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Art. 130 Codice di Procedura Penale — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 130 Codice di Procedura Penale

Correzione di errore materiale nella sentenza di Cassazione
La cancelleria della Corte di Cassazione ha riscontrato un refuso di battitura nell'intestazione di una sentenza penale già deliberata. Nello specifico, il documento riportava punti interrogativi al posto del nominativo del magistrato che svolgeva le funzioni di pubblica accusa durante l'udienza. Con apposita ordinanza, i giudici hanno disposto la correzione di errore materiale inserendo il nome corretto del magistrato e ordinando l'annotazione formale del provvedimento sugli originali dell'atto, confermando l'assoluta validità della precedente decisione di merito.
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Correzione di errore materiale per scambio di cognome
La Suprema Corte affronta una svista anagrafica comparsa in un precedente provvedimento giudiziario. Nella prima decisione, i giudici avevano dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato, condannandolo alle spese e al versamento di una somma verso la Cassa delle ammende. Nel redigere il provvedimento e il ruolo di udienza, l'ufficio aveva alterato il cognome dell'interessato con una doppia consonante errata e aveva indicato una città di nascita errata rispetto ai documenti ufficiali. Una segnalazione documentata del tribunale territoriale ha evidenziato le discrepanze anagrafiche. Il collegio giudicante ha quindi applicato la procedura di correzione di errore materiale, ordinando la rettifica del testo senza alterare la decisione assunta e incaricando la cancelleria di registrare l'esatta identità anagrafica sui documenti originali.
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Spese omesse: la correzione di errore materiale
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato da un imputato. Tuttavia, nel trascrivere il dispositivo sul ruolo di udienza, i giudici omettono per mera distrazione la condanna al pagamento delle spese di giudizio. Rilevata la svista, la Suprema Corte interviene d'ufficio avviando la procedura di correzione di errore materiale. I giudici precisano che l'inammissibilità o il rigetto dell'impugnazione comportano per legge l'addebito automatico delle spese a carico di chi propone il ricorso. Di conseguenza, la mancata menzione nel dispositivo non cancella il debito verso l'erario, ma autorizza la Cancelleria a rettificare il testo integrandolo con l'espressa condanna economica.
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Correzione di errore materiale e spese: vince la parte civile
La Parte Civile ha chiesto la correzione di errore materiale del dispositivo trascritto nel ruolo di udienza. Per una svista nella nota spese, il cancelliere aveva indicato l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato, delegando la liquidazione al Tribunale. In realtà, la Parte Civile non ha mai beneficiato del gratuito patrocinio. La sentenza definitiva aveva infatti già condannato l'imputato a pagare direttamente 3.686,00 euro per le spese processuali sostenute. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della persona offesa e ha disposto la correzione dell'atto. Il Giudice ha quindi confermato la condanna dell'imputato al rimborso integrale della somma stabilita in favore della Parte Civile, cancellando ogni riferimento alla liquidazione pubblica o a decurtazioni dei compensi legali.
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Correzione di errore materiale: Cassazione rettifica il verbale
La Corte di Cassazione era intervenuta a favore de Il Ricorrente per annullare una precedente ordinanza di inammissibilità. I giudici avevano disposto la riprogrammazione del procedimento. Tuttavia, nel dispositivo trascritto sul verbale di udienza, una svista di scrittura indicava l'errata trasmissione degli atti alla Corte stessa. Il Presidente del Collegio ha quindi attivato la procedura di correzione di errore materiale. I Supremi Giudici hanno accolto l'istanza e hanno rettificato la formula errata. La dicitura trascritta sul ruolo ora indica correttamente il rinvio del processo a nuovo ruolo, ristabilendo la piena coerenza del fascicolo processuale.
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Errore Materiale Sentenza: Cassazione Corregge Rinvio Sbagliato
La Corte di Cassazione ha corretto un errore materiale sentenza in una sua precedente decisione. Il Ricorrente aveva presentato ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello di Messina. La Cassazione aveva annullato la sentenza e rinviato il caso per un nuovo giudizio. Tuttavia, per uno sbaglio, aveva indicato la Corte d'Appello di Reggio Calabria come giudice del rinvio, anziché un'altra sezione della Corte d'Appello di Messina. Con questa ordinanza, la Corte ha rettificato l'errore, stabilendo che il nuovo giudizio dovrà svolgersi presso la corretta sede giudiziaria di Messina.
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Correzione errore materiale: la Cassazione integra le spese
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza per la correzione errore materiale in seguito a un'omissione nella trascrizione del dispositivo di una sentenza penale. Nel verbale stampato a ruolo, i giudici avevano dimenticato di inserire la condanna dell'Imputato al rimborso delle spese di difesa in favore della Parte Civile, quantificate in 3.500 euro oltre agli accessori di legge. La Suprema Corte ha chiarito che tale dimenticanza costituisce una pura svista di scrittura, correggibile mediante un'operazione meccanica che non altera la sostanza della decisione originaria. Di conseguenza, la Cassazione ha integrato il testo del dispositivo, ripristinando il diritto della Parte Civile a ottenere il pagamento delle spese legali spettanti.
