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Art. 1267 Codice Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 1267 Codice Civile

Opposizione allo stato passivo: il contratto batte la negligenza
Una Società Finanziaria ha proposto opposizione allo stato passivo per ottenere l'ammissione di un credito derivante da un conto corrente e da operazioni di factoring. Il Tribunale aveva rigettato la domanda contestando la mancanza degli estratti conto integrali e applicando la perdita della garanzia per negligenza del creditore. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Società Finanziaria. I giudici hanno stabilito che il timbro della cancelleria sul fascicolo fa presumere il regolare deposito dei documenti integrali. Inoltre, nel contratto di factoring, le parti avevano espressamente escluso l'applicazione della norma sulla perdita della garanzia per negligenza del cessionario. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Bonifico su conto passivo: la Banca deve restituire i soldi
La Corte di Cassazione affronta il caso di una banca che trattiene una somma, ricevuta tramite bonifico da un terzo, sul conto corrente di una società poi fallita. Il conto presentava un saldo negativo. La Corte stabilisce che la banca non può trattenere tale importo per compensare il proprio credito. La somma, infatti, una volta accreditata, entra a far parte del patrimonio del correntista fallito. Di conseguenza, la banca deve restituire l'intera cifra alla curatela fallimentare. Il principio chiave è che la **rimessa su conto corrente passivo**, in assenza di una cessione di credito con data certa anteriore al fallimento, non autorizza la banca a soddisfare il proprio credito a danno degli altri creditori.
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Revocazione Ammissione Passivo: Debito Falso ma Credito Salvo
Due società creditrici chiedevano la revocazione dell'ammissione al passivo di un altro creditore, sostenendo che il suo credito, pur basato su una sentenza, derivasse da un riconoscimento di debito fraudolento. La Cassazione ha respinto il ricorso. Ha chiarito che, se un credito è confermato da una sentenza passata in giudicato, non si può contestare la sua ammissione al passivo. L'unica via è impugnare direttamente la sentenza originaria. La scelta del rimedio sbagliato ha reso l'azione infondata, portando alla conferma della decisione e alla condanna per abuso del processo. La richiesta di revocazione ammissione passivo è stata quindi rigettata.
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Fideiussione omnibus: ricorso inammissibile e tardivo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società e dei suoi fideiussori contro un istituto di credito. Il caso riguardava un'opposizione a un decreto ingiuntivo per un debito su conto corrente. La Suprema Corte ha respinto tutte le censure, inclusa quella sulla nullità della fideiussione omnibus, a causa di motivi procedurali come la tardività delle eccezioni, la genericità delle contestazioni e la mancata allegazione di prove decisive nei tempi corretti.
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Ripetizione indebito: onere della prova per equivalente
La Corte di Cassazione chiarisce che nell'azione di ripetizione indebito di un bene specifico (nel caso, crediti societari), spetta a chi ha ricevuto il bene (accipiens) provare la possibilità di restituirlo in natura. Se il ricevente non fornisce tale prova, il richiedente (solvens) ha diritto a ottenere l'equivalente monetario, senza dover dimostrare l'impossibilità della restituzione. La passività del ricevente nel recuperare i crediti è stata considerata un indizio sufficiente a giustificare la condanna al pagamento del valore.
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Factoring Pro Solvendo e Fallimento: la regola
Una società di factoring ha presentato istanza di ammissione al passivo fallimentare di un'azienda cliente per recuperare le somme anticipate in virtù di un contratto di factoring pro solvendo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che in caso di fallimento del cedente, il credito del factor è condizionale. L'ammissione al passivo in via definitiva è subordinata alla prova dell'infruttuosa escussione del debitore ceduto, un principio cardine del factoring pro solvendo che tutela la parità di trattamento tra i creditori.
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Inopponibilità sentenza: la Cassazione decide
Una società ha chiesto la restituzione di un terreno e l'ammissione di un credito nei confronti di un'altra società in amministrazione straordinaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo il principio di inopponibilità della sentenza: una decisione giudiziale di risoluzione contrattuale, se diventa definitiva dopo l'apertura della procedura concorsuale, non è efficace nei confronti della massa dei creditori.
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