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Art. 117 Costituzione

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Doppia non imposizione: utili esteri tassabili
Una società italiana ha richiesto il rimborso IRES per utili ricevuti da una controllata francese, invocando l'esenzione del 95% (Art. 89 TUIR). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, poiché gli utili non erano stati tassati in Francia a causa del regime di trasparenza fiscale dell'ente estero, l'esenzione non è applicabile in Italia. L'obiettivo della norma è evitare la doppia imposizione, non creare una doppia non imposizione.
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Dividendi esteri: no esenzione senza tassa all’origine
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28154/2023, ha negato il diritto a una società italiana di beneficiare dell'esenzione fiscale del 95% sui dividendi esteri provenienti da una controllata francese. Poiché la società francese era un'entità fiscalmente trasparente e i suoi utili non erano stati tassati in Francia, la Corte ha stabilito che l'applicazione dell'esenzione in Italia avrebbe generato una inammissibile doppia non imposizione, contraria alla ratio della norma, che è quella di evitare la doppia imposizione.
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Sorveglianza speciale: limiti delle prescrizioni
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale, il quale contestava la legittimità di alcune prescrizioni ritenute generiche (come 'vivere onestamente') e la durata della misura. La Corte ha stabilito che tali prescrizioni, pur non integrando reato in caso di violazione, sono legittime come regole di condotta e possono portare a un aggravamento della misura. È stata inoltre confermata la proporzionalità della durata della sorveglianza speciale, in quanto adeguatamente motivata dalla pericolosità sociale del soggetto.
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Decadenza responsabilità genitoriale: no ai nonni
La Cassazione ha confermato la decadenza dalla responsabilità genitoriale di due genitori per maltrattamenti sui figli. La Corte ha ritenuto legittimo basare la decisione su intercettazioni e ha negato l'affido ai nonni e zii, considerati inadeguati per non aver protetto i minori. È stato inoltre stabilito che l'ascolto dei minori in appello può essere omesso per evitare una vittimizzazione secondaria.
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Sequestro preventivo profitto: nesso causale obbligato
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava un sequestro preventivo del profitto per il reato di sfruttamento del lavoro (art. 603-bis c.p.). La Corte ha stabilito che non è sufficiente basarsi su un nuovo e maggiore calcolo delle retribuzioni non versate, ma è indispensabile dimostrare il nesso di causalità diretto tra il profitto sequestrato e le specifiche condizioni di sfruttamento che costituiscono il reato, le quali vanno oltre il semplice inadempimento contrattuale.
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Credito d’imposta dividendi: basta l’inclusione nel reddito
Una società madre francese ha ricevuto dividendi dalla sua controllata italiana, richiedendo il rimborso del credito d'imposta. I tribunali di merito hanno negato il diritto, subordinandolo alla prova del pagamento effettivo delle imposte in Francia. La Corte di Cassazione ha riformato questa decisione, stabilendo un principio chiave: per l'applicazione della convenzione contro le doppie imposizioni, è sufficiente che i dividendi concorrano a formare il reddito imponibile della società madre estera. L'effettivo pagamento dell'imposta è irrilevante per ottenere il credito d'imposta sui dividendi previsto dal trattato bilaterale.
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Inutilizzabilità derivata: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con la sentenza 24492/2023, ha rigettato i ricorsi di diversi imputati condannati per omicidio e associazione mafiosa. Il tema centrale è stato il rigetto dell'eccezione di inutilizzabilità derivata delle intercettazioni. La Corte ha stabilito che l'acquisizione di un numero di telefono da parte della polizia giudiziaria, anche se avvenuta in modo irrituale, non rende inutilizzabili le successive intercettazioni legalmente autorizzate, poiché nel sistema italiano non vige il principio generale del 'frutto dell'albero avvelenato'.
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Sequestro preventivo: nuovi elementi e ne bis in idem
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di sequestro preventivo per reati tributari, confermando la legittimità di una seconda misura cautelare basata su un nuovo calcolo del profitto illecito. La sentenza chiarisce che un verbale di constatazione fiscale, redatto successivamente al primo sequestro, costituisce un 'elemento nuovo' idoneo a superare il principio del 'ne bis in idem' cautelare. La Corte ha inoltre ribadito che il sequestro per equivalente sui beni degli amministratori è possibile quando il patrimonio della società risulta insufficiente.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione fa luce
La Corte di Cassazione si è pronunciata sulla questione della remunerazione per i medici specializzandi che hanno frequentato corsi a cavallo degli anni '80, in un periodo in cui l'Italia non aveva ancora recepito le direttive comunitarie in materia. L'ordinanza conferma che il diritto al risarcimento per la mancata remunerazione decorre dal 1° gennaio 1983, data di scadenza del termine per l'adempimento dello Stato, anche per i medici che avevano iniziato il loro percorso formativo in anni precedenti. La Corte ha rigettato sia il ricorso dell'Amministrazione statale sia quello incidentale dei medici, consolidando un principio di diritto ormai affermato dalle Sezioni Unite e dalla Corte di Giustizia Europea.
