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Art. 113 Costituzione — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 113 Costituzione

Risarcimento danni: se la strada frana decide il TAR
I comproprietari di un immobile danneggiato dal sisma del 1980 ricevevano l'autorizzazione a ricostruire su un altro suolo e un contributo pubblico. I lavori si interrompevano per il crollo di una strada comunale. I proprietari chiedevano al Giudice ordinario il risarcimento danni per l'inerzia del Comune e il saldo del contributo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei privati. La Suprema Corte ha chiarito che la domanda di risarcimento danni derivante da scelte urbanistiche discrezionali spetta alla giurisdizione del Giudice amministrativo, poiché non si tratta di semplice omessa manutenzione. Inoltre, il saldo del contributo spetta solo a lavori ultimati e collaudati.
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Contributo pubblico ridotto: Giudice Civile o TAR? La Cassazione si ferma
Un'impresa ottiene un contributo pubblico per l'acquisto di un nuovo macchinario, ma l'ente erogatore lo riduce in fase di rendicontazione. La motivazione è una presunta sopravvalutazione del veicolo usato dato in permuta. Nasce un conflitto sulla corretta giurisdizione: il giudice ordinario, a tutela del diritto al pagamento, o il giudice amministrativo, per contestare un atto della P.A.? La Corte di Cassazione, riconoscendo la complessità della questione sulla giurisdizione per i contributi pubblici, soprattutto nelle procedure 'a sportello' dove la discrezionalità dell'ente è minima, non decide. La Corte rimette il caso alle sue Sezioni Unite per ottenere un principio di diritto chiaro e definitivo, che possa guidare i casi futuri.
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Contributo ridotto dall’Ente: Giudice Civile o TAR? Caso alle Sezioni Unite
Un'impresa ottiene un contributo pubblico per la sicurezza sul lavoro, ma l'ente erogatore lo riduce in fase di pagamento finale per una valutazione tecnica sul prezzo del macchinario. L'impresa si oppone, ma i giudici di merito negano la propria competenza, indicando quella del giudice amministrativo. La Corte di Cassazione, investita della questione, ritiene il problema del riparto di giurisdizione contributi pubblici particolarmente complesso e non ancora chiarito. Pertanto, invece di decidere, rimette il caso alle Sezioni Unite, il suo organo più autorevole, affinché stabiliscano un principio di diritto definitivo su quale giudice sia competente in queste situazioni.
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Acquisizione sanante: termini per l’indennizzo
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di decadenza di trenta giorni per opporsi alla stima dell'indennità non è applicabile all'**acquisizione sanante** prevista dall'art. 42-bis del d.P.R. 327/2001. A differenza dell'espropriazione ordinaria, questa procedura speciale non prevede una fase di stima definitiva da parte di organi tecnici terzi, rendendo inapplicabile il termine breve di impugnazione. Di conseguenza, il privato può contestare l'indennizzo entro il termine di prescrizione ordinario decennale. La Corte ha inoltre confermato che l'opposizione di un singolo comproprietario estende i suoi effetti all'intero bene indiviso.
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Onere della prova usura: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cliente contro una banca in una causa per usura su un mutuo. La decisione si fonda sulla mancata produzione, nel ricorso, del contratto di mutuo, che ha impedito alla Corte di valutare la fondatezza della censura. Questo caso sottolinea l'importanza dell'onere della prova usura e della specificità degli atti di impugnazione.
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Opposizione cartella esattoriale privacy: i termini
Un Comune ha ricevuto una cartella esattoriale per una sanzione del Garante Privacy, relativa alla pubblicazione illecita di dati sanitari. L'opposizione del Comune è stata respinta perché i motivi di merito dovevano essere sollevati in precedenza, secondo la procedura speciale introdotta dal D.Lgs. 101/2018. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che, in assenza di nuove memorie difensive, l'atto di contestazione si converte automaticamente in un titolo esecutivo, rendendo l'opposizione cartella esattoriale privacy tardiva e infondata nel merito.
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Termine impugnazione espulsione: quando si allunga?
La Corte di Cassazione ha chiarito che il termine per l'impugnazione di un decreto di espulsione è più lungo se il cittadino straniero, al momento della proposizione del ricorso, risiede all'estero perché rimpatriato. In questo caso, il ricorso presentato oltre il termine ordinario è stato ritenuto tempestivo, annullando la precedente decisione di inammissibilità. Il fattore determinante è la residenza effettiva fuori dall'Italia.
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Status di apolide: natura dichiarativa e cittadinanza
Una donna si vede negare la cittadinanza perché il suo status di apolide è stato riconosciuto solo in sede giudiziale. La Cassazione interviene, affermando che il riconoscimento dello status di apolide ha sempre natura dichiarativa, non costitutiva, e che i suoi effetti retroagiscono al momento in cui si sono verificati i presupposti. La Corte ha quindi cassato la sentenza d'appello, rigettando però le richieste di risarcimento danni.
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Revoca contributo pubblico: limiti del giudice
La Corte di Cassazione conferma la revoca di un contributo pubblico a un'azienda agricola che aveva costruito un'abitazione residenziale anziché un edificio rurale. La sentenza ribadisce che il giudice ordinario può valutare solo la legittimità dell'atto amministrativo e non il merito, dichiarando inammissibile il ricorso e condannando la ricorrente per abuso del processo.
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Acquisizione sanante: 10 anni per l’impugnazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30533/2024, ha stabilito che il termine per contestare l'indennità derivante da un'acquisizione sanante ex art. 42-bis TUE è quello ordinario di prescrizione di dieci anni, e non il termine perentorio di trenta giorni previsto per le espropriazioni ordinarie. La Suprema Corte ha chiarito che la natura speciale del provvedimento di acquisizione sanante e l'assenza di un'espressa previsione normativa impediscono l'applicazione analogica di termini di decadenza brevi, i quali decorrono comunque solo dalla notifica formale dell'atto e non dalla mera conoscenza di fatto.
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Nullità parziale contratto: l’effetto sul privato
La Corte di Cassazione chiarisce che l'annullamento di un provvedimento amministrativo che esclude determinate prestazioni da una convenzione sanitaria determina la nullità parziale del contratto stipulato tra ASL e struttura privata. Il privato può agire direttamente in sede civile per l'accertamento della nullità e il conseguente pagamento, senza dover esperire un giudizio di ottemperanza. La firma del contratto con 'riserva' da parte del privato è stata ritenuta sufficiente a manifestare il dissenso sulle clausole invalide.
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Onere della prova: Cassazione su prova non ammessa
Una professionista ha richiesto l'ammissione di un credito al passivo di un fallimento per prestazioni svolte. La curatela fallimentare ha contestato che le prestazioni fossero state svolte da un'altra società, chiedendo una prova testimoniale a supporto. Il Tribunale ha negato l'ammissione della prova, ma ha poi rigettato l'eccezione della curatela per mancanza di prove. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione per palese contraddittorietà, riaffermando che il giudice non può impedire a una parte di assolvere al proprio onere della prova e poi sanzionarla per non averlo fatto.
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Trattenimento dello straniero: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del trattenimento di uno straniero in un centro di permanenza per il rimpatrio. La decisione si basa sulla mancanza di documenti di identità, considerata un fattore che integra il 'rischio di fuga' e impedisce l'applicazione di misure alternative meno restrittive. La Corte ha inoltre chiarito che il procedimento amministrativo di espulsione è autonomo e non è vincolato da eventuali misure cautelari meno afflittive disposte in un separato procedimento penale a carico dello stesso soggetto. L'appello del cittadino straniero è stato quindi respinto.
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Acquisizione sanante: no termine breve per l’indennità
La Corte di Cassazione ha stabilito che la contestazione dell'indennità per un'acquisizione sanante, ai sensi dell'art. 42-bis del Testo Unico Espropriazioni, non è soggetta al breve termine di decadenza previsto per l'esproprio ordinario, ma al termine di prescrizione ordinario. La Corte ha rigettato il ricorso di un consorzio industriale, confermando la decisione della Corte d'Appello e ribadendo la natura eccezionale e distinta del procedimento di acquisizione sanante.
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Giurisdizione amministrativa per occupazione di suolo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2926/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un privato contro un ente pubblico per l'occupazione di un terreno. Il caso verteva sulla giurisdizione competente: ordinaria o amministrativa. La Corte ha stabilito la giurisdizione amministrativa esclusiva, poiché l'occupazione e la trasformazione del terreno, seppur temporanee, erano funzionalmente collegate a un'opera per la quale era stata emessa una dichiarazione di pubblica utilità. Questo legame, anche se mediato, è sufficiente a radicare la competenza del giudice amministrativo, a prescindere dal fatto che non fosse prevista una specifica espropriazione del fondo.
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Indennità di avviamento farmacia: quando è dovuta?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una nuova titolare di farmacia, confermando il suo obbligo di versare l'indennità di avviamento farmacia al gestore provvisorio. La sentenza stabilisce che la gestione provvisoria è legittima anche per farmacie di nuova istituzione e che l'indennità è dovuta anche se la gestione è durata meno di cinque anni. In tal caso, il calcolo non segue la formula automatica ma è rimesso al prudente apprezzamento del giudice, che può basarsi sulle dichiarazioni dei redditi del gestore.
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