LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 133-ter Codice Penale — Anno 2026

Altri anni per Art. 133-ter Codice Penale

Rateizzazione confisca per equivalente: decide il Giudice
Un cittadino condannato per reati tributari riceve un ordine di confisca per equivalente per oltre trentatremila euro. Il condannato chiede la rateizzazione del debito in sessantotto rate. Nasce un conflitto di competenza tra il Magistrato di Sorveglianza e il Tribunale, in qualità di Giudice dell'Esecuzione. Il Tribunale ritiene che la domanda spetti alla Sorveglianza poiché le norme equiparano le modalità esecutive a quelle delle pene pecuniarie. La Corte di Cassazione stabilisce che la rateizzazione confisca per equivalente spetta esclusivamente al Giudice dell'Esecuzione. Il richiamo normativo alle modalità di riscossione delle sanzioni pecuniarie non sposta le competenze al Magistrato di Sorveglianza. Pertanto, il Tribunale deve valutare l'istanza di rateizzazione.
Continua »
Pena pecuniaria sostitutiva: illegittima se ignora il reddito
Il Tribunale di Avellino, come giudice dell'esecuzione, ha convertito una pena detentiva di quattro mesi di arresto in una pena pecuniaria sostitutiva di 8.000 euro, calcolando un tasso di 75 euro al giorno. Il Condannato ha fatto ricorso in Cassazione, lamentando che il giudice ha applicato questa tariffa senza alcuna motivazione concreta, ignorando il suo reddito annuo di soli 6.500 euro documentato dall'ISEE. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il giudice deve determinare il valore giornaliero della sanzione (tra 5 e 2.500 euro) valutando e motivando specificamente le reali condizioni economiche e familiari del soggetto, come previsto dalla riforma Cartabia. L'ordinanza è stata annullata con rinvio per un nuovo calcolo motivato.
Continua »
Conversione Pena Detentiva: Niente Carcere Anche Senza Documenti
Un imputato condannato a una pena detentiva breve chiede la sua trasformazione in una sanzione pecuniaria. La Corte d'Appello nega la richiesta perché l'imputato non ha fornito documenti sulla sua situazione economica. La Corte di Cassazione interviene e annulla questa decisione, stabilendo un principio fondamentale: per la **conversione pena detentiva** non è l'imputato a dover provare il proprio reddito. È una facoltà del giudice acquisire d'ufficio le informazioni economiche necessarie per decidere. L'assenza di documentazione da parte dell'imputato non può quindi causare il rigetto automatico della richiesta. La causa viene rinviata per una nuova valutazione.
Continua »
Truffa contrattuale: inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per truffa contrattuale a carico di due soggetti che avevano indotto la vittima a una transazione commerciale senza poi corrispondere il prezzo pattuito. I ricorrenti lamentavano una violazione del principio di correlazione tra accusa e sentenza, sostenendo che il fatto accertato fosse diverso da quello contestato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, rilevando che non vi è stata alcuna trasformazione radicale del fatto e che i motivi di ricorso erano meramente ripetitivi di quanto già esaminato in appello.
Continua »