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Art. 118 Costituzione — Anno 2024

Altri anni per Art. 118 Costituzione

Sostituzione guida taxi: obbligo di comunicazione
Un titolare di licenza taxi è stato sanzionato per non aver comunicato preventivamente la sostituzione alla guida. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11398/2024, ha stabilito la legittimità del regolamento comunale che impone tale obbligo. La Corte ha chiarito che il potere del Comune di richiedere la comunicazione per la sostituzione guida taxi non è in contrasto con la normativa nazionale, essendo finalizzato a garantire un controllo costante sulla professionalità e moralità degli operatori del servizio pubblico.
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Rifiuti di estrazione: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che escludeva la natura di rifiuto speciale per gli scarti di ardesia lavorati in uno stabilimento esterno alla cava. La sentenza chiarisce che la nozione di 'rifiuti di estrazione' si applica solo ai materiali derivanti direttamente dal ciclo estrattivo in situ. Qualsiasi lavorazione successiva, specialmente se effettuata in un luogo diverso, genera rifiuti che devono essere gestiti secondo la disciplina generale, non potendo beneficiare delle deroghe previste per i rifiuti di cava.
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Terzo mandato avvocati: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ha stabilito che ai fini del divieto di terzo mandato consecutivo per i consiglieri degli ordini forensi, un mandato si considera interamente espletato anche se interrotto da dimissioni anticipate. La sentenza chiarisce che rileva la durata 'oggettiva' della consiliatura per cui si è stati eletti, e non la durata 'soggettiva' del servizio effettivamente prestato. Pertanto, un avvocato che ha già svolto due mandati consecutivi non può ricandidarsi immediatamente, anche se uno dei due mandati è durato meno di due anni a causa di dimissioni.
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Terzo mandato consecutivo: stop della Cassazione
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha annullato una decisione del Consiglio Nazionale Forense, stabilendo che il divieto di terzo mandato consecutivo per i consiglieri degli Ordini degli Avvocati deve essere interpretato in modo rigoroso e oggettivo. Secondo la Corte, né le dimissioni volontarie prima della fine del mandato, né la mancata partecipazione a una consiliatura di durata inferiore a due anni (infrabiennale) sono sufficienti a interrompere la consecutività. La nozione di 'mandato' fa riferimento alla durata legale dell'intero organo consiliare, non al periodo di servizio effettivo del singolo consigliere, al fine di garantire il ricambio generazionale e prevenire la cristallizzazione delle cariche.
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Terzo mandato consecutivo: Cassazione chiarisce
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che, ai fini del divieto di terzo mandato consecutivo per i consiglieri degli Ordini forensi, le dimissioni anticipate non interrompono la consecutività. Il mandato va considerato nella sua durata legale 'oggettiva', non in quella 'soggettiva' effettivamente svolta dal singolo. La Corte ha cassato la decisione del Consiglio Nazionale Forense che aveva ritenuto legittime le candidature di due avvocati.
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Natura giuridica IPAB: la Cassazione fa chiarezza
Un'Arcidiocesi e una Casa di Riposo (IPAB) hanno richiesto il riconoscimento della natura giuridica di diritto privato per quest'ultima. La richiesta, respinta sia in primo grado che in appello, è giunta in Cassazione. La Corte Suprema ha rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. La motivazione principale si basa sul fatto che la valutazione della natura giuridica IPAB deve essere condotta in base allo statuto vigente al momento della domanda amministrativa, e la scelta di tale criterio da parte della corte d'appello rappresenta un accertamento di merito non sindacabile in sede di legittimità. Il ricorso è stato giudicato un tentativo inammissibile di ottenere un nuovo esame dei fatti.
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Edificabilità fiscale: quando un terreno è tassabile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 6690/2024, ha stabilito un principio chiave in materia di edificabilità fiscale. Un terreno si considera edificabile, e quindi tassabile in base al suo valore di mercato, dal momento in cui viene inserito come tale in uno strumento urbanistico generale (come un Piano Strutturale Comunale), anche in assenza di piani attuativi che ne consentano l'immediata costruzione. La Corte ha chiarito che la 'potenzialità edificatoria' è sufficiente a determinare un aumento del valore venale del bene, giustificando così l'imposizione fiscale basata su tale valore e non su quello agricolo.
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Incarichi segretari comunali: priorità e risarcimento
Un segretario comunale in disponibilità è stato ripetutamente ignorato per incarichi temporanei, assegnati invece a colleghi già titolari di sede. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del Ministero dell'Interno, stabilendo che la normativa sugli incarichi segretari comunali temporanei (reggenza/supplenza) dà priorità assoluta a chi è in disponibilità, derogando al normale rapporto fiduciario col Sindaco. La Corte ha quindi validato il diritto del lavoratore al risarcimento del danno, liquidato in via equitativa.
