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Art. 116 Codice di Procedura Penale — Anno 2022

Altri anni per Art. 116 Codice di Procedura Penale

Diritto di difesa: negato accesso intercettazioni cautelari, Cassazione annulla
Un indagato, sottoposto a custodia cautelare per reati di droga, ha chiesto più volte al Pubblico Ministero e al G.I.P. copia delle intercettazioni usate per la misura. Non ha ricevuto risposta. Il Tribunale del Riesame ha respinto la sua eccezione, ritenendo le richieste mal indirizzate o tardive. La Cassazione ha annullato questa decisione. Ha stabilito che il diritto di difesa all'**accesso intercettazioni cautelari** è incondizionato. Il Pubblico Ministero deve fornire le copie tempestivamente, anche se la richiesta è stata inviata a un indirizzo PEC non specifico dell'ufficio intercettazioni. La mancata disponibilità delle registrazioni causa una nullità che invalida l'ordinanza cautelare.
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Rivelazione di segreti d’ufficio: Funzionario vince, atti già noti
Un Funzionario comunale è stato indagato per rivelazione di segreti d'ufficio per aver consegnato atti di indagine preliminare, coperti da segreto, al difensore di una Sindaca indagata. Il Tribunale aveva confermato una misura interdittiva. Il Funzionario ha contestato, sostenendo che la Sindaca era già a conoscenza degli atti per il suo ruolo. La Corte di Cassazione ha stabilito che il reato di rivelazione di segreti d'ufficio non sussiste se la notizia è rivelata a chi ne era già a conoscenza, purché non si superi il limite della conoscenza pregressa. La Cassazione ha annullato l'ordinanza e la misura cautelare, riconoscendo la vittoria del Funzionario.
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Appello cautelare: no alle copie dei verbali di sequestro
Un imputato per reati tributari ha richiesto al Tribunale il rilascio di copie di verbali di perquisizione e sequestro e un inventario di documenti. Di fronte al rifiuto del giudice, l'imputato ha proposto un appello cautelare, dichiarato inammissibile dal Tribunale di Cosenza. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso. I giudici hanno chiarito che l'appello cautelare è uno strumento utilizzabile solo per casi tassativi, come i provvedimenti sul sequestro preventivo, e non per ottenere copie di atti processuali o per contestare decisioni istruttorie prese durante il dibattimento. Queste ultime, infatti, possono essere impugnate solo insieme alla sentenza finale. Di conseguenza, il ricorso è stato rigettato con condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Diritto di difesa nell’interrogatorio: annullata la sospensione
Un appartenente alle forze dell'ordine, accusato di accesso abusivo a un sistema informatico, è stato sospeso dal servizio. Prima della sospensione, il giudice lo ha interrogato negando però al suo difensore la possibilità di estrarre copia dei documenti d'indagine, consentendone solo la visione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del lavoratore, stabilendo che il **diritto di difesa nell'interrogatorio** viene violato se non si permette di fotocopiare o scaricare gli atti d'accusa. Di conseguenza, l'interrogatorio e la successiva sospensione sono nulli. La Suprema Corte ha annullato senza rinvio il provvedimento cautelare, ripristinando pienamente le funzioni del lavoratore.
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