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Art. 115 Codice Penale — Anno 2026

Altri anni per Art. 115 Codice Penale

Collusione in frode alla finanza: patto illecito e condanna
Un ufficiale della polizia tributaria concordava con alcuni imprenditori interventi illeciti per alleggerire verifiche fiscali e rivelava controlli imminenti in cambio di denaro e regali preziosi. L'ufficiale suggeriva strategie per nascondere documenti compromettenti e dichiarare falsamente veicoli societari all'estero. Nonostante l'assoluzione per il traffico di influenze illecite, la Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'imputato a due anni e otto mesi di reclusione per il reato di collusione in frode alla finanza. I giudici hanno chiarito che il delitto si consuma all'istante con la sola stipula dell'intesa fraudolenta, senza che rilevi il reale compimento degli atti contrari ai doveri d'ufficio o l'effettiva millanteria delle relazioni del pubblico agente.
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Tentata importazione di stupefacenti: senza accordo c’è reato
Il Tribunale della Libertà confermava la custodia in carcere per Il Ricorrente, accusato di associazione finalizzata al traffico di droga e tentata importazione di stupefacenti dal Sudamerica. La difesa contestava l'esistenza di un vero vincolo associativo e sosteneva che le trattative interrotte costituissero un accordo non punibile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per la tentata importazione di stupefacenti non serve la conclusione dell'accordo o l'effettivo trasferimento della droga, ma bastano trattative serie, affidabili e univoche. Inoltre, l'esistenza dell'associazione criminale è provata dalla divisione dei compiti e dall'uso di telefoni criptati, a prescindere da un accordo formale. Di conseguenza, Il Ricorrente rimane in carcere e deve pagare le spese processuali.
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