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Edificabilità fiscale: basta il Piano Strutturale?
Un Comune ha impugnato la decisione di una commissione tributaria che aveva escluso la tassabilità di un terreno di proprietà di una società, in quanto, pur essendo inserito nel Piano Strutturale Comunale (PSC), mancava il Piano Operativo Comunale (POC) attuativo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Comune, affermando il principio consolidato secondo cui l'edificabilità fiscale di un'area, e la sua conseguente tassazione basata sul valore venale, deriva dalla sua qualificazione nello strumento urbanistico generale, indipendentemente dall'approvazione di piani attuativi.
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Litisconsorzio necessario: annullata la sentenza
Un ente locale aveva costituito un pegno su azioni a garanzia di un finanziamento concesso da una banca a una fondazione. A seguito dell'inadempimento, la banca ha avviato la vendita delle azioni e l'ente locale si è opposto, contestando la validità del pegno. La Corte di Cassazione, rilevando d'ufficio la mancata partecipazione al giudizio della fondazione debitrice, ha dichiarato la nullità di tutte le sentenze precedenti per violazione del litisconsorzio necessario, rinviando la causa al primo grado.
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Tassa concessione governativa: legittima sui cellulari
Un'ordinanza della Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Comune che chiedeva il rimborso della tassa concessione governativa versata per i contratti di abbonamento di telefonia mobile. La Corte ha confermato la piena legittimità del prelievo, ritenendolo compatibile con la normativa nazionale ed europea e respingendo le questioni di incostituzionalità sollevate. La decisione si allinea a un orientamento giurisprudenziale consolidato, chiarendo che la tassa si applica al contratto di abbonamento e non viola i principi di libera circolazione.
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Imposta di registro e P.A.: chi paga sulle sentenze?
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione su un caso relativo al pagamento dell'imposta di registro su una sentenza di risarcimento danni emessa contro enti pubblici. I cittadini, vincitori della causa, si opponevano alla richiesta di pagamento del Fisco, sostenendo che l'onere spettasse agli enti condannati. Durante il giudizio è emersa la notizia del pagamento del tributo da parte di un coobbligato. La Corte, ritenendo la prova non definitiva, ha richiesto chiarimenti all'Agenzia delle Entrate prima di pronunciarsi.
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Retribuzione Segretario Comunale: No alla somma
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2282/2024, ha stabilito che la retribuzione di un segretario comunale che presta servizio per più enti in convenzione non deve essere calcolata sommando la popolazione dei singoli comuni. Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) prevede già un'indennità aggiuntiva specifica per questa situazione, e un calcolo basato sulla sommatoria creerebbe un'ingiustificata duplicazione del compenso. La Corte ha inoltre chiarito che la convenzione tra enti non dà vita a un nuovo soggetto giuridico autonomo.
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Gettone di presenza: quando non spetta ai consiglieri
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 299/2024, ha stabilito che il gettone di presenza per i consiglieri comunali non è dovuto per la partecipazione a organi come l'Ufficio di presidenza e la Conferenza dei capigruppo. La decisione si basa su un'interpretazione restrittiva della normativa, finalizzata al contenimento della spesa pubblica, che limita il compenso solo alle sedute del consiglio e delle commissioni consiliari permanenti. Il ricorso dei consiglieri, che chiedevano la restituzione delle somme e il pagamento dei compensi non corrisposti, è stato pertanto rigettato.
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Ricorso per cassazione: requisiti di ammissibilità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro un'iscrizione ipotecaria. Il rigetto è basato su vizi procedurali del ricorso per cassazione, in particolare la mancanza di autosufficienza, confermando l'importanza di redigere l'atto in modo completo e specifico.
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Esenzione IMU edilizia sociale: la Cassazione decide
Un ente di edilizia residenziale pubblica ha richiesto l'esenzione IMU per i suoi alloggi sociali per l'anno 2012. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'esenzione IMU edilizia sociale è esclusa quando gli immobili sono concessi in locazione a terzi, anche se a canone calmierato. La Corte ha sottolineato che per beneficiare dell'esenzione sono necessari l'uso diretto dell'immobile da parte dell'ente e lo svolgimento di attività non commerciali, condizioni non soddisfatte in caso di locazione. Per il 2012, era prevista una detrazione, non un'esenzione totale.
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Abuso d’ufficio: desistenza e tentativo nel reato
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per abuso d'ufficio a carico di amministratori comunali, riqualificando il fatto come reato tentato e non consumato. La vicenda riguardava l'affidamento diretto di un immobile storico a un'associazione. La Corte ha stabilito che la sola delibera di giunta non è sufficiente a integrare il 'vantaggio patrimoniale' richiesto dalla norma. Poiché un dirigente ha interrotto l'iter prima della stipula della convenzione finale, si è configurata una desistenza volontaria, che ha reso il fatto non punibile per tutti i concorrenti.
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