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Art. 117 Costituzione

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Sanzione gioco online: la Cassazione attende la Consulta
Il gestore di un circolo privato, multato con una sanzione di 20.000 euro per aver offerto accesso a piattaforme di gioco online non autorizzate, ha presentato ricorso in Cassazione sollevando dubbi sulla costituzionalità delle norme. La Suprema Corte ha deciso di sospendere il procedimento relativo alla sanzione gioco online, attendendo la definizione di un incidente di costituzionalità sollevato in un caso analogo.
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Transfer pricing: Cassazione su prova e benchmark
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di transfer pricing, annullando la decisione di merito che aveva convalidato l'accertamento fiscale basato su una metodologia di benchmark errata. L'Agenzia delle Entrate aveva escluso dall'analisi le società in perdita, un criterio ritenuto non conforme alle linee guida OCSE. La Suprema Corte ha ribadito che l'onere della prova iniziale spetta all'Amministrazione finanziaria e che l'analisi di comparabilità deve essere rigorosa, senza esclusioni aprioristiche che distorcono la realtà del mercato.
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Giurisdizione CCEPS: sì alla competenza sui biologi
Una federazione nazionale di un ordine professionale ha sollevato un dubbio sulla giurisdizione della Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie (CCEPS) in merito alle elezioni dei propri organi, lamentando l'assenza di rappresentanti della categoria al suo interno. La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha confermato la giurisdizione CCEPS, poiché una modifica normativa intervenuta durante il giudizio ha sanato la composizione della Commissione, includendo i rappresentanti richiesti e risolvendo così la potenziale questione di costituzionalità.
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Ne bis in idem e immigrazione: reato ed espulsione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28373 del 2024, ha stabilito che non sussiste violazione del principio del ne bis in idem qualora un cittadino straniero venga condannato a una pena pecuniaria per il reato di ingresso e soggiorno illegale e, contemporaneamente, sia destinatario di un provvedimento amministrativo di espulsione. La Corte ha chiarito che l'espulsione amministrativa ha una finalità preventiva di controllo dei flussi migratori e non una natura sostanzialmente penale, requisito necessario per poter invocare il divieto di doppio giudizio.
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Sorveglianza speciale: limiti al reato di violazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per violazione della sorveglianza speciale, stabilendo che le prescrizioni generiche come "rispettare le leggi" e il divieto di detenere "armi" (intese come armi improprie) non configurano reato. La decisione si basa su principi costituzionali e sulla necessità di una definizione precisa della condotta punibile. È stato invece dichiarato inammissibile il ricorso di un coimputato per possesso di arnesi da scasso, confermando che la consapevole disponibilità degli strumenti è sufficiente per il concorso di reato.
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Bancarotta: valide le dichiarazioni al curatore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per bancarotta fraudolenta. Il punto centrale riguarda l'utilizzabilità delle dichiarazioni al curatore fallimentare. La Corte ha stabilito che tali dichiarazioni sono pienamente valide come prova nel processo penale, poiché il curatore agisce come pubblico ufficiale e non svolge attività di indagine. La questione di incostituzionalità sollevata è stata ritenuta manifestamente infondata.
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Improcedibilità ricorso: Guida alla relata di notifica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19475/2024, ha ribadito il principio dell'improcedibilità del ricorso per cassazione qualora il ricorrente non depositi, contestualmente al ricorso, la relata di notificazione della sentenza impugnata. Nel caso di specie, una società autostradale aveva impugnato una sentenza della Corte d'Appello, ma aveva omesso di allegare tale documento fondamentale. La Corte ha rigettato tutte le difese, inclusa quella dell'errore materiale e della mancata contestazione da parte avversaria, sottolineando che la verifica della tempestività è un controllo d'ufficio inderogabile, posto a tutela di un interesse pubblico. La decisione conferma un orientamento consolidato, ritenuto conforme anche alla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo.
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Anzianità avvocato stabilito: no al cumulo per i cassazionisti
Un avvocato, prima iscritto come 'avvocato stabilito' e poi integrato nell'albo ordinario, si è visto negare l'accesso all'albo dei cassazionisti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19976/2024, ha chiarito che l'anzianità maturata come avvocato stabilito non è cumulabile con quella successiva, poiché le due iscrizioni corrispondono a forme diverse di esercizio della professione basate su titoli differenti. Sebbene il ricorso sia stato dichiarato inammissibile per ragioni procedurali, la Corte ha stabilito un importante principio di diritto sull'anzianità professionale.
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Improcedibilità ricorso: termini perentori in Cassazione
Un cittadino straniero ha impugnato un decreto di espulsione. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso perché depositato oltre il termine perentorio di venti giorni previsto dalla legge, senza esaminare il merito delle questioni sollevate.
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Automatismo prestazioni: T.F.S. e lavoro non di ruolo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19410/2024, ha stabilito che ai fini del calcolo del Trattamento di Fine Servizio (T.F.S.) deve essere considerato anche il periodo di lavoro svolto come 'non di ruolo'. Applicando il principio di automatismo delle prestazioni, la Corte ha affermato che il diritto del lavoratore sorge indipendentemente dal versamento dei contributi da parte del datore di lavoro, garantendo così la piena tutela previdenziale per l'intera durata del rapporto lavorativo.
