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Art. 113 Costituzione — Sezione Quinta Civile

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Altri anni per Art. 113 Costituzione

Cessione di quote: no riqualificazione in cessione d’azienda
Con la sentenza n. 18660/2024, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che una cessione di quote totalitaria di una società non può essere riqualificata in una cessione d'azienda ai fini dell'imposta di registro. La Corte ha ribadito il principio secondo cui l'imposta di registro è un'"imposta d'atto", la cui applicazione deve basarsi esclusivamente sulla natura giuridica e sugli effetti dell'atto presentato per la registrazione, senza considerare elementi extratestuali o l'operazione economica complessiva. Pertanto, la vendita di partecipazioni societarie resta tale anche se la società target possiede come unico asset un'azienda.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18001/2024, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La decisione si fonda su una nuova legge (ius superveniens) che limita l'impugnazione estratto di ruolo a specifici casi di pregiudizio, non dimostrati nel caso di specie. La Corte ha inoltre escluso la formazione di un giudicato implicito sulla questione dell'ammissibilità.
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Impugnazione estratto di ruolo: inammissibile!
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17989/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente basato su un estratto di ruolo. Applicando una nuova legge (ius superveniens) ai processi in corso, la Corte ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo è vietata, salvo casi eccezionali di grave pregiudizio. È stato inoltre escluso che sulla questione dell'ammissibilità potesse formarsi un giudicato interno implicito, poiché l'interesse ad agire è un requisito che deve sussistere fino alla decisione finale.
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Impugnabilità estratto di ruolo: la Cassazione decide
Un'associazione sportiva ha impugnato un estratto di ruolo relativo a un avviso di accertamento non notificato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, applicando la nuova normativa che limita l'impugnabilità dell'estratto di ruolo. La Corte ha chiarito che l'azione è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio specifico e concreto, come l'esclusione da appalti pubblici, requisito non provato nel caso di specie.
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Socio accomandante redditi: responsabilità e sanzioni
La Cassazione chiarisce la posizione del socio accomandante per i redditi della società. Anche se non coinvolto nella gestione e in presenza di illeciti altrui, il reddito viene imputato per trasparenza. La colpa per le sanzioni deriva dal mancato controllo, non dalla gestione.
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Socio accomandante e reati: redditi e sanzioni
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16242/2024, ha stabilito che un socio accomandante è tenuto a pagare le imposte sui redditi derivanti da attività illecite commesse dall'amministratore, anche se non coinvolto nel reato. In base al principio di trasparenza fiscale, il reddito della società è imputato a tutti i soci. La Corte ha inoltre chiarito che l'assoluzione penale non esime il socio accomandante dalle sanzioni fiscali, la cui colpa risiede nel mancato esercizio del potere di controllo sui bilanci societari.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che contestava un debito tributario tramite l'impugnazione di un estratto di ruolo. La Corte ha ribadito che l'impugnazione estratto di ruolo è inammissibile se il contribuente non dimostra di subire un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da appalti pubblici. La semplice mancata notifica della cartella di pagamento non è sufficiente a giustificare l'azione.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammissibile?
Una società agricola ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto la relativa cartella di pagamento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 15512/2024, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La Corte ha chiarito che l'impugnazione estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un concreto e attuale 'interesse ad agire', come un pregiudizio derivante da un'azione esecutiva. In questo caso, tale interesse non è stato provato nei tempi e modi corretti.
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Impugnazione estratto di ruolo: Cassazione chiarisce
Un contribuente ha contestato un debito fiscale di cui è venuto a conoscenza solo tramite un estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto la relativa cartella di pagamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La motivazione si basa sulla recente normativa che limita l'impugnazione estratto di ruolo solo ai casi in cui il contribuente dimostri un pregiudizio grave e specifico, come l'esclusione da appalti pubblici, cosa non avvenuta nel caso di specie. La decisione è in linea con gli orientamenti delle Sezioni Unite e della Corte Costituzionale.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammissibile?
Una società ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto la relativa cartella di pagamento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15307/2024, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sulla recente normativa che limita l'impugnazione dell'estratto di ruolo ai soli casi in cui il contribuente dimostri un pregiudizio concreto e attuale (es. esclusione da appalti), requisito non provato nel caso di specie. La sentenza conferma quindi che non basta affermare la mancata notifica per poter agire in giudizio.
