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Art. 133-ter Codice Penale — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 133-ter Codice Penale

Rigetto decreto penale: quando il GIP può dire no al PM
La Corte di Cassazione ha stabilito che non è abnorme, e quindi non è impugnabile, il provvedimento con cui il Giudice per le Indagini Preliminari (G.I.P.) respinge una richiesta di decreto penale di condanna. La decisione si basa sulla mancanza di documentazione sufficiente a valutare la situazione economica dell'imputato. Questo rigetto del decreto penale è un legittimo esercizio del potere del giudice di verificare la congruità della pena pecuniaria sostitutiva, come previsto dalla legge, e non un'indebita ingerenza nelle scelte del Pubblico Ministero.
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Sottrazione fraudolenta: la cessione d’azienda reale
La Corte di Cassazione conferma la condanna per sottrazione fraudolenta a carico degli amministratori di due società. Un'azienda, oberata da debiti fiscali, aveva ceduto un ramo d'azienda profittevole a una società neocostituita e interamente controllata, a un prezzo irrisorio. La Corte ha stabilito che anche un'operazione di cessione reale, e non simulata, integra il reato quando è architettata con artifici per rendere inefficace la riscossione coattiva da parte dell'Erario.
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Rateizzazione pena patteggiamento: appello possibile
Un imputato, dopo aver concordato una pena pecuniaria tramite patteggiamento, aveva richiesto anche la rateizzazione della stessa. Il Tribunale, pur applicando la pena concordata, ometteva di pronunciarsi sulla richiesta di pagamento rateale. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale omissione rende la sentenza impugnabile, in quanto la richiesta di rateizzazione pena patteggiamento è una statuizione accessoria e distinta dall'accordo sulla pena, non soggetta ai rigidi limiti di impugnazione previsti per il rito speciale. Di conseguenza, ha annullato la sentenza con rinvio limitatamente a tale punto.
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Pene sostitutive: cumulo con la condizionale è possibile
La Cassazione ha annullato una sentenza che negava le pene sostitutive a un imputato, già beneficiario della sospensione condizionale, per un reato commesso prima della Riforma Cartabia. La Corte ha stabilito che la nuova incompatibilità tra i due benefici non è retroattiva (principio del favor rei) e che la difficoltà economica non può, di per sé, impedire la sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria.
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Rateizzazione decreto penale: quando è inammissibile?
Un imputato si è opposto a un decreto penale di condanna, chiedendo contestualmente la rateizzazione della pena pecuniaria. Il Giudice ha respinto la richiesta e l'imputato ha presentato ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che il provvedimento di rigetto in questa fase non è impugnabile. La sentenza sottolinea che la richiesta di rateizzazione del decreto penale può essere avanzata nel giudizio successivo all'opposizione o, dopo che il decreto è divenuto definitivo, al Magistrato di Sorveglianza.
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Detenzione di stupefacenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio nei confronti di una commerciante che custodiva eroina nel proprio negozio. La sentenza chiarisce la distinzione tra la mera connivenza non punibile e il concorso attivo nel reato, stabilendo che mettere a disposizione un locale commerciale per la custodia della droga costituisce un contributo agevolatore penalmente rilevante. Viene inoltre ribadito che per la configurabilità del 'fatto di lieve entità' non basta il solo dato quantitativo, ma occorre una valutazione complessiva del contesto.
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