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Magistratura onoraria: no a parità di trattamento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un giudice di pace che chiedeva un trattamento retributivo e previdenziale pari a quello dei magistrati di carriera. La decisione si fonda sulla non comparabilità delle due figure e sull'impossibilità per l'autorità giudiziaria di creare nuove norme in materia. La Corte ha ribadito che il ruolo della magistratura onoraria è distinto da quello della magistratura ordinaria, respingendo le pretese di equiparazione.
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Confisca e diritti dei terzi: la Cassazione attende
Un cittadino acquista un immobile che, a sua insaputa, era stato oggetto di una confisca divenuta irrevocabile prima del suo acquisto. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ricorre in Cassazione. La Suprema Corte, riconoscendo la complessità della questione sulla tutela del terzo acquirente, ha sospeso il procedimento. La decisione è stata rinviata in attesa di una pronuncia della Corte Costituzionale su un tema affine, sollevato dalle Sezioni Unite, riguardante la tematica della confisca e diritti dei terzi.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo e diverse cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge (jus superveniens), ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è possibile solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da appalti pubblici, cosa non avvenuta nel caso di specie. La decisione conferma la natura dell'estratto di ruolo come mero documento informativo, non come atto impositivo autonomamente impugnabile.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Una società ha impugnato diverse cartelle di pagamento dopo aver ricevuto un estratto di ruolo, sostenendo di non averle mai ricevute. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge con effetto retroattivo (jus superveniens), ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La sentenza chiarisce che l'impugnazione estratto di ruolo non è permessa, poiché tale documento ha natura meramente informativa e non è un atto impugnabile autonomamente, salvo in casi eccezionali di pregiudizio specifico per il contribuente.
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Revocazione per giudicato penale: limiti del riesame
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcune società che chiedevano la revocazione di una sentenza del Consiglio di Stato. Tale richiesta era basata su una successiva assoluzione in sede penale per gli stessi fatti che avevano originato una sanzione antitrust. La Corte ha stabilito che la valutazione sulla sussistenza dei presupposti per la revocazione per giudicato penale rientra nei limiti interni della giurisdizione amministrativa e non può essere sindacata dalla Cassazione, che può intervenire solo per violazioni dei limiti esterni. L'assoluzione penale non determina automaticamente la caducazione della sanzione amministrativa.
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Riduzione pena Cartabia: no se la sentenza è finale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32408/2024, ha stabilito che la riduzione di pena di un sesto, introdotta dalla Riforma Cartabia per chi non impugna la condanna in rito abbreviato, non si applica retroattivamente. Il beneficio, legato alla scelta processuale di non appellare, opera solo per le sentenze divenute irrevocabili dopo l'entrata in vigore della nuova legge (30 dicembre 2022), rispettando il limite del giudicato.
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Indennità sostitutiva ferie: il diritto del docente
Un docente con contratti a tempo determinato ha ottenuto dal Tribunale di Roma il riconoscimento dell'indennità sostitutiva per ferie non godute. La decisione si fonda sul principio, consolidato dalla giurisprudenza e conforme al diritto europeo, secondo cui il datore di lavoro pubblico deve provare di aver formalmente invitato il lavoratore a fruire delle ferie, avvisandolo della possibile perdita. In assenza di tale prova, e dato che la sospensione delle lezioni non equivale a ferie, l'indennità è dovuta.
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Convenzione doppia imposizione: esclusiva potestà
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22585/2024, ha stabilito che i redditi percepiti da un cittadino italiano residente in Italia, per servizi resi a uno Stato estero (nella fattispecie gli Emirati Arabi Uniti), sono tassabili esclusivamente in tale Stato. La Corte ha chiarito che, secondo la convenzione doppia imposizione tra Italia ed EAU, questa regola si applica indipendentemente dal fatto che lo Stato estero eserciti o meno la propria potestà impositiva. Di conseguenza, il contribuente ha diritto al rimborso dell'IRPEF versata in Italia su tali redditi.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo, sostenendo la mancata notifica delle cartelle di pagamento sottostanti. La Corte di Cassazione, applicando una recente riforma legislativa (art. 12, comma 4-bis, D.P.R. 602/1973), ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La nuova normativa, infatti, stabilisce che l'impugnazione estratto di ruolo non è più un rimedio ammissibile, salvo in casi specifici di pregiudizio qualificato che il contribuente non ha dimostrato. La Corte ha quindi cassato la sentenza precedente senza rinvio, definendo la causa.
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Decisione a sorpresa: Cassazione annulla sentenza
Una struttura sanitaria si è vista respingere una richiesta di pagamento da parte della Corte d'Appello sulla base di una questione (mancanza di un contratto scritto) sollevata d'ufficio dal giudice senza darne previa comunicazione alle parti. La Corte di Cassazione ha annullato questa "decisione a sorpresa", affermando che la violazione del diritto al contraddittorio rende la sentenza nulla. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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