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Difesa tecnica: appello nullo? La Cassazione spiega
Una società agricola si è vista dichiarare inammissibile l'appello in materia di IMU perché assistita da un geometra. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che la mancanza di difesa tecnica è un vizio sanabile. Il giudice, prima di dichiarare l'inammissibilità, deve assegnare alla parte un termine per nominare un difensore abilitato, sanando così il difetto con efficacia retroattiva.
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Impugnabilità estratto di ruolo: la Cassazione decide
Un contribuente impugnava un estratto di ruolo dopo aver scoperto una cartella di pagamento mai notificata. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge retroattivamente, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La sentenza chiarisce i nuovi e stringenti limiti all'impugnabilità dell'estratto di ruolo, ora consentita solo in caso di specifico e provato pregiudizio per il contribuente.
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Estratto di ruolo: quando si può impugnare?
Una società ha contestato un estratto di ruolo per la presunta mancata notifica di diverse cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una recente modifica legislativa interpretata dalle Sezioni Unite, ha dichiarato inammissibile il ricorso originario. L'impugnazione estratto di ruolo è ora consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e specifico, come l'esclusione da appalti pubblici. La sentenza di merito è stata cassata senza rinvio.
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Impugnazione estratto di ruolo: Cassazione chiarisce
Una società ha contestato un estratto di ruolo per la presunta mancata notifica delle cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una recente modifica legislativa, ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo è generalmente inammissibile. L'azione legale è consentita solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e attuale. Di conseguenza, la Corte ha accolto il ricorso dell'Agente della Riscossione e dichiarato inammissibile l'azione originaria del contribuente, chiudendo il caso.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e condizioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 13143/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un estratto di ruolo. La decisione si fonda sulla recente giurisprudenza che limita drasticamente l'impugnazione dell'estratto di ruolo, richiedendo la prova di un pregiudizio specifico e attuale. La sola mancata notifica delle cartelle sottostanti non è più considerata motivo sufficiente per agire.
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Giudicato favorevole: non si estende se non definitivo
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contribuente non può opporre all'Agenzia delle Entrate una sentenza favorevole ottenuta da un coobbligato in solido (in questo caso, l'acquirente di un immobile) se tale sentenza non è ancora passata in giudicato. Il caso riguardava un'imposta di registro su una compravendita immobiliare. La Corte ha chiarito che il principio di estensione del giudicato favorevole, previsto dall'art. 1306 c.c., richiede la definitività della decisione, che mancava poiché la sentenza era ancora pendente in Cassazione.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo per una cartella non notificata. La Cassazione, applicando la nuova normativa sull'impugnazione estratto di ruolo, ha respinto il ricorso. La Corte ha chiarito che l'azione è ammissibile solo se il debitore dimostra un pregiudizio specifico (es. esclusione da appalti), cosa non avvenuta nel caso di specie, rendendo il ricorso inammissibile per carenza di interesse ad agire.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per omessa notifica, venendone a conoscenza solo tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'impugnazione estratto di ruolo non è ammissibile se il ricorrente non dimostra di subire un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da appalti pubblici. Viene così confermata la mancanza di interesse ad agire in assenza di tale prova.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione chiarisce
Un contribuente impugnava un estratto di ruolo per un debito tributario del 2007, sostenendo di non aver mai ricevuto la relativa cartella di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge (jus superveniens), ha dichiarato inammissibile il ricorso originario. La motivazione si fonda sul fatto che, secondo la nuova normativa, l'impugnazione dell'estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo (ad esempio, l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto), prova che nel caso di specie non è stata fornita.
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Impugnazione estratto di ruolo: i limiti d’azione
Un contribuente impugnava un estratto di ruolo lamentando la mancata notifica delle cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una recente normativa (art. 3-bis D.L. 146/2021), ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo è inammissibile. Il ricorso è consentito solo in casi tassativi, qualora il contribuente dimostri un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da appalti pubblici. In assenza di tale prova, l'azione è inammissibile fin dall'origine.
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