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Art. 128 Codice di Procedura Penale — Anno 2022

Altri anni per Art. 128 Codice di Procedura Penale

Regime detentivo speciale 41-bis: Notifica Valida, Ricorso Respinto
Un detenuto ha contestato la proroga del suo Regime detentivo speciale 41-bis, sostenendo che l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza gli fosse stata notificata in modo incompleto e fosse priva di motivazione adeguata. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso. Ha stabilito che la notifica era valida, poiché conteneva l'epigrafe e il dispositivo, elementi essenziali. Inoltre, ha ritenuto inammissibili le censure sulla motivazione, poiché il Tribunale di Sorveglianza aveva correttamente valutato la pericolosità del detenuto e i suoi collegamenti con la criminalità organizzata.
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Ricorso per cassazione cautelare tra ritardo e pericolo di fuga
Un indagato per rapina a mano armata ha contestato la custodia cautelare confermata dal Tribunale del Riesame. La difesa ha presentato il ricorso per cassazione cautelare depositandolo nella cancelleria di una sede giudiziaria diversa da quella competente, la quale ha poi inoltrato l'atto a mezzo posta oltre il termine perentorio di dieci giorni. Inoltre, i motivi sull'assenza di pericolosità sociale e sull'avvenuta costituzione spontanea in carcere sono risultati generici rispetto alla gravità del fatto e all'inserimento in contesti criminali. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili le impugnazioni, condannando l'indagato al pagamento delle spese legali e a una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Nuovo difensore e termine per il ricorso in Cassazione: carcere
Un indagato per rapina aggravata subisce la custodia cautelare in carcere, confermata dal Tribunale del Riesame. Successivamente, l'indagato nomina un nuovo difensore di fiducia, il quale propone impugnazione oltre i termini ordinari, sostenendo che il termine decorresse dalla notifica dell'ordinanza ricevuta personalmente. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile: la cancelleria deve notificare l'avviso di deposito solo al difensore presente all'udienza camerale. Il nuovo legale ha l'onere di informarsi autonomamente tramite l'assistito o il precedente difensore. Il termine per il ricorso in Cassazione decorre immutato, determinando la conferma definitiva del carcere e la condanna al pagamento delle spese.
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Termini per l’impugnazione: l’errore che blocca la difesa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la decisione della Corte di appello di Milano, che aveva respinto la richiesta di revoca di un mandato di arresto europeo emesso dalla Romania per una condanna a sei anni di reclusione. Il ricorrente sosteneva che l'ordinanza non gli fosse mai stata notificata. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che il mancato rispetto dei termini per l'impugnazione, fissati in quindici giorni per i provvedimenti in camera di consiglio, rende il ricorso tardivo. In caso di mancata notifica, la difesa avrebbe dovuto richiedere la restituzione nel termine anziché presentare direttamente ricorso in Cassazione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Notifica dell’autorizzazione a comparire: onere della difesa
L'Imputato, agli arresti domiciliari per furto con strappo, aveva chiesto l'autorizzazione a partecipare all'udienza. Il Tribunale ha concesso l'autorizzazione senza però notificarla. L'Imputato non si è presentato e la difesa ha eccepito la nullità del processo per mancata notifica dell'autorizzazione a comparire. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che non esiste un obbligo di notifica per questo tipo di provvedimento. Spetta infatti al difensore e all'imputato informarsi sull'esito della richiesta. Inoltre, la Corte ha chiarito che eventuali errori materiali nel testo della sentenza non ne causano la nullità se sono facilmente riconoscibili e correggibili. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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