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Art. 1177 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

Altri anni per Art. 1177 Codice Civile

Denuncia dei vizi nell’appalto: pagare senza riserve costa caro
Un'impresa edile ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro un committente per il saldo di lavori di ristrutturazione. Il committente e suo figlio si sono opposti, lamentando gravi difetti e infiltrazioni d'acqua, chiedendo un risarcimento danni. La Corte d'Appello ha respinto la domanda dei committenti perché la denuncia dei vizi nell'appalto è avvenuta oltre un anno dopo la fine dei lavori, e i pagamenti erano stati effettuati senza riserve. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando inammissibili i motivi di ricorso. I giudici hanno chiarito che non si possono proporre per la prima volta in Cassazione nuove tesi difensive, come la responsabilità da custodia del cantiere, né si può richiedere un nuovo esame dei fatti già valutati nei precedenti gradi di giudizio.
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Danni a immobile comune: la responsabilità del comproprietario
Una società, comproprietaria e possessore di un immobile, viene citata in giudizio dall'altra comproprietaria per il risarcimento dei danni dovuti alla sottrazione di infissi. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla responsabilità del comproprietario possessore. Questa non è una responsabilità oggettiva, come quella del depositario, ma si valuta sulla base della 'diligenza del buon padre di famiglia'. Di conseguenza, la sola assenza di segni di scasso non è sufficiente a dimostrare la colpa del possessore. Quest'ultimo non è tenuto a risarcire il danno se non viene provata una sua negligenza nella custodia del bene. La richiesta di risarcimento è stata quindi respinta.
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Obbligo di consegna: doveri dell’appaltatore
La curatela fallimentare di un'azienda nautica ha citato in giudizio un produttore di componenti per la mancata consegna di manufatti in vetroresina, nonostante il pagamento integrale. La Corte di Cassazione ha stabilito che, anche in un contratto di appalto, sussiste un obbligo di consegna. Il pagamento da parte del committente implica l'accettazione dell'opera ma non esonera l'appaltatore dal dovere di consegnarla. Poiché l'appaltatore non ha fornito la prova della consegna, il contratto è stato risolto per inadempimento.
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Danno da deterioramento: non coperto da penale per ritardo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16345/2024, ha chiarito che il danno da deterioramento di un bene è distinto e autonomo rispetto al danno da ritardo nella consegna. Di conseguenza, una clausola penale che sanziona il ritardo non copre anche il deterioramento. Inoltre, una precedente sentenza sul ritardo non preclude un'azione successiva per il risarcimento del danno da deterioramento, il cui termine di prescrizione decorre dal momento in cui l'acquirente, presa in consegna l'azienda, può effettivamente constatare il degrado.
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Risoluzione contratto: quando la restituzione è parziale
In un caso di compravendita di un macchinario industriale difettoso, la Corte di Cassazione ha confermato la risoluzione contratto per mancanza di qualità essenziali. Tuttavia, ha riformato la sentenza d'appello, stabilendo che l'obbligo del venditore di restituire il prezzo è limitato alla somma effettivamente ricevuta e non all'intero importo pattuito, accogliendo parzialmente il ricorso del venditore.
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