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Art. 1145 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 1145 Codice Civile

Opposizione all’esecuzione: stop ai rinvii sulla servitù
I Vicini si sono opposti all'esecuzione di una sentenza definitiva che li obbligava a ripristinare una servitù di passaggio in favore dei Proprietari del fondo confinante. I Vicini sostenevano che i lavori stradali avrebbero violato le norme ambientali sul demanio fluviale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che l'opposizione all'esecuzione non può essere usata per ridiscutere fatti precedenti alla sentenza definitiva. La Corte ha condannato i Vicini per abuso del processo a causa della natura pretestuosa del ricorso.
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Usucapione di beni demaniali: privato perde contro lo Stato
Il caso riguarda la richiesta di una cittadina di vedersi riconosciuta l'usucapione di beni demaniali, nello specifico un immobile diroccato situato nel borgo storico di Bussana Vecchia. L'Agenzia del Demanio si è opposta, sostenendo la natura demaniale e l'interesse storico-artistico del bene, confermato da un decreto ministeriale del 2000. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della cittadina, confermando che i beni pubblici di interesse storico e culturale appartengono al demanio pubblico e sono assolutamente inalienabili. Di conseguenza, non possono essere oggetto di usucapione di beni demaniali, anche prima di un formale provvedimento amministrativo di vincolo, se le loro caratteristiche intrinseche ne testimoniano il valore culturale. La ricorrente perde la causa e viene condannata a pagare le spese legali.
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Indennità per migliorie su suolo pubblico: il limite della buona fede
Un'azienda agricola, che possedeva in buona fede un vasto terreno, chiede un'indennità per migliorie dopo averlo dovuto restituire al Comune, poiché dichiarato di natura demaniale civica. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale: il diritto all'indennità esiste anche per i beni pubblici, ma è strettamente legato alla durata della buona fede. La notifica della domanda giudiziale da parte del Comune per riavere il terreno segna la fine della buona fede. Di conseguenza, l'azienda ha diritto al rimborso solo per i lavori eseguiti prima di quel momento, perdendo il diritto per tutte le opere successive. La Corte ha quindi respinto le richieste di entrambe le parti, confermando un indennizzo solo parziale.
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Azione di spoglio: il cancello finale, non la catena, fa partire il termine
Un gruppo di proprietari si vede bloccare l'accesso ai propri terreni da un cancello installato da un vicino su una strada comune. Il vicino si difende sostenendo che l'azione legale sia stata avviata tardivamente. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale: il termine di un anno per l'azione di spoglio non decorre dai lavori preparatori (come il posizionamento di una catenella), ma solo dal momento in cui il passaggio è stato effettivamente e completamente impedito con l'installazione del cancello. Di conseguenza, la domanda dei proprietari è stata accolta e il loro diritto di passaggio ripristinato, condannando il vicino a rimuovere l'ostacolo e a pagare le spese legali.
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Tutela possessoria e passaggio su aree pubbliche
Una società di gestione idrica ha impugnato la sentenza che la condannava a ripristinare il passaggio pedonale e carrabile a favore di una privata cittadina. La società sosteneva che l'area fosse demaniale e quindi non soggetta a servitù private. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la **tutela possessoria** si fonda esclusivamente sull'accertamento del potere di fatto esercitato sul bene. Poiché la cittadina aveva agito per difendere il possesso e non per accertare un diritto di proprietà, le contestazioni sulla natura pubblica del suolo sono state ritenute irrilevanti ai fini della decisione possessoria.
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Usucapione di terreni comunali: le nuove regole
Un cittadino ha agito in giudizio per veder riconosciuta l'**Usucapione** di un terreno comunale. I giudici di merito avevano rigettato la domanda, sostenendo che il bene fosse parte del patrimonio indisponibile dell'ente poiché inserito in un piano paesaggistico. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale visione, stabilendo che per impedire l'**Usucapione** non è sufficiente una volontà astratta o un atto amministrativo programmatico. È invece necessaria l'effettiva e attuale destinazione del bene a un pubblico servizio. La Suprema Corte ha inoltre chiarito che l'eventuale natura abusiva delle costruzioni sul fondo non ostacola l'acquisto della proprietà per possesso.
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Usucapione bene demaniale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33509/2023, ha rigettato il ricorso di una cittadina che chiedeva di essere dichiarata proprietaria per usucapione di due terreni adiacenti a un fiume. La Corte ha stabilito che tali terreni, pur non essendo regolarmente inondati, costituiscono una 'pertinenza idraulica' del fiume, ovvero sono destinati alla sua protezione. Questa natura li qualifica come parte del demanio idrico. Di conseguenza, l'usucapione di un bene demaniale è impossibile, in quanto tali beni non sono suscettibili di appropriazione privata.
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Demanio marittimo: impossibile l’usucapione
Una recente sentenza della Cassazione conferma che un bene del demanio marittimo non può essere acquisito da un privato tramite usucapione, anche in caso di occupazione prolungata. La Corte ha rigettato il ricorso di una cittadina che aveva costruito su un terreno demaniale, ribadendo che la natura pubblica del bene può essere rimossa solo con un atto amministrativo formale (sdemanializzazione) e non per effetto di un uso privato.
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