La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso de L'Imputata, condannata per un raggiro commesso esclusivamente tramite telefono. La difesa contestava l'aggravante della minorata difesa nella truffa, sostenendo l'omessa motivazione della sentenza d'appello. I giudici supremi hanno ribadito che la distanza telefonica impedisce il contatto diretto ed esclude difese efficaci da parte della persona offesa. Inoltre, i numerosi precedenti specifici dell'autrice dimostrano l'abitualità nel commettere reati, bloccando l'applicazione della particolare tenuità del fatto, delle attenuanti generiche e delle sanzioni sostitutive. L'Imputata perde il ricorso e subisce la condanna al versamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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