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Art. 1202 Codice Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 1202 Codice Civile

Quietanza di surroga mutuo: obblighi e versamenti contributivi
Un professionista ha richiesto la restituzione dei contributi previdenziali versati agli enti di categoria per la certificazione delle firme sulle quietanze di surroga bancaria. Secondo il ricorrente, la quietanza di surroga mutuo non andava iscritta a repertorio e godeva dell'esenzione contributiva prevista per l'erogazione iniziale del finanziamento. Gli enti previdenziali e l'archivio notarile si sono opposti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che il trasferimento di un finanziamento garantito da ipoteca richiede l'annotazione nei registri immobiliari tramite scrittura privata autenticata. Di conseguenza, l'atto deve essere obbligatoriamente registrato nel repertorio professionale, generando il dovere di versare i relativi contributi previdenziali e di categoria.
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Privilegio Garanzia Pubblica: la Cassazione decide
Una società in concordato preventivo contesta la natura privilegiata di un credito vantato da un ente garante a partecipazione pubblica, intervenuto a copertura dei suoi prestiti bancari insoluti. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando che il credito dell'ente garante gode di uno speciale privilegio garanzia pubblica ai sensi del D.Lgs. 123/1998. Tale diritto, finalizzato al recupero di risorse pubbliche, prevale sulle norme ordinarie della surroga e non richiede il completo soddisfacimento del creditore originario.
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Delegazione di pagamento: quando non esclude il credito
La Corte di Cassazione ha confermato la dichiarazione di fallimento di una società, rigettando la tesi difensiva basata su una presunta delegazione di pagamento. Un'altra società fallita aveva chiesto il fallimento della prima sulla base di un credito di 145.000 euro, usati per estinguere un leasing immobiliare. La ricorrente sosteneva che i fondi, sebbene prelevati dal conto dell'altra società, fossero stati da lei forniti e che l'operazione fosse una semplice delegazione di pagamento. La Corte ha stabilito che i fondi su un conto corrente si presumono di proprietà dell'intestatario e che la delegazione deve essere provata concretamente, cosa non avvenuta nel caso di specie. È stata inoltre confermata la competenza territoriale del tribunale e lo stato di insolvenza della società.
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Obbligo raccolta quietanze: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un notaio, confermando l'obbligo raccolta quietanze nelle operazioni di portabilità del mutuo. La sentenza stabilisce che la quietanza è un documento essenziale per l'efficacia della surrogazione e per la pubblicità immobiliare, e pertanto deve essere conservata a raccolta dal notaio ai sensi della legge notarile. La decisione si allinea a precedenti orientamenti della stessa Corte, sottolineando la stretta connessione tra la normativa sulla portabilità (art. 120-quater TUB) e la disciplina generale della surrogazione (art. 1202 c.c.).
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Spese legali amministratore: no rimborso con condanna
Un ex sindaco, condannato penalmente per reati legati alle sue funzioni, ha citato in giudizio il Comune per ottenere il rimborso delle spese legali da lui sostenute. Nonostante una delibera comunale iniziale avesse autorizzato la difesa, la Corte di Cassazione ha negato il diritto al rimborso. La condanna penale definitiva è stata considerata decisiva, in quanto dimostra che le azioni contestate esulano dal corretto esercizio delle funzioni istituzionali, interrompendo il nesso che giustificherebbe l'accollo delle spese legali dell'amministratore da parte dell'ente pubblico.
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Finanziamento soci postergato: la Cassazione decide
Una società creditrice si opponeva alla postergazione del proprio credito nel fallimento di un'altra società. Il credito, derivante da somme versate per sostenere una procedura di concordato poi rinunciata, è stato qualificato come finanziamento soci postergato ai sensi dell'art. 2467 c.c. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che senza una continuità giuridica tra le procedure concorsuali, il credito non può godere della prededuzione e deve essere subordinato agli altri creditori.
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