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Art. 1360 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1360 Codice Civile

Acquisizione sanante: indennizzo solo fino al decreto
Il Comune occupava d'urgenza un terreno privato per edilizia pubblica senza emettere il decreto di esproprio. Successivamente, un commissario ad acta disponeva l'acquisizione sanante del bene, determinando l'indennizzo. Il proprietario chiedeva che l'indennità di occupazione illegittima venisse calcolata fino al pagamento effettivo, anziché fino alla data del decreto di acquisizione. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta, stabilendo che il pagamento dell'indennizzo opera come condizione sospensiva con effetti retroattivi. Di conseguenza, l'occupazione illegittima cessa alla data del provvedimento di acquisizione sanante, e non al momento del saldo economico. Il ritardo nel pagamento costituisce un illecito autonomo ma non prolunga l'indennità di occupazione.
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Distanze legali tra costruzioni: demolito il piano dei vicini
La Proprietaria di un immobile ha concordato con I Vicini, tramite una scrittura privata, la possibilità di realizzare una sopraelevazione, a patto di rispettare il limite di tre metri dal confine. Poiché I Vicini non hanno rispettato l'accordo, La Proprietaria ha chiesto l'arretramento della nuova opera. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, ordinando l'arretramento. I Vicini hanno fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che il contratto fosse risolto e contestando la qualificazione della domanda. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'accordo privato che limita i poteri di proprietà a favore del vicino configura una servitù. Di conseguenza, I Vicini devono arretrare la costruzione, confermando l'importanza del rispetto delle distanze legali tra costruzioni stabilite convenzionalmente.
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Pensione di vecchiaia: legittimo il cambio di regole retroattivo
Un professionista ha richiesto la pensione di vecchiaia alla propria Cassa previdenziale, ritenendo di aver maturato i requisiti previsti dal vecchio regolamento. Tuttavia, la Cassa ha respinto la domanda applicando un nuovo regolamento, adottato prima della presentazione della domanda ma approvato dai ministeri solo successivamente, che innalzava l'età pensionabile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del professionista, confermando la legittimità dell'applicazione retroattiva delle nuove regole. I giudici hanno chiarito che i regolamenti delle Casse privatizzate hanno natura negoziale e l'approvazione ministeriale agisce come condizione legale con effetti retroattivi. Di conseguenza, per ottenere la pensione di vecchiaia, il lavoratore deve possedere i requisiti vigenti al momento della presentazione della domanda, senza che ciò leda il legittimo affidamento, poiché la riforma era già nota e avviata da tempo.
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Servitù con condizione sospensiva: diritto negato senza strada
La Corte di Cassazione ha negato l'esistenza di una servitù di passaggio perché legata a una condizione mai avveratasi. I proprietari di un terreno sostenevano di avere diritto di passare sulla proprietà dei vicini basandosi su un vecchio atto notarile. Tuttavia, tale diritto era subordinato a una condizione sospensiva: la creazione di una strada che collegasse il passaggio alla via pubblica. Le indagini tecniche, incluse foto aeree, hanno dimostrato che questo collegamento non è mai stato realizzato. Di conseguenza, la Corte ha stabilito che la servitù di passaggio con condizione sospensiva non è mai nata giuridicamente, dando ragione ai proprietari del fondo che si voleva attraversare.
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Condizione risolutiva e penale nel fallimento
La Corte di Cassazione ha chiarito il rapporto tra clausola penale e condizione risolutiva in un contratto di permuta immobiliare coinvolto in un fallimento. Una società aveva richiesto sia l'ammissione al passivo per una penale contrattuale, sia la restituzione dell'immobile per l'avverarsi di una condizione risolutiva. Il Fallimento sosteneva che l'accoglimento della penale precludesse la restituzione del bene, ipotizzando un giudicato sulla validità del contratto. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che il giudicato endofallimentare ha un perimetro limitato e che l'accessorietà della penale non impedisce l'operatività della risoluzione automatica del contratto.
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Cessione crediti PA: validità e requisiti formali
La Corte di Cassazione conferma la validità di una cessione di crediti nei confronti di un ente pubblico. L'ordinanza chiarisce che, per i contratti anteriori al Codice Appalti del 2006, è sufficiente che l'atto di cessione notificato contenga le fatture relative ai crediti, anche se i dettagli dei contratti d'appalto sono solo in esse indicati. La Corte ha inoltre ribadito che il timbro postale apposto sul retro del documento di accettazione è idoneo a conferire data certa, respingendo il ricorso dell'ente debitore e confermando la piena validità ed efficacia della cessione crediti pubblica amministrazione.
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Clausola risolutiva: quando è valida la chiusura
Un gestore di un impianto di carburanti ha impugnato la decisione di una compagnia petrolifera di terminare il contratto in base a una clausola risolutiva che permetteva la chiusura dell'impianto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la clausola non era una clausola risolutiva espressa (che richiede un inadempimento), bensì una valida condizione risolutiva legata a scelte imprenditoriali, e quindi legittima.
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Ordinamento sportivo e contratto tra avvocato e atleta
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto di mandato professionale tra un avvocato e un calciatore è nullo se non rispetta le forme e le regole previste dall'ordinamento sportivo. Anche i legali che assistono atleti professionisti sono tenuti a conformarsi alle normative federali specifiche del settore. Di conseguenza, è stato negato all'avvocato il diritto al compenso per l'attività svolta in base al contratto invalido.
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Accreditamento provvisorio: serve il contratto scritto?
Una società finanziaria chiede il pagamento per prestazioni sanitarie fornite da una struttura in regime di accreditamento provvisorio. La Cassazione nega il diritto al pagamento, ribadendo la necessità di un contratto scritto con l'Azienda Sanitaria Locale, anche in fase transitoria.
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