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Esenzione TARSU imballaggi: l’onere della prova
Una società ha contestato un avviso di accertamento per la tassa rifiuti (TARSU), sostenendo che le aree destinate alla produzione di imballaggi secondari e terziari dovessero essere esenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che spetta al contribuente l'onere di fornire la prova dell'esistenza e della delimitazione delle superfici produttive di soli rifiuti speciali non assimilabili. In mancanza di tale prova, il Comune è legittimato a tassare l'intera superficie. La decisione chiarisce i criteri per l'esenzione TARSU imballaggi e la ripartizione dell'onere probatorio.
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Ne bis in idem: condanna annullata dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per oltraggio a pubblico ufficiale, applicando il principio del ne bis in idem. Un individuo, già condannato con rito alternativo per violenza e resistenza per un episodio avvenuto in stazione, era stato nuovamente processato per oltraggio per le stesse frasi pronunciate nella medesima circostanza. La Corte ha stabilito che si tratta dello stesso fatto storico-naturalistico, per cui non è possibile un secondo processo, a prescindere dalla diversa qualificazione giuridica del reato.
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Indennità di occupazione: la guida alla rivalutazione
Un cittadino ha richiesto a un comune il pagamento dell'indennità di occupazione per un terreno utilizzato per opere pubbliche. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del cittadino, chiarendo che l'indennità di occupazione costituisce un debito di valuta e non di valore. Pertanto, la rivalutazione monetaria non è automatica, ma il creditore deve provare di aver subito un maggior danno a causa del ritardo nel pagamento.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Una società ha promosso un'azione legale per l'annullamento di diverse cartelle di pagamento, sostenendo di non averle mai ricevute. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile basandosi su una nuova normativa. La sentenza stabilisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è permessa solo se il debitore dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto. In assenza di tale prova, manca l'interesse ad agire.
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Gettone di presenza: spetta per ogni riunione?
Alcuni consiglieri comunali hanno ricevuto un gettone di presenza per la partecipazione a conferenze dei capigruppo e altri organi. Il Comune ne ha chiesto la restituzione. Il Tribunale ha dato ragione al Comune, interpretando restrittivamente la legge che limita il gettone a 'consigli e commissioni'. La Cassazione, data la rilevanza della questione, ha rinviato il caso alla pubblica udienza per una decisione di principio.
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Indennità di esproprio: la Cassazione e la legge speciale
Un proprietario terriero contesta un'indennità di esproprio ridotta, calcolata secondo una legge speciale per la realizzazione di un'opera ferroviaria. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la legittimità del criterio di calcolo riduttivo in virtù del perseguimento di un interesse pubblico superiore. La Corte ha inoltre stabilito che, in caso di concessione traslativa, l'unico soggetto tenuto al pagamento dell'indennità è il concessionario dell'opera.
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Contributi consortili: come contestare l’obbligo
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per contributi consortili, sostenendo che i suoi terreni non ricevessero alcun beneficio diretto dalle opere di bonifica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, riaffermando un principio cruciale in materia di contributi consortili: l'inclusione di un immobile in un piano di classifica approvato crea una presunzione di beneficio. Di conseguenza, spetta al contribuente fornire prove specifiche e concrete del contrario per essere esonerato dal pagamento. Una contestazione generica non è ritenuta sufficiente.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Una società ha promosso un'impugnazione estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le relative cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una recente modifica legislativa con efficacia retroattiva, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione chiarisce che l'impugnazione è possibile solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammissibile?
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un contribuente che aveva avviato un'azione legale per l'accertamento negativo di debiti previdenziali basandosi su un estratto di ruolo. La Corte ha confermato che l'impugnazione estratto di ruolo è inammissibile per carenza di interesse ad agire, salvo casi specifici previsti dalla legge, poiché tale documento non è un atto di esecuzione forzata.
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Contributi di bonifica: onere della prova e validità
Un contribuente ha contestato un avviso di pagamento per contributi di bonifica, sostenendo la mancanza di benefici per il proprio immobile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'inclusione di un fondo nel piano di classifica del consorzio crea una presunzione di beneficio. Di conseguenza, spetta al contribuente l'onere della prova di dimostrare l'assenza di un vantaggio diretto e specifico. La sentenza chiarisce inoltre che la mancata trascrizione del perimetro di contribuenza non invalida l'obbligo di pagamento.
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Abuso contratti a termine: sì al risarcimento danni
Un lavoratore, precedentemente impiegato in lavori socialmente utili (LSU), è stato assunto da un comune con una serie di contratti a termine. Dopo aver contestato la reiterazione abusiva dei contratti, la Corte di Cassazione ha stabilito che anche i rapporti di lavoro finalizzati alla stabilizzazione di personale LSU sono soggetti alle normative europee che vietano l'abuso contratti a termine. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per determinare il diritto al risarcimento del danno, tenendo conto della successiva assunzione a tempo indeterminato del lavoratore.
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