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Art. 1267 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1267 Codice Civile

Deducibilità perdita su crediti: negata se il credito è venduto
Un'azienda chiede il rimborso di imposte (IRES) basandosi sulla deducibilità di una perdita per un credito non pagato da un cliente estero fallito. La Corte di Cassazione respinge la richiesta. Il motivo è che l'azienda, prima di tentare la deduzione, aveva già venduto il credito a un'altra società con la formula 'pro soluto'. Questa operazione trasferisce completamente il rischio di mancato pagamento all'acquirente. Di conseguenza, l'azienda venditrice non possedeva più il credito e non poteva quindi subire una perdita. La sentenza stabilisce un principio chiaro: la cessione pro soluto di un credito impedisce la successiva deducibilità perdita su crediti da parte del venditore.
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Appello Sentenza Giudice di Pace: Causa Rinviata per Vizio Forma
Una persona danneggiata cede il suo credito di 510 euro a una società. L'assicurazione paga la società, ma la persona danneggiata prosegue la causa per le spese legali. Il Giudice di Pace chiude il caso compensando le spese. La danneggiata presenta appello, ma il Tribunale lo dichiara inammissibile. La Corte di Cassazione, tuttavia, non decide sul merito dell'appello sentenza Giudice di Pace. Rileva un difetto di notifica a tutte le parti e ordina di 'integrare il contraddittorio', cioè di coinvolgere correttamente tutti i soggetti. La causa viene quindi rinviata, sospendendo ogni decisione di merito sulla questione.
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Bonifico su conto passivo: la Banca deve restituire i soldi
La Corte di Cassazione affronta il caso di una banca che trattiene una somma, ricevuta tramite bonifico da un terzo, sul conto corrente di una società poi fallita. Il conto presentava un saldo negativo. La Corte stabilisce che la banca non può trattenere tale importo per compensare il proprio credito. La somma, infatti, una volta accreditata, entra a far parte del patrimonio del correntista fallito. Di conseguenza, la banca deve restituire l'intera cifra alla curatela fallimentare. Il principio chiave è che la **rimessa su conto corrente passivo**, in assenza di una cessione di credito con data certa anteriore al fallimento, non autorizza la banca a soddisfare il proprio credito a danno degli altri creditori.
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Revocazione Ammissione Passivo: Debito Falso ma Credito Salvo
Due società creditrici chiedevano la revocazione dell'ammissione al passivo di un altro creditore, sostenendo che il suo credito, pur basato su una sentenza, derivasse da un riconoscimento di debito fraudolento. La Cassazione ha respinto il ricorso. Ha chiarito che, se un credito è confermato da una sentenza passata in giudicato, non si può contestare la sua ammissione al passivo. L'unica via è impugnare direttamente la sentenza originaria. La scelta del rimedio sbagliato ha reso l'azione infondata, portando alla conferma della decisione e alla condanna per abuso del processo. La richiesta di revocazione ammissione passivo è stata quindi rigettata.
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Notificazione e termini: quando si perfeziona?
Una società ha impugnato l'estinzione del suo processo, dichiarata per una presunta notificazione tardiva. La Cassazione ha accolto il ricorso, ribadendo che la notificazione si perfeziona per il notificante al momento della consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario, e non quando il destinatario lo riceve. Questo principio salva il notificante da decadenze dovute a ritardi a lui non imputabili.
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