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Art. 1175 Codice Civile — Sezione Terza Civile

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Altri anni per Art. 1175 Codice Civile

Liberazione del fideiussore: i doveri della banca
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un istituto di credito contro la decisione che aveva sancito la liberazione del fideiussore. La Corte ha confermato che la banca, continuando a finanziare una società pur essendo a conoscenza del suo progressivo dissesto economico e senza informare gli eredi del garante, ha violato i principi di correttezza e buona fede, giustificando la liberazione degli eredi dall'obbligazione di garanzia ai sensi dell'art. 1956 c.c.
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Pacchetto turistico: la tutela per vacanza rovinata
Un turista prenota un soggiorno "tutto compreso" in un hotel a quattro stelle tramite un portale online, ma all'arrivo viene alloggiato in una dépendance fatiscente e con servizi inferiori a quelli promessi. Mentre i giudici di primo e secondo grado negano il risarcimento qualificando la vendita come mero servizio singolo, la Corte di Cassazione ribalta la decisione. La Suprema Corte chiarisce che la combinazione di alloggio con altri servizi non meramente accessori (come spiaggia e piscina) configura un "pacchetto turistico", garantendo al consumatore una tutela rafforzata e il diritto al risarcimento per il danno da vacanza rovinata, con responsabilità solidale del venditore e dell'organizzatore.
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Spese processuali terzo chiamato: chi le paga?
In un caso di trasporto internazionale di merci andate smarrite, una società mittente ha citato in giudizio il vettore principale, il quale ha chiamato in causa il sub-vettore. La domanda della società mittente è stata rigettata. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in base al principio di soccombenza, le spese processuali del terzo chiamato devono essere pagate dall'attore la cui domanda infondata ha reso necessaria la chiamata in causa, e non compensate tra le altre parti.
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Cessione d’azienda vizi immobile: la decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che aveva acquistato un'azienda per la somministrazione di alimenti e bevande, chiedendo la risoluzione del contratto per i vizi dell'immobile in cui si svolgeva l'attività. La Corte ha stabilito che, essendo il contratto di locazione dell'immobile stipulato separatamente tra l'acquirente e un terzo proprietario, il venditore dell'azienda (cedente) non può essere ritenuto responsabile per l'inidoneità o i vizi dei locali. Questa decisione chiarisce la distinzione tra il contratto di cessione d'azienda e il contratto di locazione ad esso collegato, confermando che i vizi dell'immobile non possono essere imputati al cedente dell'azienda se non è anche il locatore.
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Responsabilità notaio: obbligo di protezione del cliente
Un notaio che, dopo aver curato un contratto preliminare di vendita, assiste alla stipula di un secondo atto che rende impossibile l'adempimento del primo, viola il suo dovere professionale di protezione. La Corte di Cassazione ha affermato la responsabilità del notaio, sottolineando che i suoi obblighi vanno oltre la mera formalità dell'atto e includono la salvaguardia degli interessi del cliente secondo buona fede, cassando la precedente decisione della corte d'appello che lo aveva esonerato da colpa.
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Bonifico domiciliato e truffa: la banca è responsabile?
Un'assicurazione chiede il risarcimento a una banca per un bonifico domiciliato pagato a un truffatore. La Corte di Cassazione chiarisce i criteri di responsabilità della banca, sottolineando l'importanza della prova e della diligenza nell'identificazione del beneficiario, e rigetta il ricorso. La decisione si fonda sulla valutazione che la banca aveva agito diligentemente, basandosi su documenti che, agli atti, non presentavano discordanze evidenti.
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Bonifico domiciliato responsabilità: quando è diligente?
Una società di assicurazioni ha citato in giudizio un prestatore di servizi di pagamento per aver pagato un bonifico domiciliato a una persona non legittimata, munita di documento falso ma della corretta password. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, escludendo la responsabilità del prestatore di servizi. Si è ritenuto che quest'ultimo avesse agito con la dovuta diligenza professionale, avendo verificato il documento d'identità presentato e la password, assolvendo così al proprio onere probatorio nel contesto della 'bonifico domiciliato responsabilità'.
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Bonifico domiciliato: quando la banca non è responsabile
Una società ordinava un bonifico domiciliato, ma l'istituto di pagamento erogava la somma a un truffatore in possesso di un documento con le generalità corrette e della password. La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità dell'istituto, ritenendo che avesse agito con la dovuta diligenza professionale verificando il documento e la password, conformemente agli obblighi contrattuali. Viene chiarito che lo standard di diligenza non impone necessariamente la richiesta di due documenti o la conservazione di una copia.
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Bonifico domiciliato: la diligenza della banca
Una società assicurativa dispone un bonifico domiciliato a favore di un suo creditore. Un istituto di pagamento esegue l'operazione, ma paga la somma a un truffatore che si presenta con un documento d'identità falso e la password corretta per l'incasso. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30932/2023, ha stabilito che l'istituto di pagamento non è responsabile se dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta, verificando l'autenticità del documento con i propri sistemi informatici e controllando la password, anche senza conservare una copia fisica del documento stesso.
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Bonifico domiciliato: la diligenza della banca
Una società assicurativa aveva disposto un bonifico domiciliato, ma l'intermediario lo ha pagato a una persona non legittimata che ha presentato un documento di identità (poi risultato falso) e la corretta password. La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità dell'intermediario non è oggettiva. Esso può essere esonerato da responsabilità se dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta, che consiste nel verificare il documento di identità e la password senza che vi siano palesi anomalie. La richiesta di due documenti di identità non è un obbligo di legge, ma una prassi non vincolante.