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Errore Materiale Sentenza: La Cassazione Corregge un’Omissione Cruciale
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza per la **correzione errore materiale sentenza**. Un precedente giudizio (sentenza n. 18958/2022) aveva omesso la frase "senza rinvio" nel suo dispositivo, dopo la parola "annulla". Questa omissione costituiva un errore materiale. La Corte ha riconosciuto la fondatezza della richiesta e ha ordinato l'integrazione della dicitura mancante, assicurando così la piena chiarezza e correttezza del provvedimento giudiziario originario. L'intervento ha chiarito l'esito definitivo del processo, eliminando ogni ambiguità.
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Correzione di errore materiale: la Cassazione rettifica la sede
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di mera svista formale presente nel dispositivo di una propria precedente pronuncia penale. Nel testo finale del provvedimento figurava per sbaglio l'indicazione della Corte di appello di Catania invece della corretta Corte di appello di Milano. Il collegio ha stabilito che la correzione di errore materiale rappresenta lo strumento idoneo per riallineare il testo alla corretta sede territoriale senza alterare il contenuto della decisione. I giudici supremi hanno quindi ordinato la formale rettifica della dicitura errata, trasmettendo gli atti alla cancelleria per i relativi adempimenti operativi e assicurando la piena regolarità del rinvio processuale.
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Prescrizione del reato: la Correzione errore materiale sulla confisca
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di Correzione errore materiale in una sua precedente sentenza. Inizialmente, la Corte aveva annullato una condanna perché il reato era estinto per prescrizione. Tuttavia, nel dispositivo della decisione, era stata omessa la statuizione sulla revoca della confisca per equivalente. Il Presidente del Collegio ha richiesto questa correzione. La Corte ha quindi disposto l'aggiunta esplicita della frase "Revoca la confisca per equivalente", chiarendo che l'estinzione del reato per prescrizione comporta anche la revoca di tale misura accessoria. L'Imputato ha così ottenuto la piena conseguenza dell'annullamento.
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Correzione errore materiale: giudice errato nella sentenza
La Corte di Cassazione è intervenuta per rettificare una svista presente nell'intestazione di una propria precedente sentenza penale. Per una pura svista di scrittura, il provvedimento riportava tra i componenti del collegio giudicante il nome di un magistrato diverso da quello che aveva effettivamente preso parte alla camera di consiglio e alla decisione. I giudici di legittimità hanno applicato la procedura di correzione errore materiale prevista dal codice di rito, sostituendo formalmente il nominativo errato con quello corretto. La Corte ha quindi disposto la rettifica ufficiale dell'atto e ha incaricato la cancelleria di annotare la modifica sul testo originale del provvedimento.
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Attenuante risarcimento del danno: diniego e conferma della pena
L'Imputato, condannato per omicidio colposo, propone ricorso in Cassazione lamentando la mancata concessione della circostanza attenuante risarcimento del danno. Secondo la difesa, l'accordo siglato dall'assicurazione con i familiari della vittima avrebbe dovuto ridurre la pena. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. La Corte chiarisce che l'attenuante risarcimento del danno richiede la volontà diretta dell'imputato e la prova del versamento effettivo delle somme. Nel caso specifico, il pagamento derivava solo dall'iniziativa dell'assicuratore ed era inferiore ai parametri tabellari. L'inammissibilità del motivo principale impedisce anche la correzione di un errore materiale sulla sanzione. L'Imputato viene condannato al pagamento delle spese e alla Cassa delle Ammende.
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Contraffazione di Marchio: Preuso Batte Registrazione Formale
Un Rappresentante di un'azienda è stato condannato per Contraffazione di marchio e altri reati, avendo commercializzato un prodotto vinicolo con un segno distintivo che imitava quello di un'Azienda Concorrente, sebbene quest'ultimo non fosse registrato ma ampiamente utilizzato. La Corte d'Appello aveva prosciolto l'imputato per prescrizione del reato di cui all'art. 517 c.p. e per insussistenza del fatto per altri reati, ma aveva confermato il risarcimento del danno. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Rappresentante, ribadendo che la condanna di primo grado era valida per tutti i reati contestati e che la protezione del marchio spetta anche in caso di preuso, ovvero un uso consolidato nel tempo, indipendentemente dalla registrazione formale.
