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Art. 126 Codice Penale — Anno 2025

Altri anni per Art. 126 Codice Penale

Risarcimento danno marchio: no al cumulo di utili e royalty
Una società di gioielli è stata condannata per contraffazione di un marchio di una nota casa di moda. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza, ha corretto la decisione di appello sul punto del risarcimento danno marchio, stabilendo che la restituzione degli utili realizzati dal contraffattore e il pagamento di una somma pari alla giusta royalty sono criteri di liquidazione alternativi e non cumulabili. La Suprema Corte ha annullato la sentenza che li aveva sommati, per evitare una duplicazione del risarcimento.
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Contraffazione marchio figurativo: il bassotto vince
La Corte di Cassazione conferma la condanna per contraffazione marchio figurativo a carico di un'azienda di moda che utilizzava un logo simile a quello di un competitor, raffigurante un cane bassotto. La Corte ha respinto tutti i dieci motivi di ricorso, ribadendo che la valutazione sul rischio di confusione è un'analisi di fatto riservata ai giudici di merito e che l'elemento figurativo di un marchio può essere dominante, anche in presenza di un elemento denominativo. La sentenza chiarisce i limiti del sindacato di legittimità su questioni come il calcolo del danno e la responsabilità solidale.
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Provvedimenti cautelari: inammissibile il ricorso
Una società ha proposto ricorso per cassazione contro un'ordinanza che negava un'inibitoria per uso illecito di marchio. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che i provvedimenti cautelari sono privi di stabilità e non idonei al giudicato, rendendoli non appellabili in sede di legittimità, neanche per le spese legali.
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