Una società proprietaria di un'auto di lusso subisce il furto del veicolo all'interno di un parcheggio aeroportuale a pagamento. Il gestore rifiuta il risarcimento, sostenendo che il servizio offrisse solo la sosta e non la custodia. La Corte d'Appello dà ragione al gestore, ma la Cassazione ribalta la decisione. La Suprema Corte stabilisce che il contratto di parcheggio meccanizzato a pagamento genera nel cliente il legittimo affidamento sulla custodia del mezzo. Di conseguenza, eventuali clausole di esclusione della responsabilità, stampate sui biglietti o affisse su cartelli, sono nulle se non espressamente negoziate e firmate dall'utente prima dell'ingresso. La Cassazione accoglie il ricorso della società proprietaria, rinviando alla Corte d'Appello per quantificare il risarcimento.
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