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Art. 1202 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 1202 Codice Civile

Privilegio Garanzia Pubblica: la Cassazione decide
Una società in concordato preventivo contesta la natura privilegiata di un credito vantato da un ente garante a partecipazione pubblica, intervenuto a copertura dei suoi prestiti bancari insoluti. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando che il credito dell'ente garante gode di uno speciale privilegio garanzia pubblica ai sensi del D.Lgs. 123/1998. Tale diritto, finalizzato al recupero di risorse pubbliche, prevale sulle norme ordinarie della surroga e non richiede il completo soddisfacimento del creditore originario.
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Obbligo raccolta quietanze: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un notaio, confermando l'obbligo raccolta quietanze nelle operazioni di portabilità del mutuo. La sentenza stabilisce che la quietanza è un documento essenziale per l'efficacia della surrogazione e per la pubblicità immobiliare, e pertanto deve essere conservata a raccolta dal notaio ai sensi della legge notarile. La decisione si allinea a precedenti orientamenti della stessa Corte, sottolineando la stretta connessione tra la normativa sulla portabilità (art. 120-quater TUB) e la disciplina generale della surrogazione (art. 1202 c.c.).
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Spese legali amministratore: no rimborso con condanna
Un ex sindaco, condannato penalmente per reati legati alle sue funzioni, ha citato in giudizio il Comune per ottenere il rimborso delle spese legali da lui sostenute. Nonostante una delibera comunale iniziale avesse autorizzato la difesa, la Corte di Cassazione ha negato il diritto al rimborso. La condanna penale definitiva è stata considerata decisiva, in quanto dimostra che le azioni contestate esulano dal corretto esercizio delle funzioni istituzionali, interrompendo il nesso che giustificherebbe l'accollo delle spese legali dell'amministratore da parte dell'ente pubblico.
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Finanziamento soci postergato: la Cassazione decide
Una società creditrice si opponeva alla postergazione del proprio credito nel fallimento di un'altra società. Il credito, derivante da somme versate per sostenere una procedura di concordato poi rinunciata, è stato qualificato come finanziamento soci postergato ai sensi dell'art. 2467 c.c. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che senza una continuità giuridica tra le procedure concorsuali, il credito non può godere della prededuzione e deve essere subordinato agli altri creditori.
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