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Errore di Fatto in Cassazione: Quando il Ricorso Straordinario Fallisce
Un Cittadino, già condannato per omicidio colposo legato a un incidente stradale causato da un cavallo sfuggito, ha presentato un ricorso straordinario alla Corte di Cassazione. Il Cittadino lamentava un errore di fatto nella precedente sentenza della Cassazione, sostenendo che due motivi del suo ricorso originario non erano stati esaminati. La Corte ha ribadito che l'errore di fatto deve essere una svista percettiva della Corte stessa, non un errore di valutazione giuridica o probatoria. Ha stabilito che l'omesso esame dei motivi non configurava un errore di fatto, poiché i punti erano stati implicitamente disattesi o assorbiti nella motivazione complessiva. Il ricorso straordinario per errore di fatto è stato dichiarato inammissibile.
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Confisca per equivalente: quando il ricorso diventa opposizione
L'Interessato ha impugnato un'ordinanza del Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) che aveva disposto la confisca per equivalente di beni, rigettando la sua richiesta di restituzione. La confisca era legata a reati tributari, per i quali una precedente sentenza di patteggiamento non aveva previsto tale misura. Il Ricorrente contestava la procedura "de plano" (senza udienza formale) adottata dal GIP. La Corte di Cassazione ha riqualificato il ricorso come opposizione e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di Genova per una nuova valutazione.
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Reato prescritto ma ordine di demolizione attivo: la Cassazione
Gli eredi di un imputato hanno chiesto alla Corte di Cassazione la correzione di un errore materiale contenuto in una sentenza risalente agli anni Novanta. La Suprema Corte aveva allora annullato la condanna per intervenuta prescrizione dei reati edilizi, ma aveva dimenticato di revocare la sanzione accessoria. La Procura ha in seguito avviato la procedura esecutiva per abbattere l'immobile. Gli eredi hanno quindi invocato la procedura di correzione per eliminare l'ordine di demolizione rimasto formalmente attivo. La Cassazione ha accolto la richiesta, stabilendo che la caduta della condanna penale comporta l'automatica revoca della sanzione ripristinatoria. L'omissione non dipende da una valutazione discrezionale, ma costituisce una mera dimenticanza emendabile con la correzione dell'errore materiale.
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Correzione errore materiale: nome imputato cancellato
La Corte di Cassazione è intervenuta d'ufficio per rimediare a una svista commessa nell'intestazione di una propria precedente sentenza. Nel provvedimento originario compariva il nome di un imputato tra i soggetti che avevano proposto ricorso tramite il comune difensore di fiducia. Tuttavia, il legale non aveva mai impugnato la decisione nell'interesse di tale specifico imputato, assistendo in sede di legittimità soltanto altri coimputati. Rilevata la presenza indebita del nominativo nell'epigrafe dell'atto, i giudici hanno avviato il procedimento di correzione errore materiale. La Suprema Corte ha ordinato di cancellare formalmente il nominativo dell'imputato estraneo all'impugnazione dall'intestazione della sentenza, incaricando la cancelleria di procedere alle dovute annotazioni sull'atto ufficiale.
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Correzione errore materiale sentenza: inammissibile il ricorso
Un Tribunale aveva dichiarato la propria incompetenza territoriale, disponendo la trasmissione degli atti al Pubblico Ministero. Successivamente, ha corretto questa decisione con un'ordinanza de plano (senza udienza), stabilendo che gli atti andassero direttamente al Tribunale competente. L'Accusato ha impugnato questa correzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la Correzione errore materiale sentenza non può essere oggetto di autonoma impugnazione. La Corte ha confermato la validità della correzione, poiché conforme ai principi che prevedono la trasmissione diretta degli atti al giudice competente in casi specifici, senza violare il diritto di difesa.
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Correzione di errore materiale e revoca della confisca penale
La Suprema Corte ha accolto la richiesta di correzione di errore materiale avanzata da due imputati. In una precedente udienza, i giudici avevano annullato senza rinvio la sentenza di condanna per avvenuta prescrizione dei reati. Tuttavia, nel verbale di udienza mancava l'esplicita menzione della revoca della confisca a carico di uno dei ricorrenti, mentre il testo esteso della sentenza ne disponeva l'eliminazione. La Corte di Cassazione ha quindi rettificato il verbale, aggiungendo formalmente l'ordine di revoca del sequestro patrimoniale anche per il secondo imputato.
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Errore Materiale: Quando la Cassazione Rifiuta la Correzione Sostanziale
La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di correzione errore materiale presentata da un'Azienda e alcuni ex imputati. Essi chiedevano di eliminare il rinvio al giudice civile per il risarcimento danni in un caso di omicidio colposo legato all'esposizione ad amianto, sostenendo che un accordo transattivo con gli eredi della vittima avesse reso inutile tale rinvio. La Suprema Corte ha chiarito che la correzione errore materiale è ammessa solo per disarmonie formali, non per modificare la sostanza della decisione. Poiché altre parti civili erano ancora presenti e il rinvio era essenziale per definire le loro pretese, la richiesta è stata giudicata infondata.
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