LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 122 Codice Penale — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 122 Codice Penale

Caducazione contratto appalto: no all’automatismo
Una società si aggiudicava un appalto per un'opera strategica, ma il bando di gara veniva successivamente annullato. La Corte d'Appello dichiarava nullo il contratto, ma la Cassazione ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha chiarito che non esiste una automatica caducazione del contratto d'appalto in seguito all'annullamento degli atti di gara, specialmente per le opere strategiche, poiché la sorte del contratto deve essere valutata dal giudice caso per caso.
Continua »
Ricorso in Cassazione: onere deposito notifica
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile a causa di un vizio procedurale. Il caso riguardava una disputa sulla validità di un noto marchio psicologico. La Corte non ha esaminato il merito della questione, ma ha fermato il processo perché la società ricorrente, pur avendo dichiarato che la sentenza d'appello le era stata notificata, non ha depositato la copia del provvedimento con la relativa relata di notifica. Questa omissione ha impedito alla Corte di verificare la tempestività del ricorso in Cassazione, portando alla sua improcedibilità.
Continua »
Litisconsorzio necessario: chi citare in giudizio?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato un principio cruciale in materia di proprietà industriale. In una causa volta a far dichiarare la nullità di un marchio, il giudizio deve svolgersi in contraddittorio non solo con l'attuale titolare, ma anche con tutti coloro che risultano annotati nel registro come precedenti titolari. La Corte ha stabilito che questa regola del litisconsorzio necessario tutela gli interessi patrimoniali anche di chi ha ceduto il marchio, la cui posizione potrebbe essere pregiudicata da una declaratoria di nullità. Il ricorso dell'imprenditore è stato quindi dichiarato inammissibile.
Continua »
Registrazione marchio mala fede: il consenso la esclude
La Corte di Cassazione ha stabilito che non sussiste una registrazione di marchio in mala fede se avviene con il consenso, anche presunto, del titolare del segno preusato, specialmente in un contesto di società collegate. Il caso riguardava una società che aveva registrato un marchio di fatto utilizzato da un'altra società dello stesso gruppo, poi fallita. La Corte ha ritenuto legittima la registrazione, finalizzata a conservare il valore di beni dati in pegno, escludendo l'intento anticoncorrenziale o distrattivo ai danni della massa fallimentare.
Continua »