chiarisce che la tutela della posizione del promissario acquirente non si basa sulla prova della sua buona fede, ma sulla disciplina dei rapporti pendenti al momento del sequestro. Viene annullata la decisione del tribunale che aveva rigettato l'istanza degli eredi del promissario acquirente, stabilendo che spetta all'Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati decidere se subentrare nel contratto o risolverlo, secondo la normativa sulla confisca e terzi acquirenti.
Continua »