LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1309 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1309 Codice Civile

Errore di fatto revocatorio: no alla rivalutazione del merito
Una società capogruppo ha proposto ricorso per revocazione contro una precedente sentenza di Cassazione, sostenendo la presenza di un errore di fatto revocatorio. La controversia originaria riguardava la richiesta di pagamento per lavori di subappalto avanzata dal fallimento di un'impresa esecutrice. La ricorrente lamentava che la Suprema Corte avesse confuso la natura pubblica dell'appalto e la paternità degli stati di avanzamento dei lavori. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che le contestazioni della ricorrente non riguardavano sviste materiali o percezioni errate di fatti documentati, bensì valutazioni giuridiche e interpretazioni di diritto, che non possono essere messe in discussione tramite la revocazione. Di conseguenza, la società ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Maggiorazione Sanzione Amministrativa: Legittima anche senza preavviso
Un rappresentante legale di una società, coobbligato per una sanzione amministrativa, si oppone a una cartella di pagamento. La cartella includeva, oltre alla sanzione principale, anche la maggiorazione per ritardato pagamento. L'uomo sosteneva che tale maggiorazione fosse illegittima perché non preceduta da un atto specifico che ne accertasse la colpa. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio importante: la maggiorazione sanzione amministrativa è una conseguenza automatica del ritardo. Pertanto, è legittimo iscriverla a ruolo e richiederla direttamente con la cartella di pagamento, senza bisogno di un preventivo e separato atto di accertamento, a meno che il debitore non provi che il ritardo non sia a lui imputabile.
Continua »
Onere della prova nel lavoro: la badante deve provare
Una lavoratrice domestica ha citato in giudizio il nipote della persona assistita per ottenere differenze retributive, sostenendo che fosse il suo datore di lavoro o erede. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. Il motivo principale è che la lavoratrice non ha soddisfatto l'onere della prova, non riuscendo a dimostrare che il convenuto fosse effettivamente il soggetto obbligato al pagamento, al di là della semplice prestazione lavorativa.
Continua »
Confessione giudiziale: limiti di prova tra co-debitori
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28225/2023, chiarisce i limiti probatori della confessione giudiziale in caso di obbligazioni solidali. Una creditrice aveva agito contro il fratello e gli eredi del fratello defunto per la restituzione di un prestito. La confessione resa da uno dei fratelli non può costituire prova legale contro gli altri co-debitori (gli eredi), ma può essere solo liberamente apprezzata dal giudice. La sentenza d'appello, che si era basata unicamente su tale confessione per provare il debito anche a carico degli eredi, è stata cassata con rinvio.
Continua »