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Responsabilità bonifico domiciliato: cosa succede?
Una compagnia assicurativa ha citato in giudizio un istituto di pagamento per aver erroneamente liquidato un bonifico domiciliato a un soggetto non legittimato, che si era presentato con un documento d'identità falso e la password corretta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della compagnia, stabilendo che la responsabilità del bonifico domiciliato non è oggettiva. L'istituto di pagamento ha adempiuto al proprio obbligo di diligenza professionale verificando il documento tramite le proprie procedure interne e controllando la corrispondenza dei dati e della password, assolvendo così all'onere della prova e venendo esonerato da responsabilità.
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Bonifico domiciliato: la diligenza dell’intermediario
La Corte di Cassazione chiarisce la responsabilità dell'intermediario nel caso di un bonifico domiciliato pagato a un soggetto non legittimato. La sentenza stabilisce che l'intermediario adempie al proprio obbligo di diligenza professionale se, prima del pagamento, verifica la corrispondenza dei dati, un documento di identità valido e gli elementi di sicurezza come la password, anche senza richiedere un secondo documento. Viene quindi esclusa la responsabilità se l'intermediario dimostra di aver agito con la dovuta prudenza.
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Bonifico domiciliato: la diligenza dell’intermediario
Una società assicuratrice dispone un bonifico domiciliato a favore di un cliente. Un ente pagatore liquida la somma a un impostore che si presenta con la password corretta e un documento d'identità apparentemente valido. La Corte di Cassazione stabilisce che l'ente pagatore non è responsabile se dimostra di aver agito con la diligenza professionale richiesta, la quale non impone né la richiesta di due documenti di identità né la conservazione obbligatoria di una copia del documento esibito.
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Bonifico domiciliato: la diligenza del pagatore
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30513/2023, ha stabilito i criteri per valutare la responsabilità dell'operatore che paga un bonifico domiciliato a una persona non legittimata. Se l'operatore ha identificato il soggetto tramite un documento d'identità valido e ha verificato la password corretta, ha agito con la diligenza professionale richiesta e non è responsabile per il danno, anche se non ha conservato una copia del documento.
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Polizza fideiussoria: quando la prescrizione si ferma?
Un gruppo di banche ha contestato una decisione che le obbligava a onorare una polizza fideiussoria, sostenendo che il diritto del creditore fosse prescritto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la richiesta di ammissione al passivo nel fallimento del debitore principale interrompe la prescrizione anche nei confronti delle banche garanti. Tale atto, infatti, estende i suoi effetti ai condebitori solidali, come i fideiussori, in base all'art. 1310 c.c. Gli altri motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili per vizi procedurali.
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Nullità fideiussione: i limiti in Cassazione
Un fideiussore ricorre in Cassazione per ottenere l'annullamento di una garanzia di 300.000 euro, sostenendo la nullità della fideiussione per violazione della normativa antitrust e per la condotta scorretta della banca. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che la nullità contrattuale, pur rilevabile d'ufficio, non può basarsi su fatti nuovi allegati per la prima volta in Cassazione. La valutazione delle prove resta di competenza esclusiva dei giudici di merito.
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Responsabilità bonifico domiciliato: la decisione
Una società assicuratrice ha citato in giudizio un istituto di pagamento per aver liquidato un bonifico domiciliato a una persona diversa dal legittimo beneficiario, che si era presentato con un documento falso. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha escluso la responsabilità dell'istituto di pagamento. Si è ritenuto che l'istituto avesse adempiuto al proprio obbligo di diligenza professionale verificando la corrispondenza dei dati anagrafici, del codice fiscale e della password, utilizzando anche un sistema di verifica elettronica interna, assolvendo così all'onere probatorio a suo carico.
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Bonifico domiciliato: la diligenza nell’identificazione
Una società assicurativa ha ordinato un bonifico domiciliato, ma l'intermediario ha pagato un truffatore in possesso dei dati corretti e di un documento apparentemente valido. La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità dell'intermediario non è oggettiva, ma basata sulla colpa. In questo caso, l'intermediario ha agito con la dovuta diligenza professionale verificando un documento d'identità, il codice fiscale e la password, e quindi non è tenuto al risarcimento del danno.
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Bonifico domiciliato: la diligenza nel pagamento
Una società assicurativa ha utilizzato il servizio di bonifico domiciliato di un ente postale per pagare un creditore, ma la somma è stata riscossa da un truffatore. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ente non è responsabile se dimostra di aver agito con la dovuta diligenza nell'identificazione del beneficiario (controllo di un documento d'identità, codice fiscale e password), anche senza conservare una copia del documento. Il bonifico domiciliato è regolato dalle norme sul mandato, non da quelle sull'assegno.
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Prova del danno: non basta dimostrare l’inadempimento
Una società di consulenza informatica ha citato in giudizio il suo fornitore di servizi di telecomunicazione per un'interruzione del servizio. Nonostante la Corte abbia riconosciuto l'inadempimento contrattuale del fornitore (per mancato preavviso), ha negato il risarcimento. La Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la semplice dimostrazione dell'inadempimento non è sufficiente; è onere del danneggiato fornire la prova del danno specifico subito, cosa che in questo caso non è avvenuta.
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