La Corte di Cassazione conferma la condanna per contraffazione marchio figurativo a carico di un'azienda di moda che utilizzava un logo simile a quello di un competitor, raffigurante un cane bassotto. La Corte ha respinto tutti i dieci motivi di ricorso, ribadendo che la valutazione sul rischio di confusione è un'analisi di fatto riservata ai giudici di merito e che l'elemento figurativo di un marchio può essere dominante, anche in presenza di un elemento denominativo. La sentenza chiarisce i limiti del sindacato di legittimità su questioni come il calcolo del danno e la responsabilità solidale.
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