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Art. 113 Costituzione — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per Art. 113 Costituzione

Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Una società ha contestato un estratto di ruolo per cartelle di pagamento non notificate e prescritte. La Cassazione ha respinto il ricorso, dichiarando inammissibile l'impugnazione estratto di ruolo in base a una nuova legge (ius superveniens) che ne limita la contestabilità autonoma, confermando le decisioni dei gradi precedenti.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha tentato l'impugnazione di un estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'impugnazione dell'estratto di ruolo non è consentita in assenza di un'azione esecutiva. Per agire, il debitore deve dimostrare un pregiudizio concreto e attuale derivante dalla sola iscrizione a ruolo, in linea con le recenti normative e la giurisprudenza delle Sezioni Unite.
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Interesse ad agire: quando impugnare l’estratto di ruolo
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo per crediti prescritti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che l'interesse ad agire richiede la prova di un pregiudizio specifico e concreto, come previsto da una nuova normativa, condizione non soddisfatta nel caso di specie.
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Licenziamento disciplinare: i termini per agire
La Corte di Cassazione ha chiarito le regole sul licenziamento disciplinare dei dipendenti pubblici. Ha stabilito che solo i termini per l'avvio e la conclusione del procedimento da parte dell'Ufficio competente sono perentori. Un ritardo da parte di un dirigente nel segnalare i fatti non è di per sé sufficiente ad annullare il licenziamento, a meno che non si dimostri che tale ritardo abbia concretamente leso il diritto di difesa del lavoratore. Il caso riguardava un dipendente licenziato per uso improprio di una carta carburante aziendale.
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Ricorso tardivo: appello inammissibile per il Ministero
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso del Ministero dell'Istruzione contro una sentenza della Corte d'Appello. La ragione è un ricorso tardivo, presentato oltre il termine lungo di sei mesi, che nelle controversie di lavoro non è soggetto a sospensione feriale. La questione di merito sulla giurisdizione per l'inserimento di una docente in graduatoria non è stata quindi esaminata.
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Risarcimento danni pubblica amministrazione: la guida
Una candidata a un concorso pubblico, esclusa a causa di uno scambio di elaborati, ha chiesto il risarcimento dei danni. La Corte di Cassazione ha confermato la giurisdizione del giudice ordinario, distinguendo tra l'illegittimità di un atto amministrativo e il danno derivante da un comportamento materiale colposo della Pubblica Amministrazione. Il caso stabilisce che per il risarcimento danni pubblica amministrazione derivante da una condotta negligente, la competenza spetta al giudice civile.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Un professionista ha contestato alla sua cassa previdenziale il pagamento di contributi basandosi su un estratto di ruolo. Dopo decisioni contrastanti nei gradi inferiori, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. Citando una recente legislazione e sentenze di riferimento, ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo non è permessa a meno che il contribuente non dimostri un pregiudizio diretto, condizione non soddisfatta nel caso di specie. La Corte ha quindi annullato la sentenza precedente senza rinvio.
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Obbligo contributivo datoriale: la Cassazione decide
Una società committente è stata ritenuta responsabile in solido per l'omesso versamento dei contributi previdenziali di una ditta appaltatrice. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando inammissibile il ricorso dell'azienda. L'ordinanza chiarisce il valore probatorio del verbale ispettivo dell'ente previdenziale e i requisiti per contestare le prove informatiche, rafforzando il principio dell'obbligo contributivo datoriale in regime di appalto.
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Inquadramento bando di concorso: la parola alla Cassazione
L'ordinanza esamina il caso di alcuni dipendenti pubblici che, assunti tramite concorso, hanno richiesto un inquadramento superiore sostenendo l'illegittimità del bando. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che, in assenza di impugnazione del bando, i diritti del lavoratore si consolidano sulla base delle qualifiche previste dal bando stesso, inteso come offerta al pubblico accettata con la firma del contratto. Il corretto inquadramento da bando di concorso prevale sulle contestazioni successive.
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