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Art. 1216 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1216 Codice Civile

Restituzione canoni leasing negata se non si riconsegna il bene
La Corte di Cassazione ha negato la richiesta di restituzione canoni leasing avanzata dal fallimento di una società. La causa nasce dalla risoluzione di contratti di leasing per inadempimento. La società utilizzatrice, prima di fallire, aveva affittato a terzi i beni oggetto del leasing, rendendone impossibile la riconsegna alla società concedente. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: la restituzione del bene è una condizione indispensabile per poter chiedere il rimborso dei canoni pagati. Senza la riconsegna, non è possibile calcolare l'equo compenso spettante alla concedente, bloccando di fatto il diritto al rimborso. La società fallita, avendo causato l'impossibilità della restituzione, ha perso la causa e non ha ottenuto alcun rimborso.
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Offerta non formale di restituzione: l’inquilino vince e non paga
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di locazioni. Un'offerta non formale di restituzione dell'immobile, comunicata dall'inquilino al proprietario, è valida per interrompere l'obbligo di pagare l'indennità di occupazione, anche se non è accompagnata dall'offerta di pagamento dei canoni ancora dovuti. Secondo i giudici, l'obbligo di riconsegnare l'immobile e quello di pagare i canoni sono distinti. Pertanto, il proprietario non può rifiutare la riconsegna delle chiavi per pretendere il saldo dei canoni arretrati. Se lo fa, l'inquilino è liberato dal pagamento di ulteriori somme a titolo di indennità per la ritardata consegna.
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Recesso del conduttore e riconsegna delle chiavi
La Corte di Cassazione ha stabilito che il recesso del conduttore, anche se comunicato con preavviso insufficiente, determina la cessazione del rapporto se il locatore accetta la riconsegna delle chiavi senza riserve. Nel caso analizzato, una società conduttrice aveva inviato una disdetta tardiva, causando la rinnovazione tacita del contratto. Tuttavia, la successiva offerta formale di restituzione dell'immobile, accettata dalla proprietà senza contestare il diritto ai canoni futuri, ha sancito lo scioglimento anticipato del vincolo per comportamento concludente.
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Recesso anticipato locazione: i motivi vanno specificati
Un ente pubblico, conduttore di un immobile, ha esercitato il recesso anticipato da un contratto di locazione commerciale adducendo come 'gravi motivi' le normative sulla razionalizzazione della spesa pubblica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'ente, stabilendo che i motivi del recesso anticipato locazione devono essere specificati nella comunicazione al locatore e non possono essere integrati o modificati successivamente in giudizio. La sola esistenza di leggi sulla spending review non costituisce, di per sé, un grave motivo idoneo a giustificare lo scioglimento del contratto.
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Risarcimento danno locazione: quando si paga?
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce che l'inquilino che causa la risoluzione anticipata del contratto per inadempimento è tenuto al risarcimento danno locazione. Tale risarcimento è pari ai canoni che il proprietario avrebbe percepito fino alla naturale scadenza del contratto, anche se l'immobile è stato riconsegnato. La semplice accettazione delle chiavi da parte del locatore non estingue il diritto al risarcimento.
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Graduazione funzioni dirigenziali: risarcimento danni
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un'Azienda Sanitaria a risarcire il danno a una sua dirigente per la mancata graduazione delle funzioni dirigenziali. Tale inadempimento ha impedito alla lavoratrice di percepire la parte variabile della retribuzione, configurando un danno da perdita di chance. La Corte ha stabilito che le difficoltà interne dell'ente non costituiscono una scusante e che il danno può essere liquidato in via equitativa dal giudice.
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