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Art. 1336 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1336 Codice Civile

Offerta al pubblico nel reclutamento: stop a test extra-bando
Un candidato partecipava a una selezione pubblica indetta da un'azienda di servizi ambientali per l'assunzione di autisti. Dopo aver superato le prove ed essersi posizionato utilmente in graduatoria, l'azienda lo sottoponeva a un ulteriore colloquio psicologico non previsto, escludendolo. Il lavoratore ricorreva in giudizio per ottenere l'assunzione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda, confermando che il bando di selezione costituisce un'offerta al pubblico nel reclutamento ai sensi dell'art. 1336 c.c. Di conseguenza, l'introduzione di prove extra-bando viola i principi di correttezza e buona fede. L'azienda è stata condannata a perfezionare l'assunzione e a risarcire i danni, respingendo anche le eccezioni sui limiti di spesa pubblica e sul mancato scomputo di altri redditi non provati.
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Vince la selezione ma viene escluso: il diritto all’assunzione
Un candidato partecipa a una selezione pubblica indetta da un'azienda di servizi ambientali per assumere autisti. Dopo aver superato tutte le prove ed essersi posizionato in graduatoria, l'azienda lo sottopone a un ulteriore colloquio psicologico non previsto dal bando, escludendolo. Il candidato agisce in giudizio per far valere il proprio diritto all'assunzione. Il Tribunale e la Corte d'Appello accolgono la domanda, costituendo il rapporto di lavoro. La Corte di Cassazione conferma la decisione, rigettando il ricorso dell'azienda. I giudici chiariscono che il bando rappresenta un'offerta al pubblico vincolante e che le regole di contenimento della spesa pubblica non possono giustificare l'inadempimento dell'azienda di fronte a irregolarità commesse nella procedura selettiva.
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Offerta al pubblico o invito? Il caso della selezione postini
Una candidata ha chiesto il risarcimento dei danni a una società per le modalità di svolgimento di una selezione di personale. La candidata sosteneva che l'avviso di selezione per postini rappresentasse un'offerta al pubblico. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della candidata. I giudici hanno chiarito che un annuncio di lavoro gestito da un'agenzia esterna, privo di dettagli essenziali come la data di inizio, il luogo preciso e la retribuzione esatta, non costituisce un'offerta al pubblico ai sensi dell'articolo 1336 del codice civile. Si tratta invece di un semplice invito a proporre, che non fa nascere alcun vincolo contrattuale immediato per il datore di lavoro. Di conseguenza, la candidata ha perso la causa ed è stata condannata a pagare le spese processuali.
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Contratto di parcheggio: sosta incustodita o risarcimento?
Una società proprietaria di un'auto di lusso subisce il furto del veicolo all'interno di un parcheggio aeroportuale a pagamento. Il gestore rifiuta il risarcimento, sostenendo che il servizio offrisse solo la sosta e non la custodia. La Corte d'Appello dà ragione al gestore, ma la Cassazione ribalta la decisione. La Suprema Corte stabilisce che il contratto di parcheggio meccanizzato a pagamento genera nel cliente il legittimo affidamento sulla custodia del mezzo. Di conseguenza, eventuali clausole di esclusione della responsabilità, stampate sui biglietti o affisse su cartelli, sono nulle se non espressamente negoziate e firmate dall'utente prima dell'ingresso. La Cassazione accoglie il ricorso della società proprietaria, rinviando alla Corte d'Appello per quantificare il risarcimento.
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Modifica bando di selezione: prova extra illegittima, azienda perde
Un'azienda, dopo aver concluso una selezione per operatori ecologici, sottopone i candidati idonei a un colloquio psicologico non previsto dal bando originale. I candidati non superano la prova e non vengono assunti. La Corte di Cassazione stabilisce che la **modifica unilaterale del bando di selezione** è illegittima. Il bando è un'offerta al pubblico e le sue regole sono vincolanti e non possono essere cambiate in corso d'opera. La Corte dà quindi ragione ai lavoratori, confermando il loro diritto all'assunzione o al risarcimento del danno.
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Offerta al pubblico: bando di concorso non modificabile
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità della modifica dei criteri di selezione in un concorso indetto da una società partecipata. Il bando di concorso, configurandosi come offerta al pubblico, non può essere integrato o modificato dopo l'inizio della procedura. Nel caso di specie, l'inserimento tardivo di un test psicoattitudinale con criteri di valutazione illogici ha portato all'annullamento della graduatoria e all'ordine di assunzione del candidato originariamente idoneo.
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Stabilizzazione precari: nuovi dubbi in Cassazione
Una lavoratrice ha citato in giudizio un ente pubblico chiedendo il riconoscimento del diritto alla **Stabilizzazione** definitiva dopo aver superato una selezione interna. Il bando prevedeva un'assunzione iniziale a termine e la successiva trasformazione automatica in contratto a tempo indeterminato. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, ravvisando nella procedura gli estremi di un'offerta al pubblico vincolante. L'ente ha proposto ricorso in Cassazione contestando la nullità della clausola di trasformazione automatica. La Suprema Corte, ravvisando una questione di particolare rilievo interpretativo riguardante le leggi finanziarie del 2007 e 2008, ha rinviato la causa in pubblica udienza per una decisione nomofilattica.
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Conversione del pignoramento: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso degli eredi di un debitore contro una banca. Il ricorso contestava la sentenza del Tribunale in una controversia sulla distribuzione di somme a seguito di una conversione del pignoramento. La Corte ha riscontrato gravi carenze nella formulazione del ricorso, che non specificava adeguatamente le parti e i termini della questione, rendendo impossibile la valutazione del merito. Inoltre, i motivi di ricorso, tra cui una presunta compensazione con il credito di un'altra società, sono stati giudicati infondati. La decisione sottolinea l'importanza del rigore formale e della specificità degli atti processuali.
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Ragione più liquida: limiti e corretta applicazione
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di un acquirente di quote sociali, cassando la sentenza d'appello. La Corte territoriale aveva riformato la decisione di primo grado utilizzando il principio della "ragione più liquida" per decidere la causa su questioni non sollevate dall'appellante. La Cassazione ha ribadito che, sebbene tale principio consenta di derogare all'ordine logico delle questioni, non può mai violare il carattere devolutivo dell'appello, il quale delimita l'ambito del giudizio ai soli motivi di impugnazione proposti dalle parti.
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Bando di concorso: modifica regole e assunzione
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, stabilendo l'illegittimità di una prova aggiuntiva introdotta da un'azienda dopo la conclusione di una selezione basata su un bando di concorso. Il candidato, risultato idoneo secondo le regole originali ma escluso a seguito del test extra, ha diritto all'assunzione. La Corte ha chiarito che il bando di concorso costituisce un'offerta al pubblico vincolante, le cui regole non possono essere modificate unilateralmente in violazione del principio di buona fede.
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Modifica bando di concorso: illegittima la prova extra
Un candidato, superate le prove di una selezione pubblica, viene escluso a seguito di un 'test motivazionale' non previsto dal bando originale. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di tale modifica bando di concorso, stabilendo che l'avviso di selezione è vincolante (lex specialis) e non può essere alterato in corso d'opera, violando i principi di buona fede. La Corte ha quindi disposto l'assunzione del lavoratore.
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