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Art. 1177 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1177 Codice Civile

Responsabilità conduttore: risarcito l’incendio del coniuge
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del conduttore per i danni causati da un incendio doloso appiccato dal coniuge all'interno dell'immobile locato. Nonostante l'estraneità penale della conduttrice, la Suprema Corte ha stabilito che chi affitta un immobile risponde anche del comportamento dei terzi ammessi al godimento dei locali, come i familiari. Per liberarsi dalla presunzione di colpa prevista dall'articolo 1588 del Codice Civile, l'inquilino deve dimostrare che l'evento è dipeso da una causa a lui completamente estranea e non prevedibile, non bastando la semplice prova della propria condotta diligente o l'azione dolosa autonoma del familiare convivente.
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Responsabilità del conduttore per incendio: paga l’affittuario
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un inquilino, confermando la sua responsabilità per i danni causati da un incendio nell'immobile locato. Secondo la Suprema Corte, in base all'articolo 1588 del Codice Civile, grava sul conduttore la presunzione di colpa per il deterioramento della cosa locata. Per liberarsi da questa responsabilità, l'inquilino non può limitarsi a dimostrare di aver agito con la normale diligenza, ma deve provare la causa specifica dell'evento e che questa non sia a lui imputabile. Se la causa dell'incendio rimane ignota, la responsabilità del conduttore per incendio persiste, obbligandolo a risarcire interamente il proprietario per i danni subiti dalla struttura.
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Denuncia dei vizi nell’appalto: pagare senza riserve costa caro
Un'impresa edile ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro un committente per il saldo di lavori di ristrutturazione. Il committente e suo figlio si sono opposti, lamentando gravi difetti e infiltrazioni d'acqua, chiedendo un risarcimento danni. La Corte d'Appello ha respinto la domanda dei committenti perché la denuncia dei vizi nell'appalto è avvenuta oltre un anno dopo la fine dei lavori, e i pagamenti erano stati effettuati senza riserve. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando inammissibili i motivi di ricorso. I giudici hanno chiarito che non si possono proporre per la prima volta in Cassazione nuove tesi difensive, come la responsabilità da custodia del cantiere, né si può richiedere un nuovo esame dei fatti già valutati nei precedenti gradi di giudizio.
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Sequestro e auto rovinata: responsabilità del custode giudiziario
Il caso riguarda il danneggiamento di un'autovettura di pregio rimasta in custodia giudiziaria all'aperto per sei anni, subendo gravi infiltrazioni d'acqua. La Corte d'Appello aveva negato il risarcimento, ritenendo sufficiente la conservazione in un luogo recintato all'aperto. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione, stabilendo che la responsabilità del custode giudiziario ha natura contrattuale ai sensi dell'articolo 1218 del Codice Civile. Il custode ha l'obbligo specifico di conservare il bene nello stato in cui lo ha ricevuto, preservandone la funzionalità. Di conseguenza, la Suprema Corte ha condannato in solido gli eredi del custode e il Ministero della Giustizia (di cui il custode è ausiliario) a risarcire i danni subiti dal proprietario del veicolo, quantificati in oltre seimila euro oltre a rivalutazione e interessi.
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Danni a immobile comune: la responsabilità del comproprietario
Una società, comproprietaria e possessore di un immobile, viene citata in giudizio dall'altra comproprietaria per il risarcimento dei danni dovuti alla sottrazione di infissi. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla responsabilità del comproprietario possessore. Questa non è una responsabilità oggettiva, come quella del depositario, ma si valuta sulla base della 'diligenza del buon padre di famiglia'. Di conseguenza, la sola assenza di segni di scasso non è sufficiente a dimostrare la colpa del possessore. Quest'ultimo non è tenuto a risarcire il danno se non viene provata una sua negligenza nella custodia del bene. La richiesta di risarcimento è stata quindi respinta.
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Responsabilità custode giudiziario: lo Stato paga per i beni rubati
Una cittadina subisce il furto dei suoi gioielli mentre erano sotto sequestro giudiziario presso un Tribunale. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione precedente, chiarisce la responsabilità del custode giudiziario. Non spetta al proprietario dimostrare la negligenza del Ministero della Giustizia. Al contrario, è il Ministero che deve provare che il furto è avvenuto per un evento imprevedibile e inevitabile (caso fortuito o forza maggiore). In assenza di tale prova, il Ministero è tenuto a risarcire il danno. La Corte ha quindi annullato la sentenza e rinviato il caso per una nuova valutazione basata su questo principio.
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