Una società contraente stipula tre polizze vita per il trattamento di fine mandato dei propri amministratori. Negli anni effettua versamenti aggiuntivi tramite bonifici indicando solo parzialmente i numeri di polizza. La compagnia assicuratrice imputa tali somme ad altri rapporti, riducendo il valore di riscatto. La Corte d'Appello addebita alla società l'onere di provare l'errore dell'assicuratore e la condanna a risarcire i costi di mancata cancellazione societaria per pendenza della lite. La Cassazione ribalta la decisione. Sul tema dell'onere della prova, spetta all'assicuratore dimostrare l'esistenza di polizze diverse a cui imputare i pagamenti. Inoltre, la pendenza di una lite non impedisce la cancellazione della società dal registro delle imprese. La sentenza viene cassata con rinvio.
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