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Art. 13 Codice Penale — Anno 2023

Altri anni per Art. 13 Codice Penale

Presenza fisica dell’estradando: stop se il ricercato fugge
Gli Stati Uniti d'America richiedevano l'estradizione di un cittadino russo, accusato di frode internazionale e riciclaggio. La Corte di appello di Milano accoglieva la domanda, ma l'interessato fuggiva dall'Italia, venendo successivamente arrestato in Russia. La Corte di Cassazione, investita del ricorso, ha stabilito che la presenza fisica dell'estradando sul territorio dello Stato richiesto costituisce un presupposto essenziale e imprescindibile per l'applicazione dell'istituto dell'estradizione. Di conseguenza, accertata con certezza l'assenza del soggetto dall'Italia, i giudici hanno annullato senza rinvio la sentenza di estradabilità e revocato le misure cautelari applicate.
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Tutela del marchio forte: la moda vince contro i panini
Un ristoratore ha chiesto di registrare il marchio "Il boss dei panini". Il titolare del famoso marchio "Boss" si è opposto. La Commissione dei Ricorsi ha inizialmente dato ragione al ristoratore, ritenendo "Boss" un marchio debole perché parola di uso comune. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione. I giudici hanno stabilito che la Commissione ha ignorato la natura patronimica e la grande notorietà del marchio originario. Questi elementi richiedono una rigorosa tutela del marchio forte. La Suprema Corte ha quindi rinviato il caso per un nuovo esame, evidenziando che anche lievi somiglianze possono creare confusione o un indebito agganciamento alla fama del marchio celebre.
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Mandato di arresto europeo: termini ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro la sentenza della Corte di appello che disponeva la consegna di un soggetto all'autorità giudiziaria tedesca. La procedura riguardava un Mandato di arresto europeo emesso per il reato di truffa ai danni di una società di autonoleggio. Nonostante la difesa avesse sollevato eccezioni sulla procedibilità del reato e sul pregiudizio al diritto di difesa per altri procedimenti pendenti in Italia, il ricorso è stato depositato oltre il termine perentorio di cinque giorni previsto dalla normativa speciale, precludendo ogni valutazione nel merito.
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Marchio debole: tutela e rischio di confusione
Una società alberghiera ha impugnato la registrazione di un marchio concorrente ritenuto troppo simile al proprio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il marchio in questione è un marchio debole poiché descrittivo del servizio offerto (pernottamento e colazione). In tali casi, lievi variazioni grafiche o l'aggiunta di slogan sono sufficienti a escludere il rischio di confusione. Inoltre, la Corte ha ribadito l'obbligo di traduzione in lingua italiana per i documenti probatori stranieri depositati nei procedimenti di proprietà